Charly's blog

Recensione: I mercenari 2

Reduci dal notevole successo del primo film, Stallone ha ben pensato di riprovare la sorte. Il fil apre nel solito ameno posto in mano a signori della guerra, il Nepal, nella versione locale della linea Maginot. All’orizzonte spuntano tre mezzi corazzati che in barba ad ogni sottigliezza strategica e tattica di mimetizzazione decidono di caricare frontalmente sparando a destra e manca. Dopo 5 minuti il body count si inceppa intorno al millemila, con i nostri eroi che non si preoccupano neppure di cercare una protezione sicura da cui far fuoco. Una tattica, per intenderci, che causerebbe la rovinosa sconfitta persino nei videogame…

Capolavoro.

Ma poco importa, signori e signore, perché I mercenari 2 è l’apoteosi del film d’azione degli anni ’80/primi anni ‘90. Non perché sia innovativo o geniale – la trama: i nostri sono impegnati in una missione di routine, cadono in una trappola di un cattivo cattivissimo, uno muore, vendetta e salvataggio di deboli innocenti – ma per chi appare nel film. Con un paio d’eccezioni, il cast è una carrellata dei “uomini d’acciaio e pistole” che hanno creato il genere. Il tutto shakerato in una dimensione citazionistica e meta narrativa. Ho l’onore di presentarvi:

_ Sylvester Stallone: l’uomo a cui dobbiamo il film e colonna portante del gruppo. Citazioni: Willis e Schwarzenegger  sparano e l’austriaco sbotta: “qui manca solo Rambo!”. Idolo.

_ Arnold Schwarzenegger: un uomo chiamato citazione. Dal solito “I’m back!” preso per i fondelli, all’ingresso con mega macchina scavatrice con tanto di musica alla Terminator. Ovviamente si becca un “perdi il fucile e il tuo culo sarà terminato”.

_ Chuck Norris: un’entrata mitica (cattivoni accerchiano i nostri, lui si dà da fare), battuta sui Facts – con facce imperdibili dei nostri -, c’è da dire che invecchiando è diventato il nonno che tutti vorremmo avere. Magari senza il cannone fra le braccia…

_ J.C. Van Damme: interpreta un cattivo che più che cattivo non si può. Roba che in confronto Sauzer di Kenshiro è una checca. È un po’ fuori dalla logica commediola, recita seriamente. C’è da dire che invecchiando ha imparato a recitare. Degna di lode la lotta finale con Sly, violenta e intensa.

_ Dolph Lundgren: l’uomo meta narrativo. Lo sapevate che aveva studiato al MIT? No? Beh, ha studiato anche il suo personaggio…

_ Jet li: non pervenuto. 5 minuti e via. Peccato.

_ J. Statham: carismatico e atletico. Che dire? È una garanzia.

Altri:

_ Couture e Crews: fanno il loro, personaggi secondari.

_ Adkins: il braccio destro del cattivo. Combatte, ma temo che il meglio sul piano fisico l’abbia già dato.

_ Tizio inutile che muore. Monologo di Rourke del primo film affidato a lui. Ma è penoso… il monologo. Lui si salva, ma come per Van Damme è l’unico che prende sul serio il film.

La regia è solida, le scene d’azione (molte di più del primo film) ottime. Per apprezzare il film, tuttavia, bisogna tenere conto della natura ibrida del prodotto. È sì un film d’azione, ma è soprattutto una film commedia che omaggia gli uomini che hanno forgiato il genere. E che dovrebbero davvero stare in un museo.

Menzione speciale per Charisma Carpenter. A 42 anni, sottolineo il 42, rimane una porno topa. E compare sullo schermo per 2,5 minuti.

Voto: 8. Un piccolo gioiello. Che aspettate? Andate a vederlo!

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2 commenti su “Recensione: I mercenari 2

  1. cazzochevento
    12 ottobre 2012

    Personaggio di Lundgreen riuscitissimo, personalmente avrei preferito un pò più di spazio per Arnold e Norris piuttosto che accrescere il gruppo con presenze abbastanza inutili, tipo jet li o anche lo sbarbatello o anche quellogrossononsochisia. Ma alla fine forse sono io che sbaglio, dopotutto più uomini vuol dire più cadaveri…

  2. Charly
    12 ottobre 2012

    In effetti la prospettiva è allettante. Temo che sia stato solo una questione di equilibrio narrativo. Lo sbarbatello è la molla che fa scattare il tutto – all’inizio doveva essere Rourke poi, purtroppo, non si è fatto niente – e Couture e Crews sono come i mediani che macinano il gioco per tutti. Rimane sempre un futuribile terzo episodio del film che fa ben sperare.
    Il personaggio di Lundgren è riuscitissimo anche perché lui è un valido attore, molto sottovalutato.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2012 da in recensioni con tag .
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