Charly's blog

La novità degli OGM, così nuovi da essere in uso da circa 10.000 anni

Secondo la Coldiretti il 76% degli italiani è contrario agli OGM [1] e se è comprensibile da parte di chi ne risulta danneggiato economicamente, lo è un po’ meno da parte della popolazione. Al riguardo non mancano interventi di insigni politici sulla questione quale Scilipoti [2]. E poi dal blog di Beppe Grillo [3]:

Gli OGM sono organismi che non esistono in natura, creati in laboratorio modificando il DNA di alcune specie introducendo pezzi di DNA, chiamati costrutti transgenici derivanti da altre specie viventi. Completamente innaturali. Significa creare sostanze incognite imprevedibili e sconosciute dalle conseguenze pericolose per la salute.

Senza dimenticarsi gli interventi del tuttologo letterato di turno, la Tamaro [4]:

Viviamo in una società ossessionata dal come morire, ma afona nel chiedersi come dobbiamo vivere. L’esaltazione dell’individualismo narcisista ci ha fatto credere di essere circondati da ampi e meravigliosi paesaggi che, in realtà, non sono altro che finti fondali. Quello in cui adesso ci troviamo è un vicolo cieco. Seguire unicamente i desideri dell’ego, come questa società cinicamente materialista ci spinge a fare, è la via migliore per trovarsi intrappolati in un mondo popolato di ansie e di terrori. Il diffondersi epidemico degli attacchi di panico ne è la conferma. Al di là della materia, non ci vengono proposte altre ragioni valide per vivere. Compro e, comprando, vengo comprato: è questo il sinistro mantra che sospinge in avanti la società contemporanea. Ma avanti verso dove? Soltanto verso il baratro. Per comprendere quello che siamo diventati, fermiamoci ad osservare i campi di grano ormai prossimi al raccolto. Il grano è maturo e questa visione dovrebbe atavicamente infonderci un senso di appagamento e felicità. Ma non è così. Qualcosa in molti di quei campi non va. C’è tanto giallo, è vero, ma c’è solo giallo; un giallo che però suona falso. Dove sono i papaveri, i fiordalisi o la camomilla, da sempre fedeli compagni del grano? Non ci sono più, sono stati eliminati da diserbanti selettivi, perché quei fiori che ci facevano sobbalzare di gioia ? e che hanno ispirato molti capolavori della pittura mondiale ? in realtà non erano altro che erbacce da eliminare per ottimizzare la resa dei raccolto. Viviamo ormai unicamente per ottimizzare. Dai treni ai papaveri, tutto ciò che non rende, o fa rendere meno, viene drasticamente eliminato. Su questo altare è stato immolato tutto il superfluo e tutto ciò che si allontana da una globale forma di omogeneizzazione. La diversità non viene tollerata, così come la gratuità. Una volta si lasciava a terra del grano da spigolare per le persone povere, ora si eliminano i papaveri per ottenerne di più. Questi campi ossessivamente gialli e piatti rispecchiano la nostra società più di mille saggi di sociologia. Questo è quello che siamo diventati. E se invece fossero proprio i papaveri e i fiordalisi ciò di cui abbiamo bisogno? Se la nostra società avesse, ora più che mai, un’assoluta necessità dell’irrompere della gratuità e della bellezza? Abbiamo bisogno di un ordine più profondo di emozioni, emozioni che ci comprendano e che ci facciano comprendere, che aprano la mente, ma soprattutto il cuore. Perché è il cuore il grande assente dei nostri giorni sterili. E la sua assenza ci spinge verso le terre desolate dell’amarezza e delle rivendicazioni. Non c’è cuore dietro ai semi sterili, non c’è cuore dietro ai campi tristemente gialli.

Si potrebbe ipotizzare, allora, che la strada degli OGM sia già segnato prima di nascere, vero? E se vi dicessi, invece, che gli OGM sono già sulle nostre tavole? Eh no, non sto parlando di arditi complotti globali. Gli OGM sono nella nostra alimentazione da 10.000 anni o giù di lì, giusto dal tempo dell’invenzione dell’agricoltura. E non solo.

Prendiamo il miglior amico dell’uomo, il cane:

Cuccioloso?

Cuccioloso?

Sapete da dove deriva? Esatto, da lui:

Non più cuccioloso.

Non più cuccioloso.

S’impone, allora, il quesito: ma come diavolo hanno fatto i cani a diventare cani? Modificando il Dna nell’unico modo possibile nella preistoria: tramite gli incroci e l’allevamento selettivo. I cani sono animali OGM! E non sono gli unici. Avete mai visto una pecora? Secondo voi quante possibilità ha un simile animale di sopravvivere in natura? Nessuna. Le pecore di oggi sono quelle che sono per via dell’allevamento selettivo degli esseri umani e lo stesso vale per maiali, mucche e tanti altri. Se diventassimo tutti erbivori il futuro delle pecore sarebbe nero che più nero non si può. Liberate nell’ambiente verrebbero rapidamente mangiate dai lupi (che ringraziano). Il paradosso dei vegetariani è che la loro vittoria sarebbe la morte per tutti, o quasi, gli animali di allevamento.

Il discorso, ovviamente, è valido anche per il cibo. Quel che si coltiva è radicalmente differente da quello che la natura offre. Anche qui si è avuto un processo di modifica genetica creando o modificando quel che si aveva a disposizione. Se si va a spasso per una foresta incontaminata non c’è una grande possibilità di trovare frutta o altro come se nulla fosse.

Chi si oppone ali OGM, dunque, dovrebbe spiegarmi per quale motivo si fida di un vaccaro di 1.000 anni fa col l’hobby dello stupro della pecora e non della scienza con relativi test e forme di controllo. E non è una domanda accademica dato che non c’è modo di fare a meno degli OGM (o di altre innovazioni tecnologiche: o le crei o le usi, pena la povertà). L’Italia non è un paese autarchico e non ha la forza di imporre la moratoria a tutti i paesi del mondo [5]. Si può essere contro gli OGM, ma come fare se la produzione mondiale del cotone sarà dominata dagli organismi geneticamente modificati? Vale anche solo per un cotton fioc…

 

Al di là di questo, si dovrebbe fare una distinzione fra il prodotto e la solita multinazionale cattiva. Se il problema è la multinazionale, allora, gli OGM nulla c’azzeccano. La noia deriva da determinati aspetti economici con relative conseguenze sociali, eccetera eccetera. Basta fare l’OGM della solita cooperativa equa&solidale.

Morale della favola: in un contesto competitivo la scienza non la si ferma, pena la povertà. E se c’è qualcuno che dovrebbe avere a mente questo precetto quello è l’europeo. È grazie a questo se gli Europei hanno dominato il mondo nell’ultimo mezzo millennio.

[1] Cfr. http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2013/06/20/Ogm-Coldiretti-76-italiani-contrari-14-un-anno_8901386.html.

[2] Cfr. http://www.youtube.com/watch?v=HP9qakcGv-U&feature=youtu.be.

[3] Cfr. http://www.beppegrillo.it/2013/07/passaparola_ogm_tolleranza_zero.html

[4] Cfr. http://archiviostorico.corriere.it/2013/giugno/28/Campi_Ogm_Papaveri_che_spariscono_co_0_20130628_59cfd4a0-dfb6-11e2-b251-5f21c984fc54.shtml

[5] Vale anche l’ingegneria genetica o gli innesti cibernetici. Bandite, bandite, che il mondo va avanti anche senza l’Italia.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 agosto 2013 da in cultura con tag , .
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