Charly's blog

Recensione libro: Cose da non credere

Che cos’hanno in comune le famiglie, gli immigrati, il sesso, i marmocchi, la pensione e gli investimenti nell’immobiliare? No, non la sfiga, ma la demografia. Negli ultimi 300 anni il mondo è cambiato con una velocità tale da lasciare disorientati. Nell’arco di pochi secoli gli europei hanno mondializzato la storia gettando le basi della globalizzazione. Nel 18° secolo vi è stata la duplice rivoluzione politica ed economica: prima la quella industriale, poi quella politica che sfocerà un secolo più tardi nella democrazia di massa. La tecnologia ha abbattuto le barriere spazio temporali con velocità crescente. Se nel 19° secolo si comunicava con il telegrafo, oggi si adopera internet. Ogni singolo aspetto della vita tradizionale è passato sotto il fuoco della modernità risultandone travolto. Anche la demografia e sarà proprio quest’ultima a costituire la cornice di argomenti, a prima vista, fra loro diversi.

Non ne siete convinti? Bene, a partire dal 19° si è avuto il fenomeno della transizione demografica. Con il calo della mortalità e con la consueta natalità elevata la popolazione aumenta. Il fenomeno viene causato dal miglioramento delle tecniche mediche e dallo sviluppo economico. Lo stesso sviluppo economico che decreta il declino delle famiglie estese, favorendo quelle nucleari. Terminato il ciclo, gli effetti sulla società sono molteplici: invecchiamento sia dal basso sia dall’alto, costi crescenti sociali con relativo sviluppo di forme di tutela privati al posto del welfare. Un’altra conseguenza del fenomeno è la presenza dei flussi migratori per via delle società posizionate in diversi punti della transizione: alcune scoppiano di giovani, altre di vecchi. Eccetera, eccetera. Come si può notare abbiamo tutti gli elementi che affollano i tg serali: l’immigrazione, l’invecchiamento della società, l’andamento dell’economia e del welfare.

Il problema è che ben pochi conoscono le ramificazione del fenomeno i cui singoli aspetti, com’è facilmente prevedibile, sono spesso presenti nel dibattito politico. Come al solito il senso comune è ben altra cosa rispetto alle conoscenze acquisite dalla letteratura scientifica frutto di decenni e decenni di ricerca. Lo scopo del libro Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri è proprio quello di porre un rimedio a questo stato di ignoranza.

Il libro è scritto con intenti divulgativi e risulta di semplice lettura. È diviso per capitoli dedicati ad un singolo argomento con un paio di paragrafi per volta. Quasi non compaiono dati e grafici dato che il testo è volto a diffondere conoscenze piuttosto che a provarle. Il libro di per sé, quindi, non è un testo innovativo, ma poco più di un compendio. Se si vuole sapere di più sull’argomento vi è alla fine di ogni capitolo una breve bibliografia ragionata.

Nel complesso è un saggio di sicuro interesse su tematiche solitamente oggetto del dibattito pubblico. Chi ha affrontato queste tematiche durante gli studi universitari scoprirà ben poche cose nuove, per tutti gli altri, invece, dovrebbe essere una lettura d’obbligo. Consigliato.

Voto: 7. Un compendio introduttivo, soprattutto per chi è  a digiuno dell’argomento.

G. Dalla Zuanna, G. Weber, Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri, Editori Laterza, Roma-Bari 2011, prezzo copertina 12 euro.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 novembre 2012 da in recensioni con tag , , , , .
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