Charly's blog

Il lavoro mancante

La Cgia di Mestre denuncia, paradossalmente secondo loro, la difficoltà a trovare 45.520 figure professionali da parte delle imprese [1]. Altro che posto fisso, dicono loro! Altro che 45.000 posti di lavoro rispetto ai milioni di disoccupati, direi io, ma tant’è. Ma vediamo con attenzione le figure professionali mancanti. Secondo i dati della Cgia:

commessi (quasi 5.000 posti di lavoro di difficile reperimento);

camerieri (poco più di 2.300 posti);

parrucchieri/estetiste (oltre 1.800 posti);

informatici e telematici (quasi 1.400 posti);

contabili (quasi 1.270 posti);

elettricisti (oltre 1.250)

meccanici auto (quasi 1.250 posti);

tecnici della vendita (1.100 posti);

idraulici e posatori di tubazioni (poco più di 1.000 posti);

baristi (poco meno di 1.000).

Alcuni di queste posizioni richiedono particolari qualifiche (elettricisti, contabili, informatici), mentre altri sono più abbordabili. Penso ai camerieri o ai commessi ma quest’ultimi, stranamente, sono i più difficili da reperire. Il giochino si basa su questo elemento: la qualifica. Non a caso, infatti, il fallimento delle inserzioni lavorative è dovuto al 52,4% all’impreparazione di chi ha risposto e per il 47,6% all’assenza di risposta (presumibilmente dovuta alla mancanza di possibilità di successo). È poco più che uno squilibrio fra lavori qualificati, ancorché umili secondo la prospettiva delle mezze seghe umanisticose, e lavoratori privi della suddetta qualifica.

La soluzione? Avvicinare il mondo del lavoro alla scuola, dicono. Ok, nulla da eccepire, per lo meno per quanto mi riguarda dato che i docenti avranno molto da ridire, ma è una strategia di lungo termine. Nel breve si potrebbero abbassare un po’ le pretese. Affermare che tutti questi lavori richiedano una dose di manualità è una sciocchezza, la solita sciocchezza che si tira in ballo sugli italiani che non vogliono fare i lavori manuali. Quanta manualità richiede il lavoro di commesso o di cameriere? Se non si trovano i candidati ideali si potrebbe formarli in azienda –do you know “apprendistato”?-, anche perché se aspetti la scuola campa cavallo. E non stiamo mica parlando di formare astronauti o chissà che. Per fare l’estetista ci sono i corsi professionali, eh, mica il Phd.

L’imprenditore non vuole farlo? No problem, cocco, quello con l’azienda ferma sei tu, non io.

[1] http://www.cgiamestre.com/2012/02/posto-fisso-le-imprese-denunciano-la-difficolta-di-reperire-45-250-posti-di-lavoro-tra-i-giovani/

Annunci

Un commento su “Il lavoro mancante

  1. Pingback: OECD skills 2013, gli italiani incompetenti e un ministro incompetente | Charly's blog

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 febbraio 2012 da in economia con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: