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Recensione. Manifesto della destra divina

Camillo Langone è un giornalista che scrive su il Foglio e su Libero, per lo più di gastronomia e tematiche a carattere religioso.  Un paio di anni fa ha scritto il libro oggetto di questa recensione. Langone distingue la destra in due gruppi: una quella capitalista edonista alla Reagan, l’altra -quella vera- divina. Le sue caratteristiche? La solita solfa: viva i borghi, i parrocci, le donne con le gonne, i cibi e la lingua italiani [1], eccetera eccetera. Di per sé è un libro politico e come tale è un insieme incoerente di posizioni personali tanto legittime quanto insignificanti. Ma il nostro, logicamente, ha ben pensato di collezionare strafalcioni logici ed errori. Vediamoli.

Da bravo cattocoso Langone [p. 35] si è indignato che qualcuno si possa indignare contro il Papa per via delle opinioni pontefici sul preservativo di un paio di anni fa. E da lì a dire che il preservativo è difficile da usare e che in quei momenti non stai a lì a sfilare o infilare. L’alternativa? La castità. Perché, si sa, sei troppo preso per metterti un preservativo puoi tranquillamente andare in bianco. Logico, no?

Sempre il sesso, signori miei. Secondo Langone l’eccessivo erotismo ha portato ad una caduta del desiderio. Eh sì, un giorno te la menano che i fanciulli fanno troppo sesso, quello dopo ti dicono che non se ne fa abbastanza. Logico, no?

L’edonismo [p. 38]. Per colpa dell’edonismo addio alla società perché siamo egoisti eccetera eccetera, dato che è più facile ottenere “investimenti affettivi minori come quelli omosessuali”, o le droghe, i dolciumi, l’alcol. La prima parte non vuol dire nulla, la seconda è falsa. Le droghe, i dolciumi e l’alcol sono sempre esistiti e l’unica differenza fra ieri e l’oggi e la facilità con cui si possono ottenere questi elementi. Vantaggi della tecnologia. Poi, per carità, derubricare la Nutella a stordimento edonista ce ne vuole, ma per un cattocoso questo e altro.

Le donne [p. 95]. Secondo Langone la causa della bassa natalità del paese è una: le donne poliziotto. Essendo un lavoro duro le donne non fanno più figli, il buco dei bambini mancanti viene coperto dagli stranieri che ovviamente sono tutti criminali. Che dire? Per carità, passiamo oltre.

I musei [p. 104]. Langone se la prende pure con loro perché una civiltà dai valori forti non costruisce i musei. Perché? Boh, ammetto di non averlo capito.

Il tutto fra frecciatine a destra e manca sul fatto che gli altri giornalisti non pensano, che la popolazione è tutta pigra, edonista, stupida, bla bla. Che dire di cotanto capolavoro? Che nel suo piccolo è un ottimo esempio dell’incapacità della destra di creare un’offerta culturale che non sia basata su assunti erronei o strafalcioni logici. Complementari con la sinistra, per carità, ma almeno l’arroganza se la potrebbero risparmiare. E scommetto che dinnanzi a questi disastri gli esponenti della destra, mondana o divina che sia, se ne escono con un “ma non hai senso dell’umorismo, come sei moralista”. Stendiamo un velo pietoso. Il libro di per sé è un 4 ma è indicativo di una galassia culturale, 8. La media: 6.

 

C. Langone, Manifesto della destra divina. Difendi, conserva, prega!, Vallecchi, Firenze 2009, prezzo di copertina 12 euro.

Voto: 6.

[1] Il che è un contraddizione: l’italiano l’hanno inventato a tavolino e le cucine regionali sono per l’appunto locali, non nazionali.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 marzo 2012 da in recensioni con tag , , .
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