Charly's blog

Il buonismo? What the fuck?

Che settimana movimentata quella di Monti. Dopo la monotonia del posto di lavoro fisso tocca al buonismo, reo di aver distrutto il paese. Si registrano orgasmi dalle parti de il Giornale: avete visto voi di sinistra? Sì, pure tu che leggi questo blog. Poi, poco importa che a governare questo paese sia stato il centrodestra e che sia stato Silvio a scappare dallo spread incazzuso e non Bersani. Tant’è, ma l’analisi del premier è corretta? No.

La società italiana è tutto fuorché buonista. Anzi, è una giungla senza regole e senza civiltà. E non parlo delle strade dove impera la legge del “fo quel che voglio” salvo poi lamentarsi delle code: i semafori non li hanno messi per bellezza. Prendiamo l’economia, ad esempio. Le attività economiche sono ingessate dagli interessi delle corporazioni, preoccupate solo a succhiare tutto quel che c’è da succhiare dai clienti, in un regime del tutto privo di concorrenza. E i giovani? Affar loro, anni e anni di praticantato schiavitù senza garanzie e stipendio. E i clienti? Affar loro, o prendi questo o niente.

Anche il precariato non è figlio del buonismo ma da un misto di malvagità e stupidità. In un mondo mutato l’organizzazione fordista del lavoro, il posto fisso e la solita fabbricchetta del Brambilla minchione non ha più futuro. Invece di passare alla flexicurity modello danese si è ben pensato di non disturbare il quieto vivere degli over 50, lasciando le cose come sono. Risultati? Zero figli, zero consumi, zero pensioni (quelle degli over 50, prima ancora degli over 35).

E il welfare? Generosissimo: nulla di nulla per bimbi, donne incinte – automaticamente espulse dal mondo del lavoro- scuole che cadono letteralmente a pezzi, il già citato vuoto per i lavoratori e i disoccupati.

L’Italia è vittima del buonismo? Ohibò, e dove sarebbe? L’Italia è vittima della lotta di tutti contro tutti per vivere alle spalle degli altri: mangiare e fare pagare il conto all’altro, eccola l’aspirazione dell’italietta. L’Italia è vittima di un misto cattiveria e stupidità, la simpatica tendenza dell’italico di metterla nel culo al prossimo. E lo Stato si associa con gaudio allo sport nazionale. Non è buonismo, Monti, è solo il vecchio Hobbes che torna di tanto in tanto. Quanta pazienza ci vuole con questi professori, quanta pazienza.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 febbraio 2012 da in cronaca con tag , , .
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