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Il referendum prossimo venturo: i quesiti dei Radicali

Per prima cosa voglio rovinarvi la digestione. Beccatevi questa foto:

 

Disgustoso, eh? Allora, dovreste sapere che i Radicali as usual sono nella fase di raccolta firme per il referendum stagionale. Se tutto va bene con relativa raccolta firme e superamento dell’esame di legittimità, si dovrebbe votare per la primavera prossima. Salvo che il Governo non faccia puff, s’intende. I quesiti sono 12, ecco a voi [1]:

1)      Contro l’abuso della custodia cautelare

2)      Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille

3)      Per la responsabilità civile dei magistrati

4)      Per il rientro nelle funzioni proprie dei magistrati fuori ruolo

5)      Per la separazione delle carriere per i magistrati

6)      Per eliminare i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio

7)      Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare

8)      Abolizione finanziamento pubblico partiti

9)      Per l’abolizione dell’ergastolo

10)  Niente carcere per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti

Vi chiedete per quale motivo ho annunciato 12 quesiti quando poi ne ho scritti 10? Buon spirito d’osservazione. Il trucco è che il quesito sulla responsabilità civile dei magistrati e sull’immigrazione è doppio, da qui il numero 12 anche se i temi sono 10. I suddetti temi possono essere divisi in due campi: la giustizia e le libertà civili.

Partiamo da quest’ultimi. Nel caso dell’8×1000 si vuole eliminare il meccanismo che prevede la ripartizione del gettito di chi non esprime indicazione alcuna, una cifra che supera il 50% del totale e i 600 milioni di euro. Il relativo gettito rimarrebbe in capo al bilancio generale dello Stato. Nulla di trascendentale e abbastanza ovvio.

Per quanto riguarda le droghe leggere verrebbe eliminata la detenzione per fatti di lieve entità quali la coltivazione domestica e il modico consumo, mentre rimarrebbe la sanzione penale pecunaria da 3 a 26 mila euro. La ratio della norma è quella di sfoltire le carceri dato che questa tipologia di illeciti è piuttosto sovrarappresentata. Sia come sia, non è affatto una depenalizzazione o una legalizzazione delle droghe leggere.

Anche la norma sul divorzio breve segue una logica di semplificazione e riduzione dei costi. La normativa attualmente vigente prevede due fasi prima di arrivare all’annullamento legale del matrimonio. Prima si ha la seperazione per la durata di tre anni, dopodiché si passa al divorzio vero e proprio (la cosa vale anche per quello consensuale). Tradotto in soldoni: due sentenze, due giudizi, due difensori da pagare e anni di attesa. Se vi chiedete come funziona all’estero la risposta è abbastanza ovvia e un meccanismo simile esiste solo in Irlanda, Malta e qualche altro Stato del Sud America. Il quesito referendario è volto a sanare questa situazione.

Il quesito sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è una vecchia conoscenza visto che la cittadinanza si è già espressa in tema nel lontano 1.993. Finì che i partiti smisero di essere finanziati, semplicemente si passò al rimborso delle spese. Oltre alla beffa pure il danno, visto che oggi prendono più di ieri. E i Radicali non sono estranei ai finanziamenti pubblici, come ben sa Radio Radicale. Sia come sia, in linea astratta sono contrario all’idea del finanziamento dei privati perché mette di fatto la politica in vendita. È altrettanto vero che i partiti negli ultimi anni non abbiano dato una bella immagine di sé fra scandali e scandaletti vari. Al massimo si può dire che a parità di corruzione si paga meno…

Rimane l’immigrazione con relativa abolizione del reato di clandestinità, un discreto obbrobrio giuridico dato che punisce una condizione e non una condotta, e alcuni elementi minori propri del rapporto di lavoro fra immigrati e datore di lavoro. E no, non vi preoccupate, in caso di successo del suddetto quesito non ci sarà un’invasione di massa.

Vi chiedete, per caso, come possa Silvio aver firmato simili quesiti? Semplice, non l’ha fatto. Lui ha firmato per gli altri che sono, guarda caso, tutti di natura giuridica [2]. I suddetti quesiti giudiziari coprono diversi aspetti. Un paio chiedono la riduzione della custodia cautelare e l’abolizione dell’ergastolo. Quest’ultimo elemento viene considerato in contrasto con l’art 27 della Costituzione:

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Difficile essere rieducati se si è al gabbio per sempre, che dite? Certo, la dissonanza cognitiva di chi chiede la pena di morte per lo stupro o qualcosa di simile e poi firma per l’abolizione dell’ergastolo è davvero forte.

Più semplice è il quesito sui magistrati fuori ruolo. Qui si vuole solo farli tornare nelle aule dei tribunali. I rimanenti due quesiti sono più controversi. Per quanto riguarda la responsabilità civile dei magistrati vi è già copertura normativa. Al riguardo la Legge Vassalli n.117 del 1.988 così recita:

Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti gli appartenenti alle magistrature ordinaria, amministrativa, contabile, militare e speciali, che esercitano l’attività giudiziaria, indipendentemente dalla natura delle funzioni, nonché agli estranei che partecipano all’esercizio della funzione giudiziaria.

 e

 Chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale.

 Nell’esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove.

3. Costituiscono colpa grave:

a) la grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile;

b) l’affermazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento;

c) la negazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento;

d) l’emissione di provvedimento concernente la libertà della persona fuori dei casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione.

La legge copre già questo fenomeno, tutto un altro paio di maniche è l’applicazione. In 25 anni i casi giudicati si contano sulle dita di una mano.

Ancor più complessa la questione della separazione della carriere. Nel sistema giuridico italiano il ruolo del P.M. non è quello d’incriminare l’imputato, ma accertare i fatti. Se viene fuori che l’imputato è innocente il primo a mandarlo a casa è proprio il P.M. Il giudice, invece, è al di sopra delle parti, mentre la difesa è affidata ai legali. Separando le carriere si vuole in realtà fare passare un sistema all’amerikana dove l’accusa vuole incriminare e la difesa vuole sfangarla, in barba all’accertamento della verità. Ne verrebbe fuori una sorta di attività sportiva all’insegna della vittoria del migliore o qualcosa del genere. Il P.M., a sua volta, verrebbe ridotto a semplice impiegato alle dipendenze statali. Considerato che di tanto in tanto viene fuori la genialata dell’allarme sociale di un reato come metodo per stabilire la priorità dei reati da perseguire, ho l’impressione che sia solo un metodo di controllo della magistratura senza, tuttavia, garantire un miglioramento della macchina della giustizia.

Morale della favola? Voterò senza indugio per i quesiti relativi alle libertà personali, mentre sono titubante per quelli di natura giuridica. Propendo per il sì (abolizione) per l’abuso della custodia cautelare e per il rientro delle funzioni del magistrato, dubbioso per l’ergastolo (di per sé mi va bene, ma voglio vedere come funziona con il cumulo delle pene), contrario alla separazione delle carriere. Per quanto riguarda la responsabilità civile dei magistrati non è una questione di leggi, ma di applicazione. Serve a poco votare sul punto. Ma siamo solo a Settembre e la strada che ci porta al referendum è lunga. Sicuramente si tornerà sul tema.

[1] Cfr. http://www.referendumradicali.it/.

[2] Cfr. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/08/31/Berlusconi-firma-6-referendum-radicali_9224569.html.

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6 commenti su “Il referendum prossimo venturo: i quesiti dei Radicali

  1. magiupa
    4 settembre 2013

    quasi come te,solo la separazione delle carriere mi vede favorevole,perchè di fatto il PM è già l’avvocato dell’accusa,con un rapporto privilegiato con il giudice….il principio è bellissimo ma se nella pratica non esiste che ci facciamo? lo esponiamo al Maxxi?(giusto per utilizzarlo alla grande)

    • Charly
      5 settembre 2013

      In teoria il P.M. non dovrebbe essere l’accusa, ma l’accertatore della verità. Il sistema giurifico italiano è un misto fra quello accusatorio e inquisitorio. Poi per carità, si dovrebbe vedere in cosa consiste una eventuale riforma della giustizia. Vediam come finisce col referendum.

      • magiupa
        5 settembre 2013

        “In teoria il P.M. non dovrebbe essere l’accusa, ma l’accertatore della verità.”
        Appunto la teoria,che è gia difficile rendere realtà a causa dell’Umanità intriseca di colui che si trova ad espletare questa difficile funzione,dato che diventa facile ad un certo punto costruire un idea sulla quale basare l’assunzione delle proprie convinzioni in qualità di prove,negando lo stesso potere di fatto alla difesa che difetti di adeguato supporto economico,se poi queste convinzioni-prova sono condivise dal collega giudice terzo, la giustizia,quella delle aule dei tribunali dico,che quella vera è un’utopia,sarà ancora meno accettabile.
        Dico questo anche per l’esperienza personale che sto vivendo attraverso mio cognato, a cui per fortuna è capitato che il Giudice ed il Pm,abbiano sposato una tesi che gli è favorevole,ma ci rendiamo conto che si tratta di una posizione dettata per i 3/5 da motivi di simpatia /Antipatia senza prove reali,e ci rendiamo conto che l’essersi trovati in tribunale non può essere affidato ad un sistema così arbitrario.

      • Charly
        9 settembre 2013

        Umh, ma non so quanto possa essere migliore il modello all’amerikana. Boh, vediamo come viene fuori la cosa.

      • magiupa
        9 settembre 2013

        Non penso che si possa inseguire il modello americano che si basa sull’elezione dei giudici,ma che adottano più di un meccanismo per attenuare la deriva populista che un tale sistema comporta,senza riuscirci bene a dire la verità,teniamoci il nostro,ma senza innamorarsi di principi irrealizzabili,attenuare fortemente la discrezionalità dei giudici,oggi è necessario,ridurre la possibilità assoluta di indagine degli inquirenti,inserire elementi di merito vero nella carriera dei magistrati,attenuare la deriva etica della corporazione dei magistrati….e tutto questo con Silviodoro non c’entra proprio nulla,lui ne verrà fuori comunque,è adeguatamente foderato di contante,sono gli altri cittadini che da questa Giustizia vengono bastonati ed umiliati.
        Ps.nonostante tutto penso che i referendum non porteranno a nulla,attaccano singoli estratti senza riformare l’impianto,già fatto,è andata peggio.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2013 da in cronaca con tag , .
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