Charly's blog

Un giorno di ordinaria italianità

Ricapitoliamo gli avvenimenti di ieri. L’opposizione chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio, il Presidente del Consiglio chiede le dimissioni dell’opposizione. Il Ministro degli Esteri chiede le dimissioni del Presidente della Camera, l’opposizione chiede le dimissioni di quello del Senato. La Magistratura vuole processare il Presidente del Consiglio, il Presidente del Consiglio vuole che sia il “popolo” a processare la Magistratura.

Testate giornalistiche quali Repubblica pubblica le intercettazione di Berlusconi, giornali quale il Giornale pubblica le carte riguardanti Fini. Fini dovrebbe dimettersi perché è stato turlupinato dal fratello della tipa, Berlusconi che rischia il processo per concussione e sfruttamento della prostituzione può fare quello che vuole nella sua vita privata. Ma se tu vai a puttane rischi che una Santanché e una Mussolini vengano a rompere, mentre la Carfagna prova ancora orrore per chi vende il suo corpo, o forse non più.

Nel frattempo la crisi economica imperversa, se si va al voto Silvio vince alla Camera ma non al Senato e allora manco il voto risolverà un bel nulla. E così nel 1.994 la politica è morta con Tangentopoli, nel 2.011 l’homo oeconomicus crolla non per via delle escort (roba da ricchi) ma per un decennio di riforme zero. E che rimane, or ora? L’’uomo forte o il tecnico. Nel primo caso saranno manganelli, nel secondo macelleria sociale. Viva l’Italia!

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Questa voce è stata pubblicata il 28 gennaio 2011 da in politica con tag , .
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