Charly's blog

Recension film: Danko

In una puntata de La vita secondo Jim, Jim Belushi se ne esce con una battuta sul film Danko definendolo ingiustamente sottovalutato dalla critica. Un’opinione interessata dato che vi recita nel film, per carità, ma non ha tutti i torti.

Il dinamico duo.

Unione Sovietica, 1988, il capitano della polizia Ivan Danko tenta l’arresto del pericoloso criminale Viktor “Rosta” Rostavili. Risultati? Il criminale scappa, il fratello dello stesso muore ucciso da Danko e l’amico nonché collega del capitano ci lascia le penne per mano di Rosta. Dopo questa brillante operazione di polizia il Rosta decide di emigrare negli States dove cerca di sfondare nel dinamico mondo del commercio di droga  salvo cadere in un piccolo imprevisto: passando con il rosso lo beccano… Danko, allora, viene mandato negli USA col compito di recuperare il criminale ma le cose prendono una brutta piega e si vede costretto a unire le forze con Art Ridzik, un poliziotto americano. Da lì partono le avventure del duo fra sparatorie, morti e viaggi nei bassifondi americani.

L’integerrimo poliziotto sovietico viene interpretato da Arnold Schwarzenegger. Il ruolo è congeniale all’attore austriaco: roccioso e con poca eloquenza ma adatto al personaggio. Il ruolo di Schwarzy è notevole se si considera l’anno di uscita del film. Danko è un poliziotto tutto legge e ordine, non un comunista mangiabambini. Biasima la droga e la pornografia in quanto veleni occidentali e non si fa corrompere dai piaceri della vita occidentale. Il suo compito è recuperare Rosta e nulla lo smuove. Non difetta, tuttavia, di umanità e compassione, come dimostra il trattamento che riserva alla “moglie” del criminale. Non è, però, un fanboy dell’URSS e non lesina critiche alla classe politica del paese. Tutto il contrario, insomma, di Rocky IV, film del 1985, con la sua ideologia volta a superare la Guerra Fredda americanizzando il resto del mondo. Danko ribadisce che un poliziotto è un poliziotto in tutti i paesi del mondo e il vero nemico è il crimine, non sciocche differenze ideologiche.

Al rigido e metodico Danko si unisce il confusionario e cazzaro poliziotto americano (Belushi), ligio al dovere a modo suo e non contrario a prendersi qualche svago lungo la strada. Ah, ovviamente è una spina nel fianco e nel culo dei suoi superiori.

Per quanto riguarda la trama, a dispetto della presenza di Belushi il film non è una commedia per quanto non scevro di un po’ di umorismo. È un poliziesco solido, la trama non è particolarmente complessa, i personaggi un po’ monodimensionali ma non privi di qualche sfaccettatura. La regia è ok, il suo sporco lavoro lo porta a termine. Nulla da segnalare sul fronte della musica.

In conclusione, il film non è epico, ma è godibile e senza pretese.

Voto: 7-. Degno di una visione tv.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 febbraio 2012 da in recensioni con tag .
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