Charly's blog

Come funziona il referendum abrogativo

Visto che i Radicali sono impegnati nella loro raccolta firme stagionale per il referendum di turno tanto vale spiegare come funziona il meccanismo. Sapete com’è, è solo uno strumento di democrazia diretta adottato per esercitare il dovere civico di partecipare alla vita politica [1]:

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Ma nessuno si è mai posto il problema di spiegarvelo, d’altronde la scuola italiana ritiene sia più importante studiare Manzoni o Petrarca. Su su, potete ringraziarmi dopo.

Ad essere pignoli esistono più modalità referendarie: consultivo, territoriale, abrogativo. Vi è anche quello costituzionale volto all’approvazione del relativo testo di legge, ma non è  molto comune. Prenderemo in esame quello abrogativo i cui ambiti non sono illimitati. Il referendum, infatti, non è ammesso per quanto riguarda le leggi tributarie  e di bilancio, la ratifica dei trattati internazionali e l’amnistia/indulto [2]:

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Il meccanismo referendario si suddivide in otto fasi.

Fase uno. Il referendum abrogativo può essere promosso da 500.000 elettori o da 5 Consigli regionali. Nel primo caso i promotori, almeno 10, si presentano alla cancelleria della Corte di Cassazione esibendo il certificato di iscrizione nelle liste elettorali e indicando nella richiesta la legge o l’articolo oggetto del referendum. La cancelleria redige il verbale e procede a darne l’annuncio sulla Gazzetta.

Fase due. Raccolta di firme utilizzando appositi fogli vidimati dalle segreterie comunali o dalle cancellerie degli uffici giudiziari. Su ognuno di questi fogli deve essere indicato  la legge o l’articolo oggetto del referendum e il relativo quesito. Le firme devono essere accompagnate dalle generalità e devono essere autenticate  da un notaio o da un funzionario abilitato. Il tutto deve essere effettuato entro tre mesi da quando è stata presentata l’iniziativa. Per la cronaca è la fase attuale nella quale i Radicali sono impegnati. Se firmate per il referendum, quindi, non firmate per il sì, ma per far sì che si possa sostenere. Poi magari si vota no, eh.

Fase tre. Entro il 30 settembre si procede al deposito delle sottoscrizioni presso l’ufficio centrale per il referendum istituito presso la Corte di Cassazione.

Fase quattro. Controllo di legittimità effettuato dall’ufficio centrale entro il 31 ottobre. In caso  di irregolarità si assegna un termine, entro il 20 novembre, per sanarle o per presentare delle memorie difensive. Dopo il 15 dicembre l’ufficio centrale si pronuncia sulla legittimità.

Fase cinque. Controllo della legittimità costituzionale effettuato dalla Corte Costituzionale. Se vi chiedete perché non venga effettuato a monte è per via del fatto che non si è voluto ingolfare la Corte con ogni scemenza. La Costituzione, in ogni caso, è piuttosto chiara sul punto e devi essere proprio pirla a promuovere un referendum non ammissibile.

Fase sei. Indizione del referendum da parte del Presidente della Repubblica con la convocazione  degli elettori fissata in una domenica compresa fra il  15 aprile e il 15 giugno. Nel caso di scioglimento anticipato delle Camere la cosa viene posticipata al 365° giorno successivo alla data delle elezioni. Si sospende il tutto, nel caso, perché lo Stato è kasta? No, in caso di abolizione parziale o totale di legge ci si potrebbe trovare nella situazione di dover mettere mano alla legge stessa e senza un Governo nun se può fa’. Perché abbiamo scelto un lasso di tempo così lungo, un anno, è un’altra questione ed è relativa ai tempi della politica. Tenete conto che soltanto l’insediamento di un Governo porta via un mese o giù di lì. Poi, in realtà, io avrei messo un lasso temporale di sei mesi.

Fase sette. Votazione e scrutinio con quorum della metà più uno.

Fase otto. Proclamazione dei risultati da parte dell’ufficio centrale per il referendum. Il caso di abrogazione il tutto viene dichiarato con decreto del Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta. In caso di vittoria dei no ne viene data notizia sulla Gazzetta e non si può proporre un nuovo referendum sulla materia entro 5 anni.

Facile, no?

[1] Cfr. http://www.governo.it/Governo/Costituzione/1_titolo4.html.

[2] Cfr. http://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 settembre 2013 da in politica con tag .
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