Charly's blog

A morte il dipendente pubblico!

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento d’odio nei confronti dei dipendenti pubblici da parte dei privati (tutti, ovviamente, capitani d’industria e geniali innovatori… da tastiera). In pratica li si accusa di ogni male, dal buco dell’ozono al disastro delle squadre italiane nelle coppe di calcio europee, senza dimenticare le classiche accuse di non fare niente e di mangiare a spese degli altri. Nessun problema, dico, non fanno nulla e mangiano a sbafo? E perché non vi arruolate nell’Esercito Italiano? Ah, non ridiamo più, eh? Senza contare che i dipendenti pubblici hanno in media uno stipendio molto più basso dei privati (si pensi al docente laureato con abilitazione vs operaio specializzato con diploma) e non possono evadere il fisco (i passi in fuga che sentite sono quelli dei piccoli commercianti).

Ma si sa, i capitan livore nostrani non guardano i dati statistici e, allora, uniamoci a loro: via i dipendenti pubblici! Tutti, senza eccezione: scuola, sanità, amministrazione, esercito, forze dell’ordine, pensioni, servizi. Abbiamo già visto che i dipendenti pubblici in Italia sono poco meno di 3,5 milioni, mentre lo stipendio dell’italiano medio impiegato nel privato si assesta a meno di 1.300 euro [1], con un lordo nel migliore dei casi di 1.800/1.900. Ne risulta che ogni cittadino finanzia con 500/600 euro al mese tutti i servizi di cui sopra. Adesso che abbiamo fatto fuori il pubblico, allora, l’italiano medio è in grado di pagare ogni servizio di tasca sua (sanità, scuola, giustizia, forze dell’ordine, forze armate, spese amministrative, pensioni) con questo budget? La risposta è no.

Senza parlare dei pensionati. In Italia la metà dei pensionati non arriva ai 1.000 euro, ma al di là di questo non si vede chi fornirà loro le pensioni in caso di abolizione dell’ente previdenziale. I privati? Ah sì? E con quali versamenti effettuati nel corso degli anni? Quel dinero è finito allo Stato. In più i nostri vecchietti generalmente non pagano le prestazioni mediche (esenzioni E o C) anche se erogate da enti privati convenzionati. In un sistema del tutto privato, invece, si paga tutto. Per la cronaca, al 2012 – anno in cui ho lavorato nella sanità privata – la visita costava 23,10 euro col ticket, 70 privatamente. Morale? Con una sanità privata buona parte degli italiani si ritroveranno a spasso, con somma gioia dei medici costretti a fare i procacciatori d’affari.

Queste considerazioni portano dritti dritti ad un taglio selettivo dei servizi forniti dallo Stato. Ad esempio il sistema scolastico prende 1/3 del personale pubblico. Ipotizziamo che se tagli 1/3 dei dipendenti avrai indietro 1/3 delle tasse (200 euro al mese). Un bel regalino per chi non ha figli, un disastro per gli altri visto che non possono permettersi neppure quella spesa. D’altronde esistono già le scuole o la sanità private ma non si fa ricorso a questi istituti. Come mai? Ovvio, mancano i soldi per farlo.

La retorica della maggiore efficienza del settore privato contro quello del pubblico non solo è una balla, come la Crisi ben dimostra, ma è pure impraticabile. Il sistema pubblico offre un servizio a dispetto della capacità di pagarlo, cosa del tutto impensabile per quello privato. Li volete i pompieri che vi chiedono l’estratto del conto in banca prima di spegnere l’incendio? La questione, allora, non è fra avere il servizio di tipo x o y, ma se averlo o meno. Specie per i nostri simpatici vecchietti.

La cosa, inoltre, è rischiosa se si considerano le forze armate. I cosiddetti contractors non sono altro che i vecchi mercenari di un tempo. La storia ben dimostra l’astuzia di fare affidamento su di loro, insieme alla logica. Se vi pagano con 10 per fare la guardia a 100, cosa vi impedisce di prendere con la forza il tutto? Perché chiamate altri mercenari? Wow, se avete problemi con una volpe che fate, chiamate un leone? Fuuuurbi.

Capita la scemenza della cosa rimane da appurare il motivo di tanto astio. Nulla di nuovo, è il solito meccanismo del capro espiatorio. Avete dei problemi? No problem, è colpa di qualcun altro: le streghe, i giudei, il dipendente pubblico. In più si aggiunge l’argomento “mors mea mors tua”. Tutte le persone che hanno un lavoro di merda nel settore privato (buona parte) invocano lo stesso trattamento per quelli del pubblico invece di prendersela con chi li mette in quelle condizioni. Vogliamo eliminare il tempo indeterminato nel pubblico? Va bene, ma allora bisogna alzare gli stipendi ai livelli del privato visto che il rischio lo si paga con maggior denaro. Dite che non lo fanno col privato? Ah, capito: mors mea…

Nel caso della politica questa retorica serve a smantellare il welfare e insegue un obiettivo di suprematismo sociale: un nuovo feudalesimo. Solo che a dar la legittimazione non è il deus vult, ma lo sterco del demonio.

Per gli idioti: sono d’accordo che il pubblico non sia impeccabile, ma di chi è la colpa? Se il piano di battaglia è disastroso chi è il responsabile? Il generale o il soldato in prima linea?

[1] Ovviamente è un media. In caso di commenti stupidi al riguardo casserò senza pietà.

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9 commenti su “A morte il dipendente pubblico!

  1. magiupa
    26 aprile 2013

    mai stato a favore della sanità privata,ma neppure dell’assistenza pubblica,credo che definire le cose con i suoi estremi sia fuorviante e disonesto….ed il dipendente pubblico non evade sul suo stipendio….è vero,come potrebbe?

    • Charly
      29 aprile 2013

      Il sistema sanitario è:

      _ totalmente pubblico (solo nell’Unione Sovietica);
      _ totalmente privato;
      _ misto con prepoderanza pubblico (sia l’Italia, sia la Svezia)
      _ o nulla

      Il discorso vale anche per gli altri settori. Si dovrebbe fa notare, allora, che se si taglia il pubblico in molti non avranno i soldi per accedere ai servizi. In quanto figlio di un operaio, per la cronaca, senza una scuola pubblica con tutta probabilità non sarei andato oltre la 5° elementare, forse la 3° media.

      • magiupa
        29 aprile 2013

        devo fati notare che lo stato deve garantire l’istruzione,la sanità,i servizi in genere,a parità di costi per lo stato è indifferente se il servizio è prestato da pubblico o privato,dai contro ai mostri ideologici del liberismo,e hai ragione,ma il problema è amministrativo,per nulla ideologico.

      • Charly
        29 aprile 2013

        Lo Stato deve garantire l’istruzione e la sanità? Hai appena fatto venire un coccolone al liberista puro&duro.
        Se il servizio viene erogato dal privato ma paga lo Stato nulla cambia: i soldi li mette la collettività. Ad esempio ho lavorato nella sanità privata convenzionata dal pubblico: i soldi li metteva lo Stato anche se il servizio veniva erogato dal privato. In quest’ottica non cambia nulla né nei servizi né a livello di tasse, ma io ho parlato di un sistema totalmente privato con relativa riduzione degli oneri fiscali. Morale: i soldi guadgnati non permettono il godimento dei servizi.
        In ogni caso questo meccanismo è meno che perfetto. I corsi per riqualififcare i disoccupati da parte degli enti privati sono finanziati dal pubblico ma non servono a nulla.

      • magiupa
        29 aprile 2013

        il liberista duro e puro deve morire,è quello che predica,è quello che merita.
        non sono contro il pubblico a prescindere,ma non amo il pubblico a prescindere,sono convinto che l’economia la faccia lo stato,ma non è auspicabile che la faccia come voto di scambio,deve rispettare regole di profitto ed efficienza,dove il profitto non è necessariamente l’accumulo di capitale,e l’efficienza è l’equilibrio migliore tra esigenze sociali e esigenze di bilancio.
        in materia di servizi,l’interesse dello stato non può essere subordinato ad interessi corporativi,di cui,mi dispiace dirtelo,nel pubblico sono maestri,ciò non toglie che nel privato ,in Italia,abbiamo portato gli interessi corporativi a dominare sulla politica,ma se il mal comune basta ad assolvere il pubblico dalle sue magagne non se ne esce.
        a proposito:
        “Se il servizio viene erogato dal privato ma paga lo Stato nulla cambia: i soldi li mette la collettività.”
        devo darti ragione,ed avvertirti,che se tutto quello che è in qualche modo finanziato dallo stato è pubblico,sono poche le imprese,in Italia,che possano dire di essere privato,inoltre,estendendo il ragionamento,potrei dire che anche un servizio erogato dal privato e pagato dal privato è pagato dalla collettività,a meno che non mi dimostri che è possibile addebitarlo ai marziani.

      • Charly
        30 aprile 2013

        La mia palestra è privata e non prende soldi in nessun modo dallo Stato.
        L’efficienza del servizio pubblico è una cosa, ma io parlavo del fatto che senza il pubblico in molti non hanno servizi e che la dicotomia pubblico/privato è falsa.

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  3. Paolo
    8 novembre 2013

    E le tasse che paghi ogni santo mese e l’IVA? quelle non le consideri sull’impatto che il costo dei maiali pubblici ha sulle tue tasche?

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 aprile 2013 da in società con tag , , , .
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