Charly's blog

Cos’è la destra, cos’è la sinistra

Se c’è un settore nel quale in centrodestra non sfonda, oltre alla capacità di amministrare un paese s’intende, è la televisione. Nell’ultimo decennio vi sono stati diversi tentativi di infrangere il monopolio di sinistra sulle reti Rai [1]: dal leggendario fiasco di Socci e della sua Excalibur all’incolore Pigi Battista al posto di Enzo Biagi, per poi concludere con il flop di Giuliano Ferrara e il disastro di Sgarbi dell’ultimo anno. Nulla da fare, la destra e i suoi para/pseudo intellettuali in tv non sfondano, a differenza di quelli di sinistra che occupano la Rai in forza dei loro ascolti, non per manu militari.

In mezzo a questo disastro generalizzato qualcuno riesce a salvarsi: Gianluigi Paragone e il suo talk show L’ultima parola. Seppur partito con i soliti problemi, alla fine il programma è riuscito a ritagliarsi la sua fetta di pubblico. Come, si chiederanno i vari Socci, Ferrara, Sgarbi? Semplice: bastava fare un programma di sinistra. Ho assistito alla puntata di venerdì 19 dedicata al Governo Monti ed alla sempre più difficile condizione di vita della popolazione. I temi toccati sono stati tutti declinati alla sinistra: aiutare la popolazione e gli ultimi, lotta alla finanza ed al liberismo. Lì in mezzo, non a caso, Don Gallo non stonava mica. La puntata, allora, era del tutto intercambiale con una qualunque di Santoro. Persino Paragone non sfugge al trend. Esattamente come il Santoro di turno si presenta nella forma di tele tribuno vendicatore dei torti del Palazzo/Potere/finanza/vattelapesca lasciando ampio spazio alle banalità ed alle insensatezze del pubblico.

A destare più tenerezza, però, era l’economista politico wannabe Boldrin. È stato l’unico, infatti, a far notare che il Governo Monti di liberista ha ben poco [2]. Se al liberismo si associa la riduzione della spesa pubblica e delle aliquote fiscale, la ritirata dello Stato e le privatizzazioni selvagge, è facile appurare che il Governo Monti ha, finora, fatto il contrario. Risultato? Una serie di lazzi e sollazzi nei suoi confronti.

Non si fraintenda, tuttavia, dato che Paragone non ha fatto che applicare il “sinistrese” alle tv mentre molti politici lo avevano già fatto in ambito politico. L’etichetta di sinistra dovrebbe significare la rottura nei confronti delle stronzate della tradizione non per capriccio ma come forma di progresso ergo miglioramento delle condizioni sia economiche sia culturali degli ultimi. Dal collasso del comunismo questa spinta ideale si è affievolita accontentandosi di una gestione del presente spesso inchinando la testa alle idee combattute fino al giorno prima, siano esse di stampo economico o politico. Spostandosi la sinistra ha lasciato un vuoto politico e di rappresentanza prontamente occupato dalla nuova destra post 1989.

Si pensi al fatto che l’operaio, feticcio del pensiero di sinistra per un secolo e mezzo, voti regolarmente a destra e non a sinistra. Come mai? Bene, pensiamo un po’ ai problemi del nostro amico operaio. Esce di casa e si trova l’immigrato clandestino che spaccia sotto casa, ha un lavoro sottopagato a rischio di delocalizzazione e quando torna  a casa si ritrova un quartiere degradato. La soluzione di sinistra? Questa: per quanto riguarda il clandestino che spaccia sei un razzista bastardo e devi chiedere scusa e sganciare i soldi per la fantomatica “integrazione”. Er quanto riguarda il lavoro, amen, è il libero mercato, bellezza (N.d.A. ex comunista dixit) [3]. Se poi sei una partita IVA o un imprenditore, allora, sei un evasore fiscale ed un criminale. Risposta di destra: a calci in culo lo spacciatore, contro la finanza globale e protezione del lavoro a casa nostra. Il tutti tornando al quartiere della nostra infanzia con la nonnina che ci prepara la torta. Non è difficile capire come mai i flussi elettorali siano cambiati, no? Se una persona ti pone un problema e la risposta è “razzista di merda” è normale che poi ci si sposti.

I più acuti di voi avranno già compreso che la risposta di destra si incarna bene nella Lega ma anche nella dottrina della Destra Sociale. Si tratta di una bella fetta di destra che si oppone al liberismo ed alla modernità economicista sottostante ed in questo sono perfettamente d’accordo alla sinistra di un tempo. Al giorno d’oggi, invece, la sinistra ha mollato questa impostazione e si è messa al traino di Monti e degli esecutivi tecnici.

Nulla di nuovo, insomma, se non che la forte opposizione che le barbariche politiche liberiste e la globalizzazione selvaggia scatena una netta opposizione in buona parte dell’elettorato. Un bel bacino da cui attingere ma che una sinistra dimentica del “primum vivere deinde philosophari” non riesce ad attingere. Ma sulla reazione alla globalizzazione ritornerò in un altro post.

[1] Su quelle Mediaset lasciamo stare. Che le tette tirano di più, eh.

[2] Eccezion fatta per la forma mentis da predicatore protestante

[3] Alle fanfarate di Marchionne si oppone la Fiom, non il PD o la triplice sindacale.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 ottobre 2012 da in cultura con tag , , , .
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