Charly's blog

Fenomenologia del partito politico e il M5S

Le recenti polemiche del M5S hanno rivelato la profonda incomprensione da parte di parecchi delle più basilari nozioni relative ai partiti politici ed alla democrazia. Poco male, così abbiamo l’occasione di parlarne un po’. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, il M5S è stato accusato di essere una setta dominata da Grillo e di epurare i dissidenti, fino a soffocare le istanze democratiche dal basso, come si è soliti dire, e di emulare la vecchia partitocrazia. Vero, verissimo. E allora?
Prima di addentrarci ulteriormente nella questione si devono capire due elementi: il partito politico e la democrazia. Partiamo dal primo. Si tratta di un’associazione la cui adesione è volontaria volta a conquistare il potere. Si badi bene, il potere viene prima delle idee. Puoi avere tutti i programmi politici del mondo, ma se non puoi realizzarli sono fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni (spoiler: fuffa). Da questa definizione ne discende che:

_ l’adesione è libera. Se non si concorda con un elemento nulla ti trattiene. È come iscriversi in un club di caccia e poi protestare per l’attività venatoria. Il che non toglie che si possano fare battaglie per modificarne la struttura, ma se alla fine non si ottiene niente non si può far altro che andarsene.
_ il partito politico come ogni organizzazione non può mai essere democratico. Ci deve essere qualcuno che decide, alla fine dei conti. Basta avere un po’ di esperienze con i forum per sapere che se lasciati a loro stessi si degenera rapidamente nel caos. Se c’è una gerarchia c’è anche qualcuno che comanda e qualcuno che obbedisce e questo vale anche per le scuole, gli ospedali. Ve li immaginate i medici mettersi a fare campagna elettorale con le infermiere al capezzale di un moribondo?
_ i partiti hanno delle proprie regole. Nel caso del M5S c’è quella di non andare contro la “volontà del movimento”. Di per sé il termine non vuol dire nulla ed i più smaliziati potranno ravvedere le somiglianze con la volontà generale di Rousseau. Come si fa a stabilire qual è la volontà generale? Con continui sondaggi? Ma così si torna al primo punto, la necessità di decidere. Di fatto il M5S è il braccio armato di Grillo ed è lui che prende le decisioni (così come in altri partiti le decisioni le prendono i leader, salvo sfiducia).
_ i partiti politici sono una setta o, in ogni caso, decisamente simili. Per lo meno vale per le basse sfere, i cosiddetti militanti, che non guadagnano nulla ma costituiscono la carne da cannone delle battaglie politiche.

Passiamo, ora, alla democrazia. Si tratta di una forma d governo la cui caratteristica è l’uguaglianza dei governati e dei governanti sul piano legislativo ed elettivo. Entrambi possono candidarsi e sono sottoposti alla stessa legge [1]. Di più non viene detto e c’è un motivo: l’impossibilità pratica. Quello che tutti hanno in mente, la democrazia diretta, può valere solo su numeri bassissimi. Il mio comune di residenza ha 17.000 abitanti con una cittadinanza intorno alle 10.000 unità. Mi spiace, ma neppure con questi numeri tutti possono dire la propria in merito alle questioni, figuriamoci, allora, con le nazioni di milioni di abitanti. Per ovviare a questo inconveniente si è passati ad un sistema basato sulla rappresentanza. Ve lo immaginate la democrazia diretta applicato al M5S che punta ad avere milioni di elettori?
Ma il M5S, si obietterà, doveva essere differente. Ma è questo il punto: non può esserlo! I partiti politici sono strutturati in un determinato modo perché non possono fare diversamente. Eh no, mi spiace, non basta dire “io sono un movimento” per scappare dalla regola. È un po’ come chiamare la gravità batuffolo amoroso e pensare di poter spiccare il volo. I movimenti sono tanto belli e carini, ma non vanno oltre alla caciarata di piazza. Per fare le cose bisogna crescere e diventare un partito politico, dotandosi dell’organizzazione e gerarchia relativa.
I grillini, alla fine, si sono rivelati dei dilettanti del tutto a digiuno delle più basilari nozioni delle scienze politiche. Roba che si trova nel primo o, al massimo, secondo capitolo di ogni dannato manualotto in circolazione. Se questo è il modus operandi sono proprio curioso di vedere come potranno affrontare l’amministrazione di un paese.

[1] Tranne Silvio…

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Questa voce è stata pubblicata il 19 dicembre 2012 da in politica con tag , .
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