Charly's blog

Twitter, la pietra dell’inciampo e siamo a 2

Non c’è che dire, a chi è poco accorto con le parole accadono sempre disastri. L’ultima persona a scoprire questa verità universale è stata l’atleta greca Voula Paraskevi Papachristou che ha avuto la brillante idea di postare su Twitter questo cinguettio:

Con così tanti africani in Grecia, le nostre “zanzare del Nilo” potranno mangiare cibo fatto in casa.

Com’erano le donne spartane.

E dove sarebbe lo scandalo? Ho già scritto che il vero problema di internet è quello di rendere pubblico quello che una volta era privato. Le parole della greca non sono altro che il pensiero comune di buona parte della popolazione ellenica. Negli ultimi tempi gli episodi di xenofobia e di aggressione nei confronti degli immigrati (africani in maggior parte) sono aumentati esponenzialmente, esacerbati ulteriormente dallo sfascio dello Stato e della società greca.

La battuta di per sé non è nulla di trascendente e non meriterebbe particolare attenzione se non fosse che si può effettuare una piccola riflessione a partire da essa. La costruzione di un mercato unico, la globalizzazione, si presuppone sulla libera circolazione delle merci, dei capitali e delle merci-persone. Consideriamo l’ultimo elemento: per quale motivo si dovrebbe emigrare? Il sistema capitalista si basa sulla competizione e a questo gioco o si vince o si perde. In caso di sconfitta le persone, allora, sono costrette a spostarsi per sopravvivere. Fino al 20° secolo di immigrati africani non si erano mai visti o quasi [1] e l’Africa era autosufficiente  a livello alimentare. Questa situazione è ora venuta meno perché il Continente Nero è stato integrato nella competizione mondiale risultandone sconfitto. Da qui i movimenti migratori. Quel che si dovrebbe capire, quindi, è che se si vuole una cosa si dovrebbe anche accettarne le conseguenze. Non si può appoggiare la globalizzazione e sparare contro l’immigrazione. Sei tu che l’alimenti, piccolo mio.

Considerate il fenomeno come meglio credete, una legittima preferenza su chi avere come vicino o un atto di inqualificabile razzismo. Sia come sia si dovrebbe prima comprendere le cause del fenomeno per poi agire di conseguenza. E per l’atleta ellenica consiglio lo studio della sua cultura [2]:

 

After being invited to dine at a public table, the sophist Hecataeus was criticized for failing to utter a single word during the entire meal. Archidamidas answered in his defense, “He who knows how to speak, knows also when.”

[1] Gli schiavi non erano immigrati.

[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Laconic_phrase

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Questa voce è stata pubblicata il 27 luglio 2012 da in cronaca con tag , , .
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