Charly's blog

Se questo è un liberale

Ogni tanto mi chiedo le ragioni dello scarso successo e della scarsa diffusione delle idee liberali non solo in Italia ma un po’ in tutti il mondo. Immagino che una risposta possa venire da articoli come quello scritto ieri da Paolo Guzzanti su il Giornale [1]. Per farla breve, il nostro eroe ritiene che la povertà sia segno di colpevolezza e condanna da parte di “dio”, mentre la ricchezza sarebbe segno di operosità e benedizione. Poco più di becero puritanesimo mal argomentato.

Per prima cosa la parola ricco non tiene conto di come si ottiene tale ricchezza. Lo si può essere anche grazie a posizioni di monopolio, parassitismo e criminalità. Vi sembra una ricchezza meritata e positiva? Guzzanti non tiene conto, inoltre, delle scelte individuali. Una persona può legittimamente scegliere di vivere in povertà, basta che non si dedichi ad attività di parassitismo. Un Gandhi o un S. Francesco, per intenderci, non mi sembrano persone maledette ed oziose.

In aggiunta, bisogna mettersi d’accordo sul termine povero. Poliziotti, infermieri, pompieri e figure professionali simili non navigano nell’oro. Qualcuno è disposto ad ammettere che siano pigri indegni e viziosi conclamati? Benissimo, se fossi nelle figure professionali citate presterei molta attenzione, allora, da chi vengono le chiamate di soccorso. Vuoi mai che un vizioso macchi la casa di un membro della razza superiore?

L’aspetto più grave dell’articolo, in ogni caso, è la profonda e sfacciata ipocrisia. Guzzanti è stato un giornalista ed ora è un politico. Tutti i giornali ad eccezione il Fatto campano tramite la carità di Stato, mentre per la politica non c’è bisogno di aggiungere alcunché. Insomma, Guzzanti è un privilegiato che spaccia i propri privilegi come figli della capacità e della benedizione di “dio”, esattamente come Vittorio Feltri che conduce le campagne contro la casta salvo poi campare grazie alla carità di Stato (e ai vostri soldi). Un po’ come i nobili dell’ancien regime, nobili per diritto divino. Povero John Stuart Mill…

Per usare la felice definizione di Michele Boldrin, Guzzanti è il classico esempio di liberale del cazzo. Si tratta di persone che col liberalismo(i) non c’entrano nulla, né per idee né per azioni. E ciononostante si spacciano per liberali, più che altro in contrapposizione al pericolo comunista di Bersani (nel 2011), alla sinistra e alle tasse. Salvo poi far aumentare sia le tasse sia la spesa pubblica. Ditemi, infine, che fare quando in una discussione mi rinfacceranno le scemenze di questi liberali del cazzo? Come fare a convincere gli interlocutori che ben più del comunismo e il liberalismo ad essere il grande sconfitto del 20° secolo?

[1] http://www.ilgiornale.it/interni/come_facile_lideologia_anti-ricchi/12-08-2011/articolo-id=539721-page=0-comments=1

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2 commenti su “Se questo è un liberale

  1. fabristol
    13 agosto 2011

    Ho letto l’articolo di Guzzanti stamattina. Che dire… pessimo. Certo non possiamo pensare che le colpe della povertà derivino dalal società come fanno i socialist ma allo stesso tempo come trasferire questa responsabilità ad un certo fatalismo teologico? La vecchiaia è una brutta malattia.

  2. Charly
    14 agosto 2011

    Eh, la vecchiaia è una brutta malattia ma è pure dannosa. Se in molti dicono che il liberalismo è difesa dei privilegi (!) è proprio grazie a posizioni come questa. Mannaggia a Guzzanti.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2011 da in politica con tag .
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