Charly's blog

Quel nichilista del nichilismo

Se c’è una costante nella storia è la necessità dell’uomo nero. Un’idea, una persona, una cosa più o meno reale a cui attribuire tutte le colpe. Perché, infatti, studiare e analizzare la complessità del reale quando basta cercarsi un nemico? Ai giorni nostri l’infausto compito ricade sul nichilismo, l’orco che disturba i sonni di tanti ecclesiastici e filosofi. Ma che cos’è il nichilismo?

Ecco, qui iniziano i problemi. Se si cerca di definire il nichilismo si va incontro ad una serie di difficoltà insormontabili. E non quelle derivate dal mettere in comparazione questo o quel filosofo, ma di delimitare l’uso del termine nel dibattito quotidiano. L’impressione è che si utilizzi lo stesso significato in 3 diversi ambiti. Vediamo quali.

Il primo, e più vicino al nichilismo delle origini, riguarda la dimensione religiosa o, meglio, la sua scomparsa dall’orizzonte dell’uomo occidentale medio. Ma qui c’è poco da dire o da fare. Al netto di tutte le balle sulla presunta persecuzione a danno dei religiosi nella UE, la questione è che le masse non credono più o credono solo a parole. Non ci sono Odifreddi o la Hack davanti le chiese con spade e fucili a bloccare l’ingresso delle persone. Le chiese sono vuote perché nessuno ci va più, né più né meno. Una persona normale si chiederebbe le ragioni per le quali il proprio prodotto non venda più come un tempo, ma i religiosi hanno preferito cercarsi fantomatici nemici o scaricare tutto sui mancati acquirenti. Non prendi più lo schifo che vendo? È che sei una merda un nichilista. Vabbuò, lasciamo stare.

Il secondo significato domina la politica, specie in ambito conservatore: il nichilismo come assenza di valori. Al che la suddetta persona normale di sopra scoppierebbe a ridere. Un mondo desertificato di valori non sarebbe altro che una lotta di tutti contro tutti. Un po’ come il mondo post atomico di Hokuto no ken. Un mondo desolato percorso da bande di predoni dediti allo stupro e allo sterminio. È sufficiente uscire di casa per rendersi conto che non è così. Non per dire, ma ieri sera dopo un’infuocata asta del fantacalcio sono tornato a casa alle 2 e non mi è successo nulla. E il mondo desertificato di valori? Boh.

Al di là di questa semplice constatazione, facciamo un giochino. Io dirò una serie di comportamenti e voi alzerete la mano se siete d’accordo. Procediamo:

_ è giusto sterminare le popolazioni in base ad una gerarchia basata sulla “razza”?

_ è giusto depredare, sgozzare, uccidere?

_ è giusto torturare a morte per differenti vedute religiose?

No? Complimenti, non siete nazisti, vichinghi o inquisitori. Riproviamo:

_ è giusto donare affetto ad un bambino?

_ è giusto aiutare un amico in difficoltà?

_ è giusto non rubare?

Sì? Complimenti, siete delle persone per bene. In ogni caso, ecco a voi la tanto decantata crisi dei valori. Mi basta mettere assieme un mucchio di persone dalle più disparate provenienze e 5 minuti per raggiungere un accordo su cosa fare e cosa non fare.

Un momento, ora che ci ripenso c’è un errore concettuale di base. Prendiamo i nostri simpatici amici predoni. Ma siamo davvero sicuri che siano privi di valori? Scommetto che valorizzino la forza, la lotta, lo spirito di gruppo. Come disse una volta quel pirla di Platone anche in una banda di briganti esiste la legge. Vuoi vedere che esistono valori anche in mezzo a gente dedita a sgozzare e stuprare? La definizione di valore, forse, aiuta. Con questo termine si intende l’insieme di comportamenti non solo accettati ma soprattutto incentivati in una determinato gruppo umano. I pirati saccheggiano e i preti si dedicano agli abusi alle preghiere. I nazisti, ad esempio, non erano privi di valori ma ne utilizzavano di diversi. Non condivisibili, certo, ma sempre di valori si tratta. Signori miei, di valori ce ne sono a bizzeffe, semplicemente ci sono diversi codici comportamentali. La polemica del nichilismo, alla fine, è tipica di quegli idioti provenienti da settori conservatori e reazionari incapaci di riconoscere l’altro da sé. Solo perché non credo alle tue stronzate non vuol dire che sia privo di valori. Sono differenti, testina. I reazionari, invece, non sono più di moda e invece di prenderne atto preferiscono insultare il prossimo. Penosi, as usual.

Terzo e ultimo significato: l’assenza di significato nella vita. Qui più che della cosa in sé si dovrebbe appurare se l’assunto sia vero o falso. Nel primo caso c’è poco da lamentarsi dato che è vero, nel secondo c’è poco da discutere dato che è falso. Facile, no?

Il nichilismo, alla fine, è una boiata pazzesca.

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2 commenti su “Quel nichilista del nichilismo

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2012 da in cultura con tag , , , .

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