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Ipse dixit: Oscar&Silvio

Oggi parliamo di due persone un tempo amiche ed ora nemiche. Prima partiamo con lui, l’economista liberista con poco gusto nel vestire: Oscar Giannetto Giannino. Fra una privatizzazione e l’altra il nostro eroe propone anche di mettere a regime un’assicurazione contro la disoccupazione che garantirà un reddito fino a 4 anni [1]. O cielo, vuoi vedere che il Giannino mi è diventato socialista? No, si era già parlato del fatto che un sistema capitalista necessiti di sistemi di tutela contro la disoccupazione, pena il collasso, fra una riorganizzazione e l’altra del sistema produttivo, quello che viene chiamato volgarmente recessione. Per i nostri amici che si masturbano con la Scuola Austriaca dell’economia:

IL SISTEMA CAPITALISTA HA BISOGNO DEL WELFARE, PENA IL COLLASSO

Messi i puntini sulle i, è da notare che praticamente tutte le forze politiche in campo prospettano l’adozione del sussidio di disoccupazione universale e/o il reddito di cittadinanza. Si prevedono un’epidemia di suicidi e/o post rancorosi da parte degli austriaci (economici).
Tocca al buon Silvio [2]:

Noi non possiamo più competere all’estero, siamo stati autolesionisti. Nessuno tratterà più né con l’Eni, né con l’Enel né con Finmeccanica. La tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile ignorare la realtà. Pagare una tangente all’estero è un fenomeno di necessità. […] In Italia e in altre democrazie queste cose non esistono, ma inutile giudicare anche quello che accade in India. Questi sono assurdi moralismi.

Sai che novità, è sempre lo stesso Silvio che inneggiava al diritto naturale all’evasione durante un congresso della Guardia di Finanza. La frase di per sé è una puttanata pazzesca dato che le tangenti e la corruzione esistono anche nei paesi democratici e fra tutti proprio Silvio dovrebbe ben saperlo: è stata Tangentopoli a spianarti la strada, ingrato!
Nel complesso questa ed altre esternazioni di Silvio dovrebbero far riflettere su un punto: nel mondo della piccola imprenditoria e dei liberi professionisti raccoglie i voti a mani basse, pur sparando certe idiozie sulle tangenti. Perché?
Partiamo dalle piccole imprese. Stando alla teoria economica se si è in difficoltà per via della concorrenza ci si dovrà specializzare in un settore differente non coperto dal concorrente. Se i cinesi occupano il settore manifatturiero a bassa tecnologia non hanno interesse nell’occupare altri settori, fra tutti quello hi-tech. Le imprese italiane del mitico Nord-est occupano, in genere, il settore che soffre il dinamismo cinese: tessile, meccanico, eccetera. Ironia della sorte, un tempo erano loro i cinesi specializzati in quel segmento produttivo. Non possono, però, cambiare per via della loro natura: le imprese italiane sono piccole, poco capitalizzate e a bassa tecnologia, senza contare un management preistorico. Stretti fra la concorrenza cinese e l’impossibilità all’evoluzione, non rimane che modificare le condizioni ambientali violando la legge: da quelle sulla sicurezza sul lavoro al fisco, da quelle sulle assunzioni (le celebri dimissioni già firmate per le donne) ai contributi previdenziali.
Per quanto riguarda i liberi professionisti si deve tener conto dell’assenza degli ammortizzatori sociali. Con la P.IVA non sai quanto guadagni il mese successivo e l’unica cosa certa è un’aliquota fiscale folle. Da lì viene l’impulso di tutelarsi a modo proprio, piegando o rompendo la legge.
Promettere legalità a questi segmenti elettorali, allora, vuol dire poco specie se si considera che lo Stato è il primo a violare la legge, specie nei pagamenti. In molti sguazzano nell’illegalità, sia essa piccola o grande, perché ne hanno necessità, non per altro. Così facendo, tuttavia, si espone il fianco all’ illegalità: l’incertezza del diritto è a proprio vantaggio nel caso dell’evasione fiscale, ma a proprio detrimento se si viene truffati o si sollecita un servizo/pagamento.
Il PD è totalmente deficitario a livello strategico. Già partono con persone prevenute nei confronti della politica – non si deve dimenticare che il voto a Silvio è una delega in bianco e nulla più – e, in più, non si può far altro che risolvere i molteplici problemi con svariate misure dispiegate all’unisono:

_ leva sul fisco
_ burocrazia
_ diritto
_ sinergia col mondo universitario per fornire la ricerca che le aziendine non possono fare

E, in ogni caso, non basterebbe. Molte aziendine sono destinate a fallire e, ovviamente, chi ha investito la propria vita in un grigio capannone di periferia questa cosa qui non la vuole proprio sentire. Povero Bersani, non vorrei proprio essere al suo posto.

[1] Cfr. http://www.termometropolitico.it/32794_oscar-giannino-assicurazione-contro-la-disoccupazione.html.
[2] Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_14/berlusconi-pagare-tangenti-fenomeno-di-necessita_d337005c-767a-11e2-bad5-bab3677cbfcd.shtml.

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Un commento su “Ipse dixit: Oscar&Silvio

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Questa voce è stata pubblicata il 15 febbraio 2013 da in economia con tag , , .
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