Charly's blog

Recensione film: Sucker punch

Devo dire che Zack Snyder è un regista quantomeno controverso: si tratta di un venditore di fuffa ben curata a livello estetico o di un regista coraggioso con le proprie idea e con una precisa poetica? Con opere quali 300 e Watchmen il giudizio non può che essere sospeso visto che si tratta di trasposizioni molto fedeli di fumetti e graphic novel. Con Sucker punch, invece, abbiamo un’opera originale ideata da Snyder. Ed ecco a voi la recensione.

Siamo negli anni ’60 e una giovane donna soprannominata Babydoll si ritrova rinchiusa in un manicomio. Il patrigno è riuscito a darle la colpa per la morte della sorella e progetta anche, in un crescendo di simpatia, di farla lobotomizzare. La protagonista, tuttavia, slitta in un piano esistenziale differente: è appena arrivata in una sorta di bordello/prigione. Dopo un’ulteriore slittamento in un’altra realtà – della serie Inception mi fa un baffo – la protagonista parte alla ricerca di 4 oggetti per ottenere la libertà. Qui i piani di realtà si mischiano: gli oggetti si trovano nella realtà e vengono ottenuti con l’aiuto delle altre ragazze (mentre Babydoll distrae le persone ballando…), ma allo stesso tempo le ragazze combattono in un’altra dimensione. Si tratta di campi di battaglia immaginifici, alla 300, dove robot, mostri, zombie e nazisti si mischiano in un crescente di computer grafica e spettacolarità. Si sbaglia, tuttavia, chi si aspetta uno stanco ripetersi scena dopo scena. Al 2° furto il cattivo fiuta la trappola e parte la classica strategia per questo genere di film. Dalla rottura del gruppo, alla scoperta, al sacrificio.

Da segnalare il colpo di scena finale, se così lo si vuole chiamare, con relativa morale.

Che giudizio si può dare? L’idea che la trama non esista è falsa, vero è che si tratta di un film un po’ particolare con più piani di realtà che si mischiano fra loro. I personaggi sono appena abbozzati e sembrano delle sagome di cartone, ma fanno il loro. L’azione è spettacolare anche se alla lunga si nota un po’ di ripetitività, la fotografia è semplicemente fantastica. Il doppiaggio italiano è un po’ straniante, la musica molto buona. Per certi versi sembra un 300 declinato al femminile, anche se le fanciulle sono molto più vestite degli spartani.

Morale: Snyder o lo si ama o lo si odia. Nel dubbio è meglio non spendere soldi e guardare il film in televisione.

Voto: 6. Da passaggio televisivo

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Questa voce è stata pubblicata il 3 luglio 2013 da in recensioni con tag .
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