Charly's blog

Recensione film: I tre moschettieri

C’è un’annosa questione riguardante gli adattamenti cinematografici tratti da romanzi di successo: la fedeltà. L’impressione è che anche qui sia valida la regola aurea delle traduzioni: se una traduzione è fedele non può essere bella, se è bella non può essere fedele. Poco male, non avendo mai letto il libro in questione non si pone il quesito. Il film che mi appresto a recensire è I tre moschettieri del regista P.W.S. Anderson. A dispetto della carta d’identità del regista, autore di “capolavori” quali Mortal Kombat, Resident Evil, Alien vs Predator, non abbiate timore. Il nostro eroe ha confezionato un film con i fiocchi.

I_Tre_Moschettieri_2011
Il film, nei pochi minuti d’apertura, illustra la strada che verrà intrapresa dal film. All’alba del 17° secolo la Francia si ritrova con un Re fanciullo, un Cardinale fantuttone e circondata da nemici. Subito dopo ci viene mostrata la prima azione dei tre moschettieri, un misto fra Sherlock Holmes ed I pirati dei Caraibi. Azione, anacronismi, fantasie varie, il tutto condito da un sano divertimento. Nel prosieguo del film compare il giovane D’Artagnan – il classico giovane in cerca di avventure e di un posto nella vita – , il suo incontro/scontro con i tre, il profilarsi dei nemici (uno fesso, uno cattivissimo) e del tema portante della storia (sventare il complotto contro la regina). Il film è caratterizzato da un ritmo elevato, interrotto solo dagli scambi di battute frizzanti e pungenti. La scenografia è ricca e barocca, gli effetti speciali buoni seppur non fantastici.
Le interpretazioni degli attori sono a dir poco eccellenti e mi hanno dato l’impressione di essersi divertiti non poco a girare questo film. Il Cardinale Richelieu viene portato sullo schermo d un fantastico Christoph Waltz, carismatico e divertente. I moschettieri non sono da meno, mentre Milady è interpretata da una spettacolosa Milla Jovovich, terribilmente a suo agio nel ruolo di femme fatale. Il Duca di Buckingham ha il volto di Orlando Bloom che, giustamente, dopo aver impugnato la spada in una miriade di film quali Le crociate, Il signore degli anelli e Troy non poteva farsi sfuggire un film di cappa e spada. Devo ammettere che, in ogni caso, riesce a fornire uno spessore ed un carisma davvero notevole al suo personaggio, a dispetto del limitato tempo passato sulla scena.
La musica ricorda vagamente quella di Sherlock Holmes; la regia è solida. È da notare un aspetto curioso: a dispetto del nome, in genere i moschettieri vengo ritratti con la spada in mano. Questo film, invece, è l’eccezione, grazie al generoso uso di armi da fuoco di varia foggia e fattura.
Che dire? Se siete dei fan sfegatati di Dumas (dubito che ne sia rimasto qualcuno) girate alla larga da questo film. Per tutti gli altri: buon divertimento!

Voto: 7,5. Puro divertimento. Che volete di più?

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Questa voce è stata pubblicata il 26 dicembre 2012 da in recensioni con tag .
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