Charly's blog

La fiducia non c’è, come non c’è un futuro

Alla fine Berlusconi ha vinto la battaglia con 314 voti di fiducia contro i 311 di sfiducia. Battaglia vinta, guerra persa. Non si tratta, infatti, né di una maggioranza effettiva (almeno 316 voti) né di un margine di voti adatti al governo. La precedente esperienza governativa di Prodi, al riguardo è lampante: non si governa con uno, due o tre voti di maggioranza. Si fa poco e quel poco che si fa lo si fa male.

La vera notizia della giornata campale di ieri è la sostanziale assenza di alternative al Governo Berlusconi. Quest’ultimo vuoi per un motivo vuoi per un altro non è in grado di governare, gli altri non sono nemmeno in grado di raggiungere il Governo. Il PD continua la sua strada amletica all’insegna del “chi sono e che cosa faccio?”, l’Udc balla da sola e non se la fila nessuno, il Fli si è messo in un vicolo cieco. E Vendola non ha i voti. Insomma, chi riesce a raggiungere il Governo poi non governa; gli altri non ci arrivano neppure. In poche parole l’Italia è un paese allo sbando, in crisi strutturale [1], ingovernabile e senza idee.

Non che lo scenario sia una novità per il bel paese. Era già successo una situazione del genere, nel periodo 1920-22. Un governo del paese impossibile portò al potere l’uomo forte. Ed oggi? La politica di fatto ha fallito nel 1992 con Tangentopoli. Da lì abbiamo avuto il governo dell’imprenditore e dell’antipolitica, quello di Berlusconi. Altro fallimento… Rimangono due alternative: l’uomo forte o i tecnici. Personalmente preferisco un governo tecnico, ma tecnico alla Draghi non alla Tremonti (che tecnico non è). E per quanto riguarda la “sovranità popolare”, il “popolo” o il “popppolo”, beh, vadano al diavolo. Dopo vent’anni di tempo perso sarebbe diabolico perseverare in questo ridicolo scontro tribale fra frazioni incapaci di pensare o discutere. Stoppiamo la cosa per due o tre anni, il tempo per fare le riforme necessarie [2] per rimettere in carreggiata il paese. Se poi si vuole riprendere il triste spettacolo che è andato in scena negli ultimi due decenni si potrà farlo. Contenti voi… Ma non credo che l’idea raccolga i consensi necessari. Non solo perché l’italiano medio è un appassionato delle risse verbali da bar sport, ma soprattutto per le spinte corporative dedite a conservare il particolare vantaggio a detrimento del resto. Sono sì parassiti, ma parassiti stupidi: una volta che l’ospite muore che cosa mangi? E, quindi, avanti così, fino alla fine di questo spettacolo grottesco che è l’Italia.

Un’ultima cosa. Fini, ormai, è indifendibile. Non solo usa il ruolo di Presidente della Camera nella battaglia politica, ma ha anche fallito. E la prima regola del regicidio è non fallire…

Z.M.

 

[1] Ma non etica. L’Italia di oggi è la stessa che ha portato Tangentopoli. La Seconda Repubblica, in pratica, è un ventennio perso.

[2] Mutilare la pubblica amministrazione e il caos normativo, ridurre le tasse, liberalizzare il mercato, riformare le istituzioni (alla tedesca), federalismo, rimodulare il welfare…

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Questa voce è stata pubblicata il 15 dicembre 2010 da in politica con tag , .

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