Charly's blog

Femina dolens

Facebook docet, non c’è che dire. Perdendo tempo sul suddetto social network ho notato che ogni latrice di un paio di tette su questo pianeta si sente in diritto di esternare che tutti gli uomini sono stronzi, stronzissimi e stronzerrimi. Siccome chi scrive è un maschietto ha l’impostazione mentale del “verificare problema — correggere problema” e pertanto vediamo se le femminucce hanno ben donde a lamentarsi.

Il giudizio femminile nasce dall’esperienza empirica e per questo motivo non si sottrae ad un’analisi rigorosa della metodologia impiegata [1]. Per prima cosa partiamo dal sesso. Tutti i maschi sono stronzi? Davvero? Anche i bambini di 5 anni sono maschi. Femminucce care, avete provato pure loro? Direi di no. Allora si deve ridurre il campione agli “uomini”, i maschi sessualmente attivi e potenziali partner. Dai 16 anni in su, direi. Su questo pianeta ci sono più di 3 miliardi di maschi e gli “uomini” che ci interessano sono sì in misura inferiore ma è scontata l’impossibilità di avere un campione rappresentativo su scala globale. Scendiamo, allora, su scala locale. Certo, così facendo abbiamo trovato la risposta al quesito di partenza dato che “tutti” non è sinonimo di locale. Riformuliamo, allora: i maschi sessualmente attivi di una determinata area sono in linea di massima degli stronzi. Visto che abito in provincia di Torino e questo post è nato dalla seccatura di leggere i link e gli status dei miei contatti femminili su Facebook direi di perfezionare ulteriormente i parametri riducendo il tutto all’area metropolitana di Torino. In zona abitano quasi 2 milioni di persone [2], ma se consideriamo gli uomini utili siamo a poche centinaia di migliaia. Eliminiamo, tuttavia, i troppo anziani dato che i miei contati su Facebook, tranne un paio, non superano gli anni ’70 come data di nascita (la quasi totalità è nata negli anni ’80). Così a intuito direi che siamo nell’ordine di svariate decine di migliaia. Quanto dovrebbe essere grande un campione rappresentativo per trarre una conclusione ragionevole? Almeno un migliaio, di tutte le classi sociali, formazioni scolastiche, nazionalità e religioni. C’è qualcuno fra voi, o femminucce, che può vantare un simile record relazionale? No? Ecco, dite una marea di cavolate, sorry.

Archiviata la questione vi aspettate la fine del post, vero? E perché mai, ci sono ancora tante cose da dire. Ammettiamo che gli uomini siano tutti stronzi, non perché lo dico io ma poiché concedo credito alla versione femminile. Come abbiamo visto, però, le donne non scelgono il partner in base a campioni rappresentativi. Anzi, a contare è la scelta operata dalle femminucce (a meno che non siano nate in India o in qualche altra miserevolmente conservatrice parte del mondo). Siete a voi a scegliervi il tipo, giusto? Questa scelta casa una distorsione enorme nel gruppo di persone in esame dato che non si parla di un generico “uomini” ma dei partner che voi scegliete. Riformulata:

tutti i partner che NOI SCEGLIAMO nel pieno delle nostra facoltà mentali sono stronzi, immaturi e superficiali.

Questa banale riformulazione cambia totalmente la questione. Non sapete scegliere, mie care, tutto qui. Il problema, allora, siete voi, non gli uomini in quanto tali. Prendi gli stronzi e poi te ne lamenti? Ah, dici che non volevi lo stronzo? Allora non sai scegliere, cocca. Delle due l’una: o lo prendi stronzo perché lo vuoi stronzo o non sai giudicare. In entrambi i casi sei tu il problema, non un generico “uomini” che sa tanto di capro espiatorio.

Sul perché di questa scelta insensata non chiedetemi, non sono una donna e non saprei proprio sbrigare il casino che si ritrovano in testa. Posso, tuttavia, facilmente illustrare le conseguenze delle scelte del gentil sesso. Grazie al mio amico Charles Darwin.

 

Eravamo compagni di gioco ai campetti.

Cosa avete capito a scuola dell’evoluzione? Che si tratta di una linea volta al miglioramento, vero?

 

La mala evolucion.

No,  no e ancora no. Le femminucce durante l’era di scienza sbadigliano e gli effetti si vedono durante tutto l’arco della vita sentimentale. L’evoluzione è il fenomeno che vede l’adattamento delle specie animali – uomo compreso –  in un ambiente mutevole sotto i feroci colpi della selezione naturale aka competizione per le risorse e la riproduzione. Fra oggi e ieri non esiste un miglioramento. In cosa sarebbe migliore il leone rispetto allo Utahraptor? Non è altro che un processo mutevole senza direzione. Quel che oggi va bene domani andrà male, né più né meno.

Parliamo, ora, dell’adattamento. Il classico esempio viene dalle giraffe. Che avete capito? Che avendo una volta il collo corto se lo sono allungato adattandosi per mangiare più in alto? Già immagino la scena. Un gruppo di giraffe rimugina sul problema finché una non ha la brillante idea di chiamare un Phd di collologia per allungare l’affare. Sì, come no. In una determinata popolazione c’è sempre una variabilità genetica che si riduce in caratteristiche fisiche differenti: i più alti, i più bassi, eccetera. Nel caso delle giraffe è successo che quelle che pur puro caso avevano il collo più lungo hanno l’avuto la meglio su quelle con il collo più corto. Il che vuol dire che le prime si sono riprodotte, le seconde sono morte di fame. Fra i vincitori la competizione non si è arrestata come testimonia il rigoglioso lungo collo di questi simpatici animali. Alla facciazza di “Madre Natura”: o vinci (mangi e ti riproduci) o muori, questa è la regola.

Altro esempio. Una volta a dominare erano i cosiddetti “uccelli del terrore”, giganteschi uccelli carnivori incapaci di volare. Oggi non ci sono più ma non è che si sono adattati a diventare un Mc chicken, eh. Si sono estinti perché non si sono più riprodotti incapaci com’erano di reagire ai cambiamenti e alla nuova concorrenza. Gli orsi polari, d’altronde, hanno un piccolo problemino col riscaldamento globale, ma il loro unico adattamento è quello di morire annegati. Considerato che la storia della Terra è una sfilza infinita di specie animali estinte l’idea di adattarsi all’ambiente è una mezza bufala. Cambia l’ambiente e chi per puro culo ha determinati vantaggi li sfrutta fino al prossimo mutamento. Poi ci sono pure i fortunelli che non sono mai cambiati da decine di milioni di anni, ma questa è un’altra storia.

Torniamo agli uomini, ora. L’evoluzione è l’unico vero spirito santo e le dinamiche di coppia non sfuggono alla Sua gloria e alla Sua verità. Anche qui abbiamo un ambiente competitivo, nel caso italiano follemente competitivo [3]: i maschi in sovrannumero gareggiano per acquisire l’interesse di piccole principessine viziate che hanno il totale monopolio sull’accesso [4]. Gli uomini, allora, devono adattarsi per raggiungere l’obiettivo e siccome in ambito culturale si può mutare rapidamente lo fanno per davvero. Se le donne scelgono sistematicamente lo stronzo, la condizione d’accesso, allora scartano quello bravo. Interviene, quindi, la selezione naturale con il pratico effetto di lasciare in bianco i maschi bravi e di lasciare il bottino a quelli cattivi. O i bravi diventano stronzi o non si riprodurranno più… Benvenuti nell’epoca degli stronzi, mie care, il tutto grazie alle vostre scelte. Delle due l’una: o la storia degli uomini/tutto/stronzi è una balla o la cosa è vera. E se così fosse voi li avete creati, nutriti e diffusi per il pianeta. Un applauso, davvero.

E se il potere ricadesse su noi machietti? Mah, immagino che la selezione naturale opererebbe in tal senso:

 

La ragazza della porta accanto.

Gretti e superficiali? Forse, ma nessuno andrà in giro a dire “tutte le donne hanno un fisico da pornostar, che schifo!”. Senza contare che mi rifiuto di prendere lezioni di moralità da delle sciocche che selezionano le persone in base alla stronzaggine. Salvo poi pentirsene e piagnucolare (e intasarmi la bacheca di Facebook).

 

[1] Vuoi mai che gli esami sostenuti sulla metodologia della ricerca vengano derubricati a perdita di tempo?

[2] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Area_metropolitana_di_Torino.

[3] Da quello che ho letto e da quello che mi hanno detto nel Nord Europa la cosa è molto differente. Non necessariamente migliore, ma molto diversa.

[4] Con l’eccezione delle straniere. Ma se vedi una 20 enne con un vecchio capisci di avere a che fare con una predatrice…

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 agosto 2012 da in cultura con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: