Charly's blog

F35: fabbricante di vedove o bara volante?

Bersani sull’ F35 [1]:

Bisogna assolutamente rivedere e limitare le spese militari degli F35 perché le nostre priorità sono altre. La nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro.

L’uscita di Bersani ha scatenato il solito tiritera di reazioni da parte di questo o di quell’esponente politico. Destra, sinistra, centro… e sopra nel caso di Monti. Le reazioni si suddividono in due gruppi: c’è chi evidenzia la necessità di far cassa (a sinistra) e chi difende i posti di lavoro derivanti dal programma F35 (poche migliaia, ad essere ottimisti, a fronte di una spesa di centinaia di milioni. Tanto vale mettere la metà a fare buchi e l’altra metà a riempirli, stessi posti meno spese). Non si potrebbe per una volta, e dico una volta, considerare la questione sul piano dell’utilità del velivolo in relazione alle necessità strategiche? Dai, proviamoci.
Attualmente l’Aeronautica militare italiana (da ora AMI) schiera una prima linea composta da tre velivoli. Abbiamo l’EF2000 per le missioni di difesa e superiorità aerea, con capacità secondarie di attacco al suolo:

Poi c’è il Panavia Tornado con compiti IDS (interdizione a lungo raggio, attacco agli aeroporti, antinave), SEAD (soppressione difese aeree nemiche) ed ECR (guerra elettronica e ricognizione):

Infine, c’è l’AMX con il compito CAS (supporto aereo ravvicinato) e con capacità secondarie da “mini Tornado”:

L’AMI pianifica di sostituire il Tornado e l’AMX con l’F35, mentre la marina vuole fare lo stesso per i propri Harrier:

Originariamente l’F35 avrebbe dovuto essere un vero velivolo multiruolo, come l’F16 o l’F/A18, con eguali capacità aria-aria e aria-suolo. Fin da subito, tuttavia, in molti dubitarono della cosa per via della velocità limitata a mach 1,5, ritenendola non idonea per il combattimento aereo; altri dubbi venivano dalla manovrabilità e dalla velocità ascensionale. Anche se il primo parametro è aumentato, si parla di mach 1,7, di fatto è venuto fuori che l’F35 è primariamente un aereo d’attacco, con capacità secondarie aria-aria. Poco male, l’Italia in quel settore è coperto dall’EF2000, ma qualcuno dovrebbe dirlo agli altri paesi che contano di mettere in linea un unico velivolo (Olanda, Danimarca, Norvegia).


Il programma F35 è andato avanti lentamente, tant’è che dopo 10 anni siamo ancora ai prototipi, con un sensibile aumento di costi anno dopo anno. Sono venute fuori, inoltre, magagne di ogni tipo relative alla elettronica, alle prestazioni non mantenute, a problemi strutturali e, persino, vulnerabilità nei confronti dei fulmini che, si sa, nei cieli in genere non ce ne sono. Un’altra perla la possiamo trovare nella riduzione delle capacità da stealth a “davvero poco osservabile (e fidati, daje!)” a “poco osservabile”. Il che è puro buon senso dato che gli americani non vogliono vendere l’F22 per via delle sue caratteristiche stealth e poi dovrebbero chiudere un occhio con l’F35? Suvvia.
Insomma, il programma non è affatto in buona salute. Ma al di là di questo, si può tranquillamente notare che l’F35 non è idoneo per le esigenze dell’AMI. Come si è già detto nel ruolo aria-aria l’Italia è più che coperta. Nel ruolo CAS, appannaggio dell’AMX, l’F35 è totalmente inadeguato. Il CAS è quello che si vede sempre nei film e consiste nello sganciare una bomba sulla testa di pochi soldati nemici. Per quanto si possa volere bene alla propria fanteria, è evidente la sproporzione di mandare aerei costosi e sofisticati a poche centinaia di metri dal suolo – se vuoi colpire qualcosa con i razzi o se vuoi mitragliare con criterio quella è la distanza – esponendoli al fuoco di un qualunque idiota armato di fucili, pistole, fionde. O, peggio, delle unità contraeree e dei missili terra-aria spalleggiabili. Il futuro, anzi, il presente di questo settore è dei droni. Piccoli, semplici, economici e di facile schieramento (un cannone, razzi e gli AGM-114 Hellfire contro velivoli) come i recenti conflitti hanno dimostrato.
E il Tornado? La cosa divertente è che il suo equivalente americano, l’F15E, non verrà affatto sostituito dal velivolo della Lockheed. In più l’F35 è un velivolo differente dal Tornado visto che manca del tutto la capacità di penetrazione a bassa quota (aka andare supersonici a 60 m di quota). Sull’autonomia ed il carico bellico siamo alla pura speculazione e non si sa bene che cosa possa fare l’F35 (tranne esplodere se colpito da un fulmire).
Nel caso specifico alcune considerazioni strategiche potrebbero aiutare a prendere una decisione. Negli attuali scenari militari basati sui conflitti asimmetrici, i velivoli di interdizione dedicati sono sprecati per la maggior parte dei profili di missione. All’orizzonte non compaiono minacce degne di questo nome. Contro chi dovrebbe combattere l’Italia nel prossimo decennio? La Slovenia e la Tunisia?
Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è meramente tecnologico. L’F35 dovrebbe rimanere in servizio per 30, 40 anni se non addirittura 50 anni. Considerato che dovrebbe entrare in servizio nella seconda metà di questo decennio, parliamo di una vita operativa che potrebbe superare il 2050! È da notare che i Tornado che sono entrati in servizio nei primi anni ottanta vengono descritti come logori ed usurati, ma stranamente, a quanto pare, questo non si dovrebbe applicare all’F35. Come se la caverà l’F35 contro velivoli russi o cinesi, progettati fra 10 o 20 anni, nel 2035? Tra l’altro questo discorso è valido anche per gli EF2000 o i F22.
Per la marina la situazione è più rosea dato che l’F35 si prospetta decisamente migliore dell’Harrier. Non che ci voglia molto dato che sotto molti aspetti l’Harrier è di poco migliore degli aerei che hanno combattuto la guerra di Corea. Ma a mancare totalmente è la possibilità di scelta: o quello o niente, non esistono altri velivoli a decollo verticale. Il che dovrebbe far riflettere sui problemi e sui limiti della tecnologia STOVL. Anche qui, in ogni caso, non è da escludere che i droni non possano essere una valida alternativa.
Che fare, allora? Francamente io aspetterei approfittando della mancanza di necessità dovuta alle attuali esigenze operative. I droni sono più che idonei e mal che vada si può ordinare un ulteriore lotto di EF2000 per coprire le missioni d’attacco più impegnative. In futuro, poi, si vedrà e se si dovrà versare il contante almeno si potrà comprare qualcosa già operativo e testato, e non prototipi di dubbia utilità bellica. Se ciò non fosse possibile, in ogni caso, ci sono altri velivoli d’interdizione decisamente più interessanti. L’F15E americano

E il Rafale B francese

Entrambi sono stati realmente impiegati in combattimento, dando ottima prova di sé. In più c’è anche il SU30 russo

Insomma, in ogni caso si potrebbe adottare una strategia ad interim: o gli EF2000 più i droni, o gli EF2000, i droni ed i Rafale. I SU30 e gli F15E, invece, potrebbero essere scelte temporanee: comprarli nel prossimo futuro (in una condizione economica migliore, magari) e tenerli in servizio per 15, 25 anni e poi vedere. Il Rafale B è un velivolo della generazione successiva e più costoso ed una sua scelta porterebbe ad una vita operativa molto più lunga, anche qui fino al 2050 o giù di lì.
Insomma, sia come sia di scelte ce ne sono. E, per dirla tutta, spendere 100 perché finora si è speso 10 è decisamente stupido. Così come sono infondate le lamentele dell’AMI o le azioni di lobbysmo delle case costruttrici. Quel che conta è affrontare le esigenze operative, non giocare col giocattolone di turno.

[1] Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_22/bersani-limitare-spesa-per-f-trentacinque-per-rilancio-economia_023824f6-64b7-11e2-8ba8-1b7b190862db.shtml.

Annunci

2 commenti su “F35: fabbricante di vedove o bara volante?

  1. Pingback: Quanto vale il partito dei professorini? | Charly's blog

  2. Pingback: L’F35: ho buttato 100 monete d’oro? E che diamine, vai con altre 100! | Charly's blog

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 gennaio 2013 da in cronaca con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: