Charly's blog

Recensione. Il cavaliere oscuro – il ritorno

Sono passati 8 anni dalla morte di Harvey Dent e Gotham sembra godersi un periodo di pace grazie ai poteri speciali concessi alla polizia. Batman è scomparso e Bruce Wayne vive da recluso nella sua magione portando le ferite fisiche e psicologiche del suo scontro con il Joker. Ma sotto la brace covano le ceneri e i fantasmi del passato verranno a reclamare la maschera di Batman…

Che dire di quest’ultimo episodio cinematografico dell’uomo pipistrello? Il box office parla chiaro e il film ha avuto un grande successo su scala globale. Diverse critiche cinematografiche e non sono state meno entusiaste e non sono mancate le perplessità. Di per sé il film è un signor film seppur senza giungere alle vette dell’episodio precedente. Analizzando le varie critiche, infatti, ci si può rendere conto che siano piuttosto ingenerose. Ma vediamole:

_ il film è lungo! Sì, ma ha ritmo e la lunghezza non si nota;

_ il film ha dei buchi di trama! Vero, ma in alcuni casi sono scelte visivo/estetiche (la carica della polizia, lo scontro in mezzo alla folla di Bane e Batman), in altri casi non siamo comunque di fronte a strafalcioni clamorosi (Wayne che rientra in una città assediata, la fuga da chissà dove). Volendo Nolan poteva farsi uno spieghino ma, alla fine, è meglio così;

_ il film ha valenza politica! Embé? Molti film ne hanno una e non mi sembra una tragedia. Tra l’altro vorrei sottolineare che la valenza non è univoca. Se lo sfigato di turno della scuola austriaca ritiene il film un inno alla rivoluzione, su il Fatto l’hanno interpretato come un film della reazione…

_ i cattivi potevano uccidere Batman ma non l’hanno fatto! Wow, avete scoperto l‘abc del genere supereoistico. Finisce sempre così, miei cari. Nel caso specifico, inoltre, il film si basa sulla caduta e il rialzarsi di Wayne/Batman. In pratica l’abc della narrativa;

_ i poliziotti sottoterra escono lindi e in salute! Per il secondo aspetto nulla da eccepire visto che erano nutriti dai cattivi, per il secondo, beh, è un cedimento all’estetica. Cosa preferite, una lotta fra barboni o fra persone linde e pulite?

_ non è il Batman che i fanboy conoscono dai fumetti! Visti gli incassi tanto peggio per loro.

Poi, per carità, la trama è tutto fuorché perfetta ma molte critiche rimangono quantomeno ingenerose. È un po’ complessa ma, alla fine, il tutto – l’arrivo di Bane, la scalata alla Wayne Enterprises, la caduta e il ritorno di Batman, l’analisi sociopolitica dei poveri contro i ricchi – si salda nella lotta finale che si svolge su più livelli: polizia vs cattivi, Batman vs Wayne, Gordon vs la bomba. Anche i personaggi si evolvono durante la storia: Catwoman che ascende dal suo ruolo di ladra, Bane che si evolve dalla macchietta di semplice terrorista, Wayne che si lascia alle spalle i fantasmi del passato. A sua volta il film chiude il ciclo prendendo le tematiche sollevate dal primo film: la solita setta, la solita corruzione della città, i soliti fantasmi del protagonista.

Sul piano meramente tecnico, invece, nulla da segnalare. La regia è solida, le musiche per opera dell’egregio signor Hans Zimmer sono semplicemente leggendarie, la fotografia è grigia e fredda degna della migliore Gotham city. Il grosso degli attori sono collaudati e fra i nuovi spicca Hanne Hathaway che si dimostra, con mia grande sorpresa una valida Catwoman per quanto non sexy come interpreti passate.

Da segnalare le voci degli attori. Fra Bane con la maschera, Batman con la voce e Gordon in ospedale è difficile trovare qualcuno che parli normalmente.

In conclusione, il film è una valida conclusione della trilogia anche se per alcuni difetti il voto ne risente un po’.

Voto: 7/8. Degno di un biglietto del cinema a prezzo ridotto.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2012 da in recensioni con tag .
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