Charly's blog

Monti, il posto di lavoro e i giovani

La battuta di Monti, in realtà l’epilogo di un ragionamento, ha scatenato non poche reazioni. Quelle sbagliate, purtroppo. Venire a dire ai giovani che bisogna scordarsi del posto fisso è una scemenza perché lo hanno già fatto. Il grosso dei contratti di lavoro a termine, infatti, riguarda le coorti d’età più giovani. Invece di sproloquiare sulla noia o meno si dovrebbe lavorare sul precariato trasformandolo in flessibilità.

Si confonde, infatti, il precariato con la disoccupazione, la flessibilità con lo sfruttamento. C’è precariato se le aziende e il settore pubblico vedono nelle varie forme contrattuali una metodo per annullare il costo della forza lavoro o poco più. C’è flessibilità se si tutela il lavoratore e non un posto di lavoro che può andare comunque distrutto per via dei misteriosi sentieri del capitalismo e/o dell’innovazione tecnologica. Per conseguire questo obiettivo si dovrebbe lavorare sugli armonizzatori sociali, garantendo la continuità del reddito durante il tempo e la possibilità di riqualificarsi in nuove vesti professionali. In Italia, invece, si è saltato questo aspetto, preferendo fare le cose a metà: contratti ridicoli da una parte, rigidità e tutele dall’altra, riqualificazione e tutele fra un contratto e l’altro per nessuno. Sai che novità per un popolo che ha partecipato alla seconda guerra mondiale con bombe che non esplodevano, siluri che non partivano e carri armati senza cannone. Con grandi risultati devo dire.

A tacere, curiosamente, sono state le persone che non hanno proprio l’intenzione di rinunciare al posto fisso: gli over 45. In Italia Ichino è uno dei pochi a sostenere la riforma del mercato del lavoro ma si becca sempre le pernacchie dei cassaintegrati o dei 50enni che si vedono bene dal mettere in discussione lo status quo. Beh, almeno fino a quando non si ritrovano in mezzo ad una strada senza una mano che sia una. Ma questa è un’altra storia.

Caro Monti, nulla da eccepire sulla noia, ma mi aspetto che qualcuno metta mano alla riforma del mercato del lavoro. Stavolta non dimenticando nulla. Se non ne siete capaci appaltate la cosa a qualche danese, grazie.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 febbraio 2012 da in cronaca con tag , , .
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