Charly's blog

Sensibilità e libertà d’espressione

E così Vauro si prende reprimende e querele per una vignetta sui preti. Perché, ehi, ha offeso la sensibilità di molti telespettatori. Ne dubito visto il format e l’eventuale target del programma, ma non importa. La querela è stata presentata dal sito integralista cattolico Pontifex. Lo stesso che sostiene che gli omosessuali e i libertini siano portatori di “lebbra morale” (ma non Berlusconi, eh), che siamo tutti peccatori e compagnia bella. Roba, insomma, da querele e querele se si utilizzasse lo stesso metodo. Ed è tutto qui il nodo del discorso: la libertà d’espressione cozza inevitabilmente con la sensibilità degli altri.

Prendiamo, ad esempio, una recensione negativa, sia essa di un film, un libro o un cd. Offende chi ha spesso tanto tempo e tanta passione per realizzare l’opera? Certo che sì. Bocciare un aspirante cantante ad un provino offende sicuramente la sua sensibilità, questo post a sua volta potrebbe offendere la vostra. Qualunque cosa detta o scritta che non sia una leccata ai fondelli di qualcuno potrebbe offendere questa o quella sensibilità.

Alla fine, nel caso cattolico non si lamenta l’attacco alla sensibilità in generale, ma alla propria. Il cattolico (e con lui l’islamico, visto che su queste questioni vanno a braccetto) ritiene normale offendere il prossimo (siete peccatori, immorali, contro natura [1]) ma non accetta nessuna forma di critica che sia una. Se oggi li si può criticare ciò è dovuto solo all’esiguità numerica dei seguaci della Chiesa di Roma (ad occhio il 5% della popolazione), situazione accettata per cause di forza maggiore e non per altro. Non è un caso che gli islamici siano a prova di critica: troppo numerosi e troppo credenti (per il momento). E non vale solo per loro, anche gli Indù non scherzano come ebbe occasione di comprendere la Marvel tempo addietro, o persino gli ortodossi in Russia vista l’alleanza fra trono e altare ivi restaurata.

Alla fine,  o non si può criticare più nulla con relativo addio alla libertà d’espressione, o si può criticare tutto con l’unico limite dato dalla legge [2]. Tertium non datur, soprattutto privilegi o esenzioni particolari. E curiosamente in pochi notano che la satira investe tutto o quasi, ma ben poco l’imprenditoria o le persone nel settore. Perché si possono fare battute su Presidenti e Papi, ma non sul banchiere sotto casa [3] …

[1] L’omosessualità è contro natura, dicono. Peccato che fra i mammiferi sia nella norma. Ma, allora, è contro la natura umana, ribattono. In pratica o sei come dicono loro o sei sub umano. Un po’ come ragiona la sinistra…

[2] Per una volta quelli di Pontifex hanno seguito la legge. Miracolo.

[3] Va anche detto che il banchiere è un privato e fa i fatti suoi, gli altri due si vogliono fare i cazzi nostri. Questa regola non vale, of course, con la Confindustria

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Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio 2011 da in religione con tag , , .
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