Charly's blog

Argumenti: l’argumentum ad banalitatem

Fina dall’alba dei tempi si pose il dilemma su chi dovesse ricadere l’onere del comando. Archiviate le puttanate senza senso del diritto divino, di sangue o della legge naturale, si arrivò alla conclusione che ogni membro di una comunità dovesse prendere parte alla vita politica. Siccome la partecipazione diretta è valida solo su scala nanica, il sistema rappresentativo si basa sull’elezione di individui dotati delle capacità necessarie per le attività di Governo. Elezione, eletti: le parole stesse denotano il processo di selezione dei migliori.
Al sorgere della democrazia le oligarchie sostennero che il sistema non potesse funzionare per via della mancanza di capacità da parte del demos. Ad onor del vero le oligarchie non sono mai state tanto competenti, se non a parole. Anche ai giorni nostri le varianti post moderne delle oligarchie, le tecnocrazie, non hanno fornito migliore prova di sé come il caos globale ben dimostra [1]. La domanda, in ogni caso, è corretta seppur posta da una masnada di cialtroni: come si può decidere senza avere le competenze per leggere la realtà?
Si deve rilevare che nella democrazia rappresentativa per prima cosa si scelgono i candidati. Da qui le campagne elettorali basate sulla storia dell’individuo, la sua famiglia e vattela pesa. Questa strategia è particolarmente proficua per chi viene dal mondo imprenditoriale grazie all’isteria pro business tipica degli ultimi 150 anni. Se Mr. X porta al successo un’impresa vendendo pesce o chincaglierie sarà anche in grado di cavarsela col sistema sanitario, no? Uh, come no. Anche un simile candidato, tuttavia, deve parlare e rendere edotto il proprio elettorato su due punti: il sistema valoriale di riferimento e che cosa intende fare. I valori assolvono ottimamente il compito dato che sono a prova di scemo sia nell’elaborazione (i valori non si pensano, li si credono, specie quelli tradizionali), sia nella ricezione. Non ci vuole una mente sopraffina per capire “io credo nel valore di x”.
Il secondo aspetto, invece, desta maggior interesse: come far capire a delle zucche vuote che cosa s’intende fare? Il trucco consiste nel dire delle beneamate banalità con il tono di chi rileva grandi verità. Si dice il cosa, mai il come. E così tutti a dire che si punta ad una sanità efficace, una giustizia efficiente, eccetera, eccetera, senza mai evidenziare il come raggiungere un simile obiettivo. Tutti capaci a dire che bisogna andare sulla Luna, ma gradirei vedere i progetti dei vettori spaziali.
Le posizioni non sono fra loro uguali grazie ai feticci delle singole fazioni. Così i conservatori promettono sfracelli eliminando i sindacati, mentre i progressisti balenano un futuro prospero illuminando le menti di ipotetici cittadini desiderosi di abbeverarsi alla fonte della conoscenza targato Repubblica.
Non ci vuole molto a capire che delle scelte effettuate in simili condizioni non siano particolarmente felici. D’altronde basta guardare un talk show per rendersi conto che ogni sforzo volto ad inserire un minimo di cognizione di causa nei dibattiti subisce uno stop da parte del conduttore. Sono “noiosi tecnicismi che non interessano la gente”, dicono. Provate ad immaginare, allora, uno staff medico agire nella stessa maniera: vi fareste operare da costoro?

[1] Guardiamo in faccia la realtà: l’uomo non riesce a far fronte al mondo contemporaneo perché non è in grado di farlo. La mente umana si è evoluta nella savana, il mondo è un posto troppo grande. Visto che non si può tornare indietro l’unica alternativa è il post umanesimo con relativo aumento delle capacità umane.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 febbraio 2013 da in Argumenti con tag , , .
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