Charly's blog

Recensione film: Pacific Rim

Il primo impulso che ti viene dopo la visione di Pacific Rim è quella di evidenziare tutte le falle logiche che si presentano durante la proiezione.

Tanto per dire:

_ non ho riconosciuto i modelli, e magari non esistono, degli elicotteri che trasportano i robottoni, ma è evidente che qualcosa non quadra. Il CH47 solleva più di 10 tonnellate [1], ma è fuori discussione che 6 elicotteri riescano a sollevare e trasportare un robottone alto come un grattacielo;

_ i dinosauri non avevano due cervelli! Tra l’altro quello che avevano non funzionava un granché, visto che il loro QI era compreso fra quello di un coccodrillo e quello di un tacchino;

_ la stessa idea dei robottoni è dubbia. Il primo mostro venne abbattuto dal fuoco coordinato di carri armati e aerei e per quanto le perdite possano essere pesanti (a rigor di logica nulle per gli aerei: se sparo una GBU28 bunker buster  [2] da 5.000 metri di quota non mi pinzi mica, eh) il costo materiale è inferiore a quello di un robottone. In ogni caso ci sono i droni e si può combattere senza subire perdite umane;

_ il design dei robottoni. È piuttosto vario, ma in genere è liscio. Un po’ come una corazza a piastre

 

Ma è una cosa poco furba. La corazza suddetta è liscia e bombata per far scivolare i colpi delle armi bianche. Ma in uno scontro a mani nude e con le zanne sarebbe molto più idoneo una corazza come quella dello Shrike dei romanzi Hyperion.

 

Un fiorire di lame in grado di danneggiare l’attaccante;

_ i robottoni hanno l’insensata tendenza a combattere in ambienti acquatici nei quali i mostri sono visibilmente a loro agio. Portarli sulla terraferma no, eh?

Ma, ehi, sapete cosa? Esiste la trama con le sue necessità. D’altronde se vuoi girare un film che vede robottoni combattere contro mostri giganti qualche licenza poetica la devi pur prendere. Allora, uno spiegone iniziale ci introduce alla storia: nel mezzo del Pacifico si apre una porta dimensionale dalla quale escono mostri giganti, chiamati Kaiju, il cui unico intento è distruggere tutto. Per fronteggiarli vengono costruiti gli jaeger, colossali robot che possono essere manovrati solo tramite la connessione neurale di due piloti. All’inizio i robottoni macellano i mostri, ma quest’ultimi si adattano e cominciano a diventare sempre più grossi e pericolosi. Si arriva al punto che vengono persi più robottoni di quanti se ne possa costruire. Alla fine il mondo politico, ovviamente ottuso da miglior tradizione filmica americana, decide di abbandonare il progetto dei robottoni per costruire un muro lungo millemila km che copre tutte le coste che danno sul Pacifico. Quale sia la logica di fermare mostri, in grado di buttare giù un grattacielo con una carezza, con un muro francamente sfugge.

E qui troviamo il nostro protagonista. Ex pilota di jaeger, il nostro eroe viene reclutato dall’ex comandante del progetto jaeger per tentare un ultimo disperato attacco alla faglia dimensionale con gli ultimi robottoni rimasti: uno russo, uno cinese, uno australiano e uno americano. Che detta così sembra una barzelletta…. Ovviamente si tratta della solita solfa del percorso dell’eroe a stelle e striscie. Dalla gloria alla caduta, dalla caduta alla nuova gloria. I politici sono degli inetti e solo i militari sanno cosa fare; i scienziati sono buffi ma ogni tanto a qualcosa servono. E così, scontro dopo scontro, si arriva alla missione finale a pochi metri dalla faglia…

Il giudizio, infine, del film: wow! È vero, la trama non è originale e non ci si può aspettare poesia da un blockbuster estivo, ma è bello e tanto basti. Il comparto tecnico e visivo è eccezionale, la trama collaudata ma solida, la regia sicura e senza sbavature. Il reparto attori è misto nel giudizio: alcuni sono sagome di cartone come i piloti degli jaeger, Idris Elba è ottimo, il duo protagonista è adeguato al ruolo. I due scienziati dovrebbero far ridere, ma ti fanno solo giungere alla conclusione che chi si dedica alla matematica e alle scienze naturali sia un povero sfigato. La musica, invece, è un po’ anonima.

Il film è dedicato allo scontro fra robottoni e mostri e questo fa vedere. E lo fa alla grande, rendendo contenti i nerd che è in noi. Già si parla di un sequel, magari con la fusione della biologia kaiju nei robottoni e con l’adozione di elementi meccanici degli jaeger nei kaiju e molto altro ancora. Sia come sia, non vedo l’ora che escano sequel, prequel (l’attacco del primo kaiju, giusto per sputtanare Cloverfield) e spin off. Film consigliato.

P.S. Si fa una gran parlare della versione 3D, ma ho optato per la 2D.

Voto: 7/8. Che aspettate? Andate al cinema!

[1] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_CH-47_Chinook.

[2] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/GBU-28.

Annunci

6 commenti su “Recensione film: Pacific Rim

  1. Marfy
    18 luglio 2013

    E dell’ombrello della sig.na che rimane perfettamente al suo posto, integro e intatto quando si avvicina ad un elicottero con il motore acceso e le pale che girano a più non posso, ne vogliamo parlare??? =)
    E poi, ps: nell’universo giapponese, il primo esemplare di Kaiju è stato Godzilla!

    • Charly
      18 luglio 2013

      Fra l’altro un nuovo film dedicato a Godzilla uscirà nell’anno prossimo. Poracci, pessimo tempismo dopo Pacific Rim…

  2. Maurice boscorelli
    22 luglio 2013

    un film è un film nn deve essere per forza tutto reale

    • Charly
      22 luglio 2013

      Concordo, l’ho pure scritto…

  3. Mr. Incredible
    29 luglio 2013

    e poi perchè aspettavano 5 anni per mandare quelli evoluti di categoria 4 e poi 5???

    PS. Mi sa che l’architetto della Muraglia della Vita è lo stesso dell’Expo 2015

    • Charly
      29 luglio 2013

      Quelli di categoria 4 e 5 sono successivi ai primi e nascono come risposta agli jaeger. Comunque se la sono presa comoda…

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2013 da in recensioni con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: