Charly's blog

Se sei più stupido di un bimbo di 4 anni…

Ieri mattina mi è capitato di assistere ad un interessantissimo fenomeno. Ero nei pressi di un’edicola e così ho potuto sentire la buffa richiesta di un vecchio: voleva avere un giornale – uno qualunque, visto che non è riuscito neppure a tirare fuori un nome – indicante le nuove frequenze televisive del digitale. La faccia dell’edicolante era impagabile…

Il vecchio in questione non era a conoscenza del fatto che per installare i canali basta utilizzare la funzione “ricerca” presente in tutti i decoder.  Il problema è che la quasi totalità degli over 50 non si limita a non capire la televisione, ma anche il pc, internet e il cellulare. È quello che si chiama “digital divide”: la scarsa dimestichezza delle generazioni più anziane con i nuovi ritrovati tecnologici, quelli così nuovi che esistono da tipo 20 anni. Fino ad arrivare all’assurda situazione di vedere un bimbo di 4 spiegare al padre, magari un ingegnere, come funziona il cellulare. Sul fenomeno, in genere, aleggia un atteggiamento paternalistico all’insegna del “poverini, aiutiamoli”. C’è solo un piccolissimo problema: l’etichetta di nativo digitale – chi è nato in mezzo all’informatica – è fuorviante. Sembra quasi che i nativi digitali siano venuti al mondo con un cellulare in mano. Già come no, ce li ricordiamo tutti i LAN party nella pancia di mammà, giusto? Quel che il vecchio di turno non vuole vedere è che non esiste nessun divario tecnologico, soltanto quello fra chi fa la fatica di imparare cose nuove e chi non vuole fare nulla per migliorarsi e apprendere di più.

Sembra un fenomeno buffo e secondario, ma nasconde un problemone. Se si è così pigri da non voler imparare a mandare un sms – impresa seconda solo al mandare l’uomo sulla Luna – come si potrà mai imparare tutte le miriadi di cose necessarie per comprendere il mondo contemporaneo? Semplicemente non lo fanno. In Italia più si è vecchi e più si è ignoranti e orgogliosi di esserlo. Tutta una massa di miserabili che una volta conclusa la scuola a 10 o 13 anni si è ben guardata da prendere un libro in mano. E no, mi spiace, il fatto che tu non sappia usare un pc a differenza di un bimbo di 4 anni non ti rende un figo, ma solo più stupido di un qualunque moccioso.

L’aspetto più tragico è che questi simpaticoni votano con palesi effetti deleteri sul dibattito politico. Per ovviare al problema basterebbe adottare una limitazione al diritto di voto. D’altronde se un 17 enne nel pieno dei suoi studi non può votare perché lo dovrebbe fare un 77 che ha letto un libro per l’ultima volta 65 anni prima? Se hai 18 anni puoi votare, se ne hai più di 65 no. Semplice, vero? D’altronde il diritto di voto è connesso all’arruolamento militare [1]. Se si è troppo vecchi per tenere un fucile lo si è anche per tenere una scheda elettorale in mano. Ed è tutta colpa vostra, miei piccoli vecchi, della vostra accidia e pigrizia. Ma immagino che come al solito la colpa sarà sempre dei 15 enni.

[1] È divertente il fatto che nelle società dove vige il “contratto sociale” si cede la propria sovranità allo Stato per la sicurezza interna ed esterna. Poi, però, in caso di conflitto si devono impugnare le armi. La logica in tutto questo?

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Questa voce è stata pubblicata il 3 ottobre 2012 da in cultura con tag , .
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