Charly's blog

Ipse dixit. Luis Durnwalder

Luis Durnwalder, presidente della giunta provinciale altoatesina:

«Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell’Italia. Anche per questo motivo non abbiamo grande interesse di parteciparvi»

«Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e questo tema non è stato discusso in giunta. Se devo essere sincero non è che abbiamo tanto interesse per queste celebrazioni e non partecipare non credo sia un grandissimo problema. Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca. Noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l’Unità d’Italia come altre regioni. Non volevamo nel 1919 e non volevamo nel 1945. Successivamente abbiamo accettato il compromesso dell’autonomia amministrativa. Se gli italiani vorranno parteciparvi lo possono fare, certamente noi non ci opporremo».

Essere disinteressati alle celebrazioni dell’unità d’Italia è lecito, lo è anche chi scrive [1]. Il problemino, se permette, è un altro: l’accordo stipulato fra lo Stato e i mr. “noi siamo austriaci”. Tradotto: una valanga di soldi. Lo Stato paga ‘sti qua solo per tenerseli nei confini. E perché mai? Un tempo per questioni di sicurezza visto che da lì si accede all’Italia. Ma al giorno d’oggi, nell’epoca dell’Unione Europea, non vi è più tale esigenza. Se i mr. “noi siamo austriaci” vogliono andarsene, prego. Sono proprio curioso di vedere se i loro amichetti austriaci siano tanto ansiosi di abbracciarli, drenaggio finanziario compreso.

[1] Che c’è da festeggiare? Un paese costruito con affarismo e sconfitte militari, seguito da repressioni, tasse e coscrizione obbligatoria. Due guerre mondiali, un regime totalitario e la democrazia delle pizze. Poco da dire, Metternich aveva ragione. L’Italia è solo un’espressione geografica.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2011 da in cronaca con tag , .
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