Charly's blog

La guerra dei sessi: per chi suona la curva a campana

Il libro di Loredana Lipperini Non è un paese per vecchie [1] mi dona il giusto argomento per completare la mia personale trilogia di post di “uomini e donne”. E, a scanso di equivoci, la De Filippi non vi compare.

Nel libro l’autrice, emula della Zanardo, si sofferma ancora una volta sulla condizione femminile declinata, però, al vecchiume. Di per sé l’autrice evidenzia la condizione minoritaria (pensioni, solitudine, l’essere ignorati) e l’astio più che motivato che subiscono gli anziani con il solito contorno della rimozione della morte nella società contemporanea e relativo bla bla, ma la Lipperini prende particolarmente a cuore la condizione del vecchiume di marca femminile. Se l’uomo anzianotto esiste ancora se dotato di prestigio e status, per le donne la situazione è più tragica. Escluse dal mondo dei media in quanto cadenti e ripugnanti, neglette dalla società se non per essere rappresentate come megere e vecchie streghe, le donne come al solito si beccano i lati più negativi della situazione. Ma è davvero così? Nulla da eccepire sulla rimozione della morte, il dominio dei media, le condizioni minoritarie dei vecchi esclusi dal potere. Ma l’autrice sbaglia di grosso sulla variante femminile della situazione. L’abbandono delle megere non è una novità di oggi ma è piuttosto comune nella storia umana. Le ragioni, infatti, sono da ricercare nella natura delle interazioni fra femminucce e maschietti che per quanto variabili nel corso dei millenni non si discostano mai troppo dal sentiero principale.

La vera domanda che ci si dovrebbe porre è che cosa cercano le donne negli uomini e gli uomini nelle donne. La psicologia evoluzionistica è in grado di fornire la risposta senza tanti problemi e patemi d’animo. 3 miliardi di anni d’evoluzione hanno fatto sì che le donne cerchino nel partner lo status sociale ed una posizione di potere nel gruppo di riferimento per assicurarsi che la prole raggiunga l’età adulta, mentre gli uomini ricercano la bellezza perché in genere in un ambiente pre-tecnologico e del tutto naturale le persone sane sono anche dotate di avvenenza fisica [2]. E no, risparmiatevi la storia dell’amore romantico. La libertà degli esseri umani è relativa a come reagire a determinati input e non si ha la facoltà di sceglierli. Quando si è bimbi non si prova interesse per l’altro sesso, ma dopo la pubertà la vita verrà condizionata da questa insulsa battaglia campale che è la formazione di una coppia. Cos’è, raggiunta una certa età si conclude che sì, magari lo sforzo lo si può fare o è tutta una reazione di biochimica? Senza questi input, inoltre, non si vivrebbe visto che di sola “ragione” non si combina nulla.

Tornando al discorso originale, queste due differenti impostazioni producono due effetti che possono essere rappresentati graficamente.

La curva a campana rappresenta il potenziale femminile sugli uomini. L’asse x è l’età, quello y la bellezza. L’andamento, ovviamente può essere meno regolare – rapida ascesa, lento declino o lenta ascesa e fulminea decadenza – e l’altezza e l’ampiezza della curva differente, ma rimane il fatto che una gobba si viene sempre a formare. Per ogni donna c’è sempre un picco corrispondente al massimo della bellezza e poi un inevitabile declino con relativo crollo del valore di mercato. Tant’è che quando ci si imbatte in una qualche 40 enne che si conserva bene si evidenzia la sua bellezza non in quanto 40 enne ma per il fatto che pur avendo un anta o due le dai 10/20 anni di meno. Questa è la pornostar Lisa Ann nata nel ’72 e milf doc, nota per essersi conservata davvero bene (non senza aiuti chirurgici):

 

Io potrei essere la vostra mamma.

Questa qui, invece, è la pornostar Kylee Strutt, più giovane di 15 anni [3]:

 

Baciami le chiappe, nonna.

Non valutate gli aspetti somatici, opinabili, ma la tonicità del fisico e l’elasticità della pelle. Per quanto si difenda bene è ovvio che la Ann risulti perdente. È una bella donna, è vero, ma non perché ha 40 anni ma perché a dispetto della carta d’identità sembra più giovane.

La riprova viene dal mondo dello spettacolo. Questa è Virna Lisi definita da tutti splendida, intelligente, affascinante, eccetera [4]:

 

“Io sono splendida.”

Questa è l’ultima velina mora, Federica Nargi:

 

“Sì, 40 anni fa.”

Chi ha scelto fra le due Matri, un discreto attaccante e un bell’uomo? E quante possibilità ha la Lisi di soffiarlo alla Nargi? E non tiro in ballo C. Ronaldo e le sue mille fiamme.

 La conclusione, insomma, è ovvia: la condizione femminile è segnata da una lotta contro il tempo destinata alla sconfitta. Si può essere affascinanti ed intelligenti quanto si vuole ma ci sarà sempre una donna più bella e più giovane. Adesso, per piacere, non cominciate a strillare contro il porco maschio occidentale perché ci sono altri aspetti da tenere in considerazione. Un momento solo e illustrerò il tutto.

L’andamento maschile. L’influenza degli uomini è proporzionale allo status e al potere. Per forza di cosa, allora, è variabile nel tempo perché si possono acquisire o perdere e graficamente si viene a formare una linea dall’andamento mutevole. Il classico esempio viene dall’atleta del college che si sbambola la cheerleader. L’atleta nel suo ambiente detiene il prestigio e lo status, mentre la sgambettatrice la bellezza fisica. Ecco un altro esempio:

 

La mezza coppia più bella del mondo.

Sul piano estetico è facile appurare chi ha vinto e chi ha perso. Ma Briatore tira per via del suo status e del suo prestigio. Alla facciazza di un friggi patatine bello come pochi ma che la Gregoraci di turno non la vede neppure col binocolo. Nessun problema, basta diventare un manager di successo e il problema si risolve.

Appurata la differenza fra i due mondi, torniamo alla nostra femminista indignata contro il maschio porco e maschilista. La femminuccia di turno, scommetto quel che volete, è pronta ad esplodere: non si giudicano le persone, non è un mercato, eccetera eccetera. Ah, davvero? Ma voi non lo fate? Abbiamo appena visto che le donne giudicano in base allo status ed allo prestigio senza che nessuna femminista si indigni. Se i maschi usano un metro di giudizio differente è un dramma? O, con maggiore probabilità, il dramma è il fatto che, per una volta, siete voi ad essere giudicate?

 E ci sono pure un paio di sostanziali differenze a favore delle femminucce. Gli uomini giudicano in base alla bellezza ma non si deve essere affatto ai livelli di una pornostar. Sbavare dietro ad una top model non ha la minima influenza nei normali rapporti di coppia. Per la fanciulla media basta curarsi un minimo e frequentare una palestra per diventare attraente agli occhi dell’altro sesso. Sicuramente un impresa più semplice rispetto al diventare il maschio alpha di un gruppo. Non per dire, ma è Cenerentola che da sguattera diventa una principessa. A tutti i maschi non gliene importa nulla dello status e del prestigio del proprio partner, può anche essere una sguattera o una schiava. Per le donne, invece, la cosa non vale. Nelle favole, guarda caso, ci sono dei principi trasformati in rospi, ma erano di sangue reale prima e lo saranno dopo. Se il rospo si fosse trasformato in un mugnaio e non in un principe la storia avrebbe avuto un altro e ben differente finale. Quando pensate al vostro partner, specie se siete donne in carriera, come lo immaginate sul livello professionale? Appunto. E non venite a dirmi che sono gli stessi uomini a volere una posizione migliore rispetto all’amata. L’uomo lo vuole, certo, ma per offrire una vita migliore all’amata, non per altro. E così facendo commette un grave errore dato che ritiene che un grande gesto (regalare una macchina nuova) abbia più valore di 10 più piccoli (un fiore, un sms, una cena romantica). Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

Nella cultura occidentale e in tante altre, inoltre, spetta all’uomo il compito di cacciatore o, se preferite, di procacciatore di clienti. Tocca all’uomo farsi avanti e inventare mille mila approcci che verranno impietosamente respinti. Il tutto condito per il crudel sesso di drinks offerti, ingressi gratuiti nei locali – no, non vi fanno entrare per il vostro torreggiante intelletto – e svariati pretendenti che si fanno sotto uno dopo l’altro. Un atteggiamento che si configura come le forche caudine della dignità maschile, specie nelle società latine come quella italiana.

E così facendo torniamo alla vecchia megera negletta. I colpevoli non sono i media o la rimozione della morte. In questo caso, a valere è la fine del valore di mercato del vecchiume, né più né meno. Come ci insegna il buon Tremotino, la magia ha sempre un costo e mi permetto di aggiungere che i privilegi nelle interazioni sociali non sono da meno. Le donne sono come le stelle e non nel senso che sono delle obese dedite all’autocombustione. Hanno un maggior potere, brillano con maggiore intensità ed esauriscono la luce rapidamente. Da stelle che sono esplodono in una nova o si spengono in una nana bianca. Gli uomini non hanno un capitale di partenza paragonabile a quello femminile, brillano poco ma durano di più e possono diventare più splendenti. Un fenomeno complementare, direi, così come sono complementari gli uomini e le donne sotto molto altri aspetti [5].

Non vi piace? Va bene, invertiamo i grafici. Date ai maschietti la curva con tutti i privilegi e tenetevi la linea variabile con tutti i sacrifici e tutte le lotte. O se preferite, cambiate le regole del gioco. Mettete via i tacchi, il trucco e tutte le maschere che indossate per catturare l’attenzione. Provate ad investire davvero su altri aspetti oltre alla bellezza se volete cambiare il focus dei rapporti di coppia. Provate ad essere arguti e profondi ma anche spiritosi e leggeri, forti e virili ma anche dolci e sensibili, irreali ma anche reali. E smettetela di giudicare in base al potere. D’altronde uno hippy di 2.000 anni fa predicava di non giudicare se non si vuole essere giudicati. A meno che non sia che quando siete voi a dettare il valore delle azioni il giochino è bello, quando sono gli altri non lo è più.

[1] Questo post non è una recensione del testo. Conto di farla entro un paio di settimane.

[2] Un tempo molte malattie lasciavano evidenti segni fisici. Oggi oltre all’acne c’è ben poco, salvo casi catastrofici.

[3] Ho scelto due pornostars perché l’aspetto fisico è facilmente verificabile.

[4] Niente pornostars per avvantaggiare Virna Lisi. Tanto non serve lo stesso.

[5] Alla facciazza delle femministe che invece di battersi per la sacrosanta parità dei sessi hanno cercato di uniformarli.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2012 da in cultura con tag , , , .
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