Charly's blog

Il nucleare dà alla testa ai nuclearisti…

Carlo Stagnaro su Chicagoblog se la prende con il referendum sul nucleare [1] che, a suo dire, si dovrebbe sospendere o annullare (a quale titolo? Boh, alla faccia della sovranità popolare). Per due motivi molto semplici:

Ma, come dicevo, non sarei onesto se mi fermassi qui. Sono convinto che i fatti degli ultimi giorni rendano particolarmente nocivo il referendum nucleare, ma già prima ero convinto che fosse sbagliato celebrare questa specie di messa nera. La ragione è semplice: è inutile, dannoso e stupido chiedere alla gente di votare “sì” o “no” su una tecnologia. Il problema è solo in minima parte che ben pochi di quelli che voteranno avranno le nozioni per capire di cosa stanno parlando. Il problema è più ampio. Una tecnologia non è né buona né cattiva. E, soprattutto, una tecnologia non è una scelta politica: è un’opzione economica e (scusate la ripetizione) tecnologica, i cui costi e benefici possono e devono essere attentamente valutati e che, in un mercato concorrenziale, spetta agli attori del mercato valutare, e agli attori pubblici regolamentare. Non ha il minimo senso rispondere sì o no. Io stesso, pur avendo le idee piuttosto chiare sul problema, farei fatica a rispondere alla domanda se sono favorevole o contrario al nucleare, e quando mi viene rivolta cerco sempre di sottrarmi, perché ritengo che il mio punto di vista come individuo sia del tutto irrilevante.

E poi c’è un aspetto ancora più generale. Se accettiamo il principio per cui la gente può votare sì o no contro il nucleare, perché mai non dovremmo accettare il principio per cui la gente può votare sì o no contro il carbone? E contro il gas? E contro il petrolio? E contro l’idroelettrico? E contro l’eolico? E contro il fotovoltaico? E via via, lasciando ogni volta a una minoranza di ideologi, demagoghi e interessi organizzati il diritto di aizzare una maggioranza di disinformati contro il nemico di turno. La democrazia non può essere il diritto di tutti a decidere su tutto; deve esserci un limite al diritto di Pietro di disporre liberamente di Paolo.

Argomentazioni piuttosto singolari, direi. Per quale motivo gli elementi tecnologici ed economici si dovrebbero sottrarre al gioco democratico? Così facendo che rimane alla democrazia? Poco o nulla. Perché il demos è poco competente? Ah beh, il cittadino non è neppure competente in economia, sociologia o diritto. In pratica dobbiamo chiudere la democrazia.

Per quanto riguarda i limiti alla democrazia il nostro eroe cade in fallo. Tanto per cominciare questa forma di governo si caratterizza proprio dall’assenza di limiti al potere (do you remember Socrate? Have you ever read Tucidide or Aristotele?). Per questo motivo hanno inventato il liberalismo (da non confondere con il liberismo). Lo vede, Stagnaro? Lei non è molto competente in materia, mi aspetto che alle prossime elezioni non voti. In ogni caso qui c’è poco da strillare, le centrali occupano un bene pubblico con soldi pubblici, è normale che il demos sia chiamato a dire la sua. Pietro e Paolo non c’entrano.

Quanto agli eventuali referendum contro le altre forme di energia è sufficiente raccogliere le firme, ma nessuno l’ha mai fatto. Signor Stagnato, questo risolve il dilemma: nessuno ce l’ha col petrolio (tranne quando aumenta il costo al distributore) o il sole. Che sia giusto o sbagliato non importa, è un fatto. Se non le sta bene si armi di penna e foglio e vada a cercarsi il mezzo milione di firme per boicottare il solare.

Insomma, il signor Stagnaro ha poco da lamentarsi di fantomatici demagoghi e di improbabili sofisti e non ha alcun diritto di tirare in ballo le mitiche luci della ragione (la sua, guarda caso) contro le tenebre della superstizione (gli altri, riguarda caso). Tralasciamo il fatto che nel campo del “no nucleare” vi sono personalità scientifiche quali Rubbia e divulgatori quali Tozzi, al signor Stagnaro si potrebbe far notare una cosa: sei nella ragione? Allora argomenta e discuti, se ne sei capace, sennò taci. Ma si sa, meglio pontificare prediche liberiste dal pulpito di turno pur scrivendo su giornali che esistono solo grazie alla carità di Stato. Ma un merito bisogna darlo a questi liberisti all’italiana. Se qualcuno ha un dubbio su una tematica basta leggere due righe di questi Ayn Rand de’ noantri per farselo passare.

[1] http://www.chicago-blog.it/2011/03/24/nucleare-un-referendum-che-non-sha-da-fare/#more-8610

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Questa voce è stata pubblicata il 25 marzo 2011 da in economia con tag , .
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