Charly's blog

Ma la democrazia è il Governo dei migliori?

Devo dire che mi sto godendo appieno queste bellissime elezioni politiche. Danziamo sul filo del caos (che diverrebbe rapidamente caos globale) e il piddino medio è sull’orlo di una crisi di nervi di dimensioni epiche. Sapete com’è, loro sono l’Italia migliore e il paese spetta loro di diritto. Salvo poi essere battuti a più riprese da due clown. Come disse Cacciari (un altro buono, eh) [1]:

Hanno sottovalutato l’avversario?
Di più, peggio! (il tono cresce ancora, notevolmente) Sono delle teste di cazzo! Loro sanno tutto, loro capiscono tutto. Loro possono insegnare tutto a tutti. Mentre gli altri sono dei cretini.

Avete presente quando l’alcolista si rende conto di avere un problema? Ecco, quella roba lì. Stando al piddino il grillino medio è incompetente e inesperto. Che deve fare, allora, il suddetto incompetente e inesperto? Affidarsi al giudizio della persona competente ed esperta. Certo, il piddino non arriva a sostenere che sia lui cotanta persona ma poco ci manca. Il più smaliziato fra voi noterà che non è altro che la variante post moderna della critica alla democrazia tipica delle aristocrazia, come ben rappresenta il Pseudo Senofonte. A cambiare è che non si sostiene il governo dei migliori, ma una sorta di primato fra pari.
La cosa divertente è che molti posizioni del M5S non sono altro che la stessa fuffa del PCI di pochi decenni orsono con un nome differente. Sia come sia: la posizione piddina è corretta?
Per prima cosa dovremmo prendere in considerazione quali conoscenze servano e siano richieste in ambito politico. Una rapida perlustrazione ci fornisce la risposta: scienze politiche, economia, sociologia, psicologia, la tanto bistratta scienze della comunicazione. Che dire allora al capitan spocchioso che esce da MFN, dal Politecnico, da informatica o da medicina? Questo:

SILETE!

E con questo mi sono levato la soddisfazione di mandare al diavolo tutti i capitan spocchiosi di questi anni. La vostra opinione vale come quella di un semianalfabeta che si firma con una x, cari miei.
A questo punto il capitan spocchia se ne esce con “eh, ma serve la nostra conoscenza tecnica”. No, vedete che non capite un accidente? La politica non è altro che la definizione, tramite dibattito politico, dei cosa non dei come. Si può discutere se la sanità debba essere pubblica o meno, non di come riorganizzarla. Avete mai assistito ad un dibattito che entra nei dettagli della questione? Certo che no, sono i noiosi dettagli che non interessano alla gente come sono soliti dire i giornalisti. E non mi venite a dire che un medico solito diagnosticare meteorismo ai bambini sia la persona più adatta a tirar su un ospedale. Io punterei sul manager di un fast food, piuttosto.
D’altronde questo discorso vale per il CEO di un’impresa o un generale. Entrambi predispongono il piano, non l’esecuzione nel dettaglio. Il CEO può puntare sull’informatica ma magari non riesce manco ad accendere il pc. E credete che Eisenhower, l’organizzatore dello sbarco in Normandia, abbia realizzato nel dettaglio il servizio latrine?
L’altro elemento in ballo nelle elezioni sono i valori. Si può facilmente smontare le balle degli austriaci (scuola economia, di) sul welfare, ma la cosa cambia poco. Sono contro il welfare per principio ed in quanto tali ermetici alle evidenze di tipo empirico. Lo stesso vale per chi sostiene la tradizione, a meno che non sia un fanatico del turbo capitalismo perché, allora, è solo un povero coglione.
Questo giochino spiega anche come mai il nucleare risulti perdente. In caso di dibattito il nuclearista non fa che citarti i megawatt o la megacippa, senza proporre altro. Il contrario porta i disastri ambientali ed il sogno di un futuro basato sull’energia verde. Da una parte i numeri, dall’altra il sogno. Chi volete che vinca? È da notare che nelle puntate de i Simpsons abbiamo una splendida narrazione a favore dell’atomo. In uno dei tanto video satirici che costellano la serie, infatti, si può apprezzare la campagna pro plutonio come un inno al progresso. L’energia nucleare ci permetterà di fare di più con meno, prendere il razzo per la Luna e mollare il pupo alla balia robot. Va da sé che questa narrazione sia logora perché il progresso è arrivato e nessuna promessa è stata mantenuta. Niente spazio, niente robot, niente riduzione del lavoro (anzi) [2]. Però è così che si fa!
In ambito politico Berlusconi ha una narrazione, Bersani no. Silvio non è altro che Dallas mal compreso dagli elettori. Il self made man, poco Stato, poche tasse, individualismo, bauscia a gògò. Certo, sono tutti liberisti col portafoglio degli altri è gli stessi beoni di Dallas vogliono anche tutele (le corporazioni) o il protezionismo (le aziendine), nonché le tradizioni e i ricordi d’infanzia tipo la famiglia Mulino Bianco e l’oratorio. Bersani, invece, non ha nulla di tutto questo. Parla di un po’ di civismo e propone misure in ordine sparso. Sul campo economico promette la liberalizzazione ma poi sul sociale non completa la distruzione della tradizione insista nel turbo capitalismo. Persino Grillo narra qualcosa: rifiutare o, meglio, ricalibrare la modernità su base dell’individualismo nei costumi ma coniugato al sociale nell’economia. Contradditorio? Perché, quante storie coerenti e logiche esistono a questo mondo?
Se servono le conoscenze durante l’operato di Governo ci si potrà affidare alle figure tecniche preposte. Credete che la Bossi-Fini sia opera di questo trust di cervelli? No, sono andati da personale tecnico competente e hanno dettato le linee guida. Per questo motivo il diritto come disciplina è borderline se comparata a quelle richieste nel dibattito pubblico. Saperne è un bene, ma si può sempre chiedere una consulenza dopo. Il fenomeno ha un lato positivo perché permette di moderare i sogni con la realtà e, come tutti sanno, la realtà è una severa maestra.
Si dirà che il processo sia sbagliato, ma nel caso ripeto: silete! Più in generale, se si vuole modificare la situazione per forza di cose bisogna intervenire sul sistema educativo rimuovendo le poesiole a favore delle materie richieste. Anche le scienze delle merendine naturali non ottengono una migliore performance. Il dibattito politico può ignorare la termodinamica, non la teoria della aree valutarie ottimali.
Morale: perorare la competenza in materia dona il potere a me ed a quelli come me (yeah!), ma la cosa finisce lì. Già la teoria del democrazia attesta che nel dibattito pubblico si dovrebbe dar peso a chi ne sa a detrimento di chi non sa, permettendo alla cittadinanza di farsi un’idea in merito. Ma perché non avviene? Vi rigiro la questione: come mai questa crisi dell’esperto non avviene al di fuori della politica? Se si vuole imparare a guidare si va dall’istruttore, se si sta male dal medico. In ambito politico, invece, niente di tutto ciò. Il motivo è semplice: gli esperti sono impotenti. Il Governo Monti è stato uno splendido esempio della vanità dei soloni che sui quotidiani sparano ad alzo zero, ma che poi non sono stati in grado di fare alcunché. Un altro esempio viene dalla scarsa performance generale degli economisti (si veda l’austerity ed i suoi effetti), non tanto perché sono scarsi di loro ma per via dell’enorme potere di cui possono disporre. Possono molto, ricavano poco. I motivi sono due. Per prima cosa la specializzazione in un campo fa perdere di vista il resto. I citati economisti, ad esempio, blaterano di mobilità dei fattori per quanto riguarda le risorse umane, dimenticando del tutto la scarsa propensione all’universalità tipica degli esseri umani (aka “non vogliamo gli immigrati”). Non vedono il problema perché non studiano la questione: merci, soldi, persone, stessa cosa, ih.
Il secondo è ben più rilevante motivo è dato dalla complessità crescente del mondo. È inutile girare intorno al punto, una mente evolutasi per questo

Siamo nati qua.

Siamo nati qua.

Non può poi passare a questo come se nulla fosse.

Moriremo qua?

Moriremo qua?

Per quanto uno sia bravo, lo sarà in pochi campi limitati perdendo di vista la globalità della questione. E senza garanzie di infallibilità nel proprio campo. Il Tony Stark che progetta da solo un’armatura in tutte le sue componenti (metallo, informatica, elettronica, energia) è pura fantasia. Il mondo è diventato troppo complesso ed è totalmente sfuggito di mano. Da qui entra in gioco il trans umanesimo, l’idea di trascendere i limiti umani grazie alla tecnologia. In poche parole diventare super: forti, veloci, intelligenti, magari immortali. Anche qui si ripropone il solito giochino: la tecnica può dare il come, la capacità di farlo, ma il cosa, se farlo o meno, tocca la sfera dell’etica. Se volete la mia opinione l’umanità sarà costretta a potenziarsi, pena il disastro (economico, ambientale, sociale), ma ci gioco quello che volete che in molti si opporranno, specie i religiosi.
Ne consegue che l’unica differenza fra un Governo di competenti ed uno di incompetenti è che il primo riesce a deliberare norme del tutto inutili nell’impattare la situazione, il secondo neppure quello. La globalizzazione al riguardo è la tomba della democrazia. Lo Stato è essenziale per le attività economiche ma questo non vuol dire che si debba stare tutti assieme. L’area economica x ha bisogno dei servizi, ma può fregarsene di quella y. Che lo Stato si chiami Italia o Padania nulla cambia. A livello sociale si sta formando una superclass, un élite dotata di capacità analitiche, conoscenze specialistiche, similarità nei gusti e nei consumi, propensione alla mobilità. Se il super studioso ha più in comune con il superstudioso del continente differente, perché dovrebbe curarsi di questa gente qui?

Noi siamo tutto ma non abbiamo e non avremo niente.

Noi siamo tutto ma non abbiamo e non avremo niente.

L’ascesa dei movimenti di protesta viene dall’onda lunga della complessità del sistema. E del fatto che si sono svegliati e si sono resi conto di essere carne da cannone. Berlusconi dice a questa gente che senza lo Stato possono essere come lui, Grillo manda a fanculo il processo. Bersani, invece, biascica.
Il piddino dovrebbe dolersi meno del voto ed interrogarsi di più sul proprio fallimento. Che cosa offre il PD all’elettorato? Boh, non si sa. Non per dire, ma Grillo ha battuto le piazze, Bersani neppure le televisioni. E, poi, un’altra cosa. Se caro piddino sei “studiato” e con agganci internazionali, perché perdi tempo con gente che ti disprezza? La conoscenza è potere, ma non è gratis. Ricorda di Odino: il dio norreno cede un occhio in cambio della sapienza. La chiave di comprensione del mito è che il sapere lo si suda. Perché lo dobbiamo condividere con i morlocchi che ci deridono?

Il Quarto Stato. Quello vero.

Il Quarto Stato. Quello vero.

Ma su questo punto tornerò in futuro.

[1] Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/26/elezioni-cacciari-commenta-risultati-sono-teste-di-cazzo-era-meglio-renzi/513648/.
[2] Vale anche per il capitalismo. La produzione è aumentata, l’orario di lavoro no e con esso il suo potere d’acquisto. Qualcosa non va, che dite?

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2013 da in politica con tag , , , , .
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