Charly's blog

Voltremont strikes back

Giulio “Voltremont” Tremonti [1], si sa, una ne dice e mille non ne fa. Questa lieve crisi internazionale non ne ha cambiato l’atteggiamento, anzi. Il Giulio era l’uomo che aveva capito e previsto tutto, pronto ad intimare un “silete!” agli improvvidi economisti. Ops, contrordine: la crisi finanziaria dell’Italia non era prevedibile. Già, si legga qua: http://www.corriere.it/economia/11_agosto_16/rimini_crisi-prevedibile_4ec3952e-c7d0-11e0-9dd1-bf930586114f.shtml. O, nel dettaglio:

MARCO PAGANO, Eief – 3 settembre 2009 – «Quando noi usciremo dalla crisi, sperabilmente l’anno prossimo o massimo tra due anni, noi avremo un forte rialzo dei tassi d’interesse. Sì perché sui mercati internazionali si sta rovesciando questa grande massa di debito pubblico che stiamo emettendo un po’ tutti. Contemporaneamente anche le imprese si affacceranno a chiedere prestiti sul mercato dei capitali e quindi i mercati finanziari si troveranno sotto la spinta congiunta di tutte queste istituzioni, questi Stati e queste imprese, che chiedono soldi. È inevitabile che i tassi d’interesse inizieranno a lievitare anche in misura considerevole. Già prima della crisi pagavamo un quinto di punto percentuale in più rispetto ai Bund tedeschi, in crisi è diventato un punto e mezzo percentuale in più, ora è circa mezzo punto in più. Già paghiamo un piccolo premio per il rischio di eventuale insolvenza dello Stato italiano. Se però continuiamo ad aumentare il rapporto debito/Pil i creditori possono preoccuparsi e chiedere tassi sempre più alti e questo crea il rischio di una spirale perversa: i potenziali sottoscrittori del debito pubblico chiedono un tasso molto elevato tanto elevato allo Stato che ci avviamo verso una situazione in cui questo debito non potrebbe essere più sottoscritto».

E questo è solo il primo intervento riportato. Caro Tremonti, prima di intimare il silenzio si dovrebbe ascoltare…

[1] Nickname ideato da quelli di noiseFromAmerika.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 agosto 2011 da in economia, politica con tag , , .
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