Charly's blog

Achtung, disokkupationen!

Il popolo italiano, si sa, ama fare il ct della nazionale di calcio ogniqualvolta si presenta l’occasione. Sapete com’è, non sono richieste né conoscenze specifiche né esperienze pregresse in ambito sportivo per dare del cretino a gente che di calcio vive. Negli ultimi tempi si è diffuso un altro vizio: ognuno è convinto di poter fare il Ministro dell’Economia con delega particolare alla disoccupazione. Ne è testimonianza la miriade di scemenze profferite dai più, poco più di un sermone moralista, quale che sia il livello di studi. La solfa è nota: i giovani, tutti laureati of course, non hanno più voglia di lavorare, i lavori manuali, non ci sono più le mezze stagioni.
Bene, procederemo in un modo rivoluzionario nel belpaese: guarderemo i dati statistici dell’Istat [1]. Chi è che diceva “informare per deliberare”? I dati più recenti risalgono a marzo è vedono 2.890 disoccupati. A febbraio, invece, eravamo messi così:

_occupati: 22.739.000, pari al 56,4%;
_ disoccupati: 2.971.000, pari al 15,6%;
_ inattivi disposti a lavorare: 2.075.000;

Questi dati, tuttavia, dicono poco. Per un maggiore dettaglio bisogna usare quelli relativi all’ultimo trimestre del 2012, con dati espressi in migliaia. La situazione all’epoca era leggermente peggiore con 2.988 migliaia di disoccupati [2].
Partiamo dalla disoccupazione giovanile. Convinti che i disoccupati siano in maggioranza giovincelli? Sbagliato. Per l’Istat i giovani sono le persone comprese nella coorte d’età 15-24 e sono 647.000 unità. Mai stata una cima in matematica, ma mi pare che voglia dire che le persone in quella fascia d’età non arrivino al 25% del totale. In pratica sono la minoranza. Dite che è un trucco retorico perché anche a 25 anni si è ciovvani? Bene, andando avanti, si scopre che la disoccupazione under 35 è pari a 1.551 unità, quella over 35 è pari a 1.437 unità. I due dati sono quasi pari e, a spanne, saranno un 52% il primo e un 48% il secondo. Sapete com’è nel mondo civilizzato a 30 suonati sei un adulto che veleggia versa la mezz’età, non dei ragazzi.
Ecco scoperta la prima balla: la disoccupazione non è interamente giovanile, anzi. Gli under 24 sono un minoranza, quelli under 35 sono leggermente superiori a quelli over 35. Ecco in dettaglio per coorti d’età:

15-24 = 674.000;
25 -34 = 877.000;
35-44 = 707.000;
45-54 = 541.000;
55-64 = 180.000;
65 + = 9.000;

Vi chidete come mai il tasso di disoccupazione sia, allora, così elevato? È solo una questione di calcolo. Il tasso di disoccupazione si calcola così:

persone che cercano/ forza lavoro x100

Esempio: con un collettivo di 100 e 90 disoccupati abbiamo un tasso di disoccupazione pari al 90% (90/100 x 100= 0,9 x 100 = 90%). Con un collettivo di 1000 e con 300 persone a spasso il tasso è pari al 30%. Il tasso, ovviamente è inferiore, ma il numero di disoccupati del secondo caso è di molto superiore al primo. Il collettivo dei giovani è minore sia per via del fatto che la maggioranza sono impegnati nello studio, sia per un mera minoranza numerica (fra i 15-24 anni ci sono molte meno persone che fra 24-65, no?). In più la loro posizione sul mercato del lavoro è più debole perché privi di esperienza o perché meno tutelati rispetto ai più anziani.
Passiamo ai titoli di studio. Che vi raccontano i media? Che i disoccupati sono tutti laureati schizzinosi che vogliono il lavoro d’ufficio. Come no. I disoccupati con una laurea under 35 non arrivano a 200.000, quelli di tutte le età superano di poco le 300.000 unità. In rapporto ai disoccupati totali abbiamo meno del 7% nel primo caso, il 10% nel secondo. Ripeto, mai stata una cime in matematica, ma mi pare che il 7 o il 10% sia una minoranza.
In sintesi il tasso di disoccupazione espresso in migliaia:

licenza elementare: 213;
licenza media: 1.132;
diploma: 1.332;
laurea e post laurea: 311;

I non laureati a spasso, allora, sono giusto giusto più di 2,6 milioni. E scommetto che prima o poi arriverà l’idiota di turno a sostenere che per essere occupati è meglio avere la licenza elementare e più di 65 anni. Va da sé che se hai 45 anni e sei disoccupato perché la fabbrica ha chiuso, mica rifiuti di fare il super artigiano, nevvero? Ma pensa un po’ te, la cosa del choosy era una puttanata pazzesca. Magari un giorno questi fessi s’imbatteranno nella scoperta di una cosa chiamata job description.
Sempre procedendo con un confronto numerico, le posizioni lavorative mancanti sono comprese fra le 50.000 e le 100.000 unità a seconda del periodo dell’anno. Ma se i disoccupati sono quasi 3 milioni e più che ovvio che il problema non è il mismatch, fra la domanda e l’offerta di lavoro, ma una mera mancanza di posti di lavoro. Fra l’altro, se guardate con attenzione fra i posti vacanti non abbiamo solo l’artigianato, poche migliaia di unità, ma pure i/le commessi/e. E secondo voi è meglio lavorare in fabbrica che fare la commessa? Certo è che se la commessa la vogliono così

Esser choosy o avere un paio di tette? Questo è il problema.

Esser choosy o avere un paio di tette? Questo è il problema.

È un’altra questione. Ma che volete, meglio abolire i fatti per non disturbare le opinioni.

[1] Cfr. http://dati.istat.it/?lang=it.
[2] 2.998 migliaia equivale a 2.988.000.

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2 commenti su “Achtung, disokkupationen!

  1. fausto
    1 maggio 2013

    Molto bello.

    • Charly
      1 maggio 2013

      Thanks.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 1 maggio 2013 da in economia con tag , , , , .
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