Charly's blog

Myth buster: Scienze della Comunicazione

Per motivi a me ignoti in molti mostrano acredine nei confronti della facoltà di Scienze della Comunicazione, considerata come una fabbrica di disoccupati. Ma è davvero così? No, non lo è come lo dimostrano i dati di Almalaurea [1].

Nel database on-line vi sono 3 corsi con il nome di Scienze della Comunicazione:

_ Scienze della Comunicazione

_ Scienze della Comunicazione e dell’economia

_ Scienze della Comunicazione e dello spettacolo

La differenza fra le 3? Boh. In ogni caso ecco i dati: ad un anno dalla laurea lavora rispettivamente il 57,7% (non lavora ma cerca il 30,9%), il 67,4% (non lavora ma cerca il 16,1%) e il 58,6% (non lavora ma cerca il 23%); a 3 anni dalla laurea lavora rispettivamente l’82,9%, l’85,2% e il 93,5%. Le persone che non lavorano e che cercano, i disoccupati, sono rispettivamente il 12,9%, il 7,4% e il 4,2%.

Eh sì, non c’è che dire, una vera e propria fabbrica di disoccupati. A 3 anni dalla laurea lavorano in 4 su 5, nell’ultimo caso 9 su 10. Quanti laureati hanno studiato queste discipline negli ultimi 15 anni? 20.000? Avremo, allora, 4.000 disoccupati in 15 anni [2]. Cifre enormi, eh, da allarme sociale. Mai preso in esame l’idea che il laureato disoccupato sia più appetibile a livello mediatico rispetto al diplomato e al non diplomato?

[1] Condizione occupazionale dei laureati, XIV indagine (2012), cfr. http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione10/

[2] Metodologicamente è sbagliato, lo so, ma rende l’idea.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2012 da in cronaca con tag , , .
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