Charly's blog

Sondaggi for dummies

Sfogliando i giornali o (metaforicamente) i telegiornali ci si può facilmente rendere conto del fatto che i sondaggi non sono affatto concordi fra loro. Nel caso delle elezioni politiche abbiamo rilevazioni effettuate nello stesso giorno che danno differenti percentuali allo stesso partito. Com’è possibile? Ieri a Porta a porta il noto intellettuale che risponde al nome di La Russa è sbroccato accusando i sondaggisti di agire al soldo del nemico- Ma è davvero così?
Provate a guardare questo video. Un tizio simil padano per atteggiamento e intelligenza è alle prese con la spesa in un negozio tedesco e la mena col fatto che i prezzi in terra teutonica sono molto più bassi a dispetto degli stipendi molto più alti. C’è un piccolo problema (oltre al fatto che gli stipendi teutonici non sono più alti): avete fatto caso alla composizione della spesa? Eccola: roba per l’igiene personale, integratori alimentari. Vi sembra la classica lista della spesa? No.
Signori e signore, ecco a voi un concetto nuovo e sorprendente: la rappresentatività. Se si vuole comparare i prezzi di due prodotti si dovrebbe prendere in esame la stessa tipologia. Siamo d’accordo che un Ferrari costi di più di una utilitaria e che sia giusto così, no? Possiamo ricavare, allora, che le auto italiane siano troppo costose? No, perché ci sono altre tipologie d’auto. Il discorso è valido anche per gli stipendi. Dubito che lo stipendio di Francesco Totti sia rappresentativo di quello di un operaio. Vino al vino, pane al pane: le mele si comparano con le mele, le pere con le pere.
I sondaggi sono a campione (perché diversamente non si può fare) e il suddetto campione deve essere adatto a rappresentare l’intero universo della popolazione. Per capirci: se a livello teorico in una popolazione x il fenomeno y si ripete per la quantità z, allora dovrebbe accadere lo stesso nel campione. È una parte del totale, ma rappresentativo del suddetto totale. Nella popolazione umana abbiamo due sessi, svariate professioni e svariati titoli di studio, nonché altre mille variabili. Ebbene, nei campioni rappresentativi devono comparire tutti questi elemento nella giusta quantità.
Quando frequentavo l’università (pochi anni orsono, eh) era quasi impossibile trovare un conservatore a scienze politiche, ma molto comune a giurisprudenza. Un eventuale sondaggio a campione basato su queste due facoltà avrebbe portato a percentuali totalmente differenti, all’opposto. Nulla di sorprendente, nessuna delle due facoltà è rappresentativa dell’intera popolazione. Viceversa nella popolazioni devono comparire sia quelli di scienze politiche sia quelli di giurisprudenza.
Vuol dire che, alla fine della fiera, in Germania i prezzi sono più alti? No, anzi, sono più bassi. Com’è attestato da qualcuno più capace del simil padano, tipo l’OCSE, in Germania i prezzi sono un pochino più bassi, il 2%, e non di certo 1/3 in meno:

E bravi i teutonici! Tralasciando il fatto che questo non compensa i poveracci che hanno stipendi da fame, non è affatto normale che un paese più ricco abbia un costo della vita inferiore. È la solita riprova della strategia mercantilista tedesca con il dichiarato obiettivo di metterlo nel culo agli altri. Amen, se il nostro amico padano non ci arriva peggio per lui.
Altro esempio. Su questo sito si contestano i sondaggi [1]:

Ho fatto un conticino, e se assegniamo a ciascuna forza il miglior sondaggio siamo ormai al 131% del corpo elettorale. Stiamo insomma importando elettori dall’estero, altro che astensione.
Ecco le ultime:
PD 42% (Piepoli)
Ingroia 10% (Terza primavera)
Monti 23% (Sole24Ore)
PDL 26% (Piepoli)
Lega 6% (SWG)
5 Stelle 19% (SWG)
Fermare il declino 5% (Spincon)

È la prova di un gombloddo dei sondaggi? No, guardate le parentesi: sono riportate le fonti dei sondaggi e sono differenti fra loro. Non si possono sommare perché si basano cu campioni differenti con percentuali differenti. Poi, ad essere pignoli, i sondaggi non si sommano né lo si dovrebbe fare visto che essendo rappresentativo è autarchico, se mi passate il termine.
I sondaggi, allora, non sono affidabili? Sì e no, dipende dall’utilizzo corretto della metodologia al netto delle ovvie difficoltà di tirar giù un campione rappresentativo. Possono essere utilizzati, in ogni caso, come arma politica per smuovere gli indecisi (l’effetto salire sul carro del vincitore). Per questo motivo la par condicio ne vieta la pubblicazione a ridosso della data delle elezioni.
Più in generale, i sondaggi rispondono all’esigenza umana di ridurre l’incertezza del futuro. Sotto quest’ottica i sondaggi e le serie statistiche sono pari all’astrologia. Immaginate di dover partecipare ad un’asta del fantacalcio. Come procedereste? Ovvio, guardando le statistiche. Se l’attaccante x ha finora segnato 5 reti è più attraente di quello y che ne segnati 3? No, perché non abbiamo nessuna certezza che il trend continui. L’attaccante x potrebbe concludere lì, mentre quello y potrebbe cominciare a farne a grappoli. Lo stesso vale per la borsa: non basta vedere l’andamento di un titolo per prevederne il futuro. Altrimenti saremmo tutti ricchi!
L’alternativa è quello di scegliere a caso. È preferibile, allora, puntare sul passato nella speranza di trovare qualche elemento che spieghi il presente. Se l’attaccante x ha segnato di più si potrebbe dedurre che l’attacco sia migliore con più possibilità di tirare a rete. Anche qui nulla prova che la cosa continui, ma si può assumere che ci sia uno o più motivi che potrebbero far sì che la suddetta cosa continui. Difficile? Oh beh, la vita è difficile. Specie se si ignorano i fondamenti della metodologia.

[1] Cfr. http://crisis.blogosfere.it/2013/01/sondaggi-politici-tutti-fasulli-siamo-al-150-degli-aventi-diritto.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2013 da in politica con tag , , .
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