Charly's blog

L’amnistia, l’indulto e Silvio

Osservando la politica italiana non vi è mai venuta la sensazione di un déjà vu permanente? Che so, si può prendere una qualunque discussione relativa alle tasse sul lavoro dell’anno x e compararla a quella dell’anno y. Verrà fuori l’assoluta intercambiabilità delle argomentazione adottate. Di recente Napolitano ha sollevato la questione delle carceri [1]:

Parlo della drammatica questione carceraria e parto dal fatto di eccezionale rilievo costituito dal pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Quest’ultima, con la sentenza – approvata l’8 gennaio 2013 secondo la procedura della sentenza pilota – (Torreggiani e altri sei ricorrenti contro l’Italia), ha accertato, nei casi esaminati, la violazione dell’art. 3 della Convenzione europea che, sotto la rubrica “proibizione della tortura”, pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario in cui i ricorrenti si sono trovati.
[…]La prima misura su cui intendo richiamare l’attenzione del Parlamento è l’indulto, che – non incidendo sul reato, ma comportando solo l’estinzione di una parte della pena detentiva – può applicarsi ad un ambito esteso di fattispecie penali (fatta eccezione per alcuni reati particolarmente odiosi). Ritengo necessario che – onde evitare il pericolo di una rilevante percentuale di ricaduta nel delitto da parte di condannati scarcerati per l’indulto, come risulta essere avvenuto in occasione della legge n. 241 del 2006 – il provvedimento di clemenza sia accompagnato da idonee misure, soprattutto amministrative, finalizzate all’effettivo reinserimento delle persone scarcerate, che dovrebbero essere concretamente accompagnate nel percorso di risocializzazione.

Le carceri scoppiano, la situazione è d’emergenza. La soluzione? Indulto&amnistia. Di per sé provi una sensazione di già visto. Pensi e ripensi e ti viene in mente che nel 2.006 si era tenuto un indulto proprio per la stessa identica causa. Strana la vita, vero?

Ma vediamo i numeri. A fronte di una capienza fissata a 47.500 posti i detenuti al dicembre 2.011 erano pari a 66.897 unità. All’epoca e violazioni della normativa più gettonate erano quelle relative gli stupefacenti (27.459), poi a seguire i reati contro il patrimonio per i quali si contano 17.285 detenuti che hanno commesso rapine e 13.109 casi di furto [2]. Per avere dati più recenti basta farsi un giretto sul sito del Ministero della Giustizia [3]: a settembre 2.013 i detenuti erano pari a 64.758 unità contro una capienza regolamentare di 47.615 posti (non chiedetemi perché l’Istat e il Ministero sono in disaccordo sul numero di posti). Di questi 12.333 erano in attesa del primo giudizio, 12.302 erano condannati non definitivi e 38.845 definitivi. I detenuti stranieri sono pari a 22.700 unità.

Visto il problema, ecco la soluzione. Sul piano legale l’indulto è disciplinato dall’articolo 174 del Codice Penale [4]:

  1. L’indulto o la grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita della legge (672 e succ. Codice Procedura Penale). Non estingue le pene accessorie (19 Codice Penale), salvo che il decreto disponga diversamente, neppure gli altri effetti penali della condanna.

  2. Nel concorso di più reati, l’indulto si applica una sola volta, dopo cumulate le pene, secondo le norme concernenti il concorso dei reati (71 e succ. Codice Penale).

L’amnistia è disciplinata dall’articolo 151 del Codice Penale:

  1. L’amnistia estingue il reato (129, 531, 578 Codice Procedura Penale) e, se vi è stata condanna (648 Codice Procedura Penale) fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie (672 e succ. Codice Procedura Penale).

  2. Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.

  3. L’estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca la data diversa.

  4. L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.

  5. L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza (102, 103, 105, 108 Codice Penale), salvo che il decreto disponga diversamente.

I due provvedimenti sono fra loro differenti dato che l’indulto interviene sulla pena, l’amnistia sul reato. Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia (art. 87 della Costituzione), ma non l’indulto e l’amnistia che sono provvedimenti del Parlamento.

Sono le uniche soluzioni possibili al problema? Di per sé no dato che si potrebbe aumentare il numero dei posti disponibili, adottare misure alternative all’incarcerazione o intervenire sulle leggi che portano le persone in galera come quella sugli stupefacenti. Ma se si considera la misura immediata non vi sono alternative all’indulto&amnistia e la situazione delle carceri italiana è davvero penosa come le condanne della Corte di Strasburgo testimoniano.

Capito il cosa e il come, rimane il perché. Nel 2.006 l’indulto fu opera del Governo Prodi ferocemente avversato dall’opposizione. Nel 2.013 si oppongono la Lega e il M5S, mentre a favore del duo amnistia&indulto troviamo il PD e il PdL. Ecco l’editoriale di Feltri sul giornale di famiglia:

Le prigioni patrie sono schifezze inenarrabili: brutte, sporche, male amministrate, teatro di violenze e ingiustizie, luoghi non di espiazione della pena, ma attrezzati per la tortura dei detenuti. Chi non le ha mai «assaggiate» né visitate ignora di cosa stiamo parlando. La maggioranza dei compatrioti non si rende conto che il nostro Paese, in materia carceraria, è equiparabile a quelli del quarto mondo, cultore dell’inciviltà e della criminalità organizzata dallo Stato nella convinzione che chi abbia commesso un reato (o sia sospettato di averlo commesso) meriti di essere trattato quale carne da macello. Questo è il punto. […]. Ma abbiamo la certezza che alcuni fessi, numerosi fessi, deputati e senatori e gente comune, avranno da obiettare: con tutti i guai che abbiamo, ci dobbiamo preoccupare dei delinquenti? Non pensano che il 40 per cento dei reclusi è in attesa di giudizio definitivo, e che la meta` di essi sono innocenti e saranno poi assolti; non riflettono sul fatto che la stessa sorte potrebbe facilmente toccare a chiunque. Non solo. C’è chi sospetta che il presidente, sollecitando l’amnistia, in realtà desideri sollevare da sofferenze gratuite non tanto i poveri cristi ingabbiati come polli d’allevamento, bensì risparmiare a Silvio Berlusconi l’onta degli arresti. Che assurdità. Che meschinità impedire un atto di giustizia riguardante migliaia di detenuti nell’ipotesi che, eventualmente, se ne possa giovare l’ex presidente del Consiglio. Umiliarne migliaia per non agevolarne uno? Ma che teoria è? Signori deputati e signori senatori, date retta a Napolitano e non ai miserabili giustizialisti che predicano il consueto e gretto luogo comune: chiudete le celle e buttate via la chiave. Ne avete combinate tante di cattive, fatene almeno una buona: firmate per l’amnistia e andate a dormire con la coscienza pulita. Se ne avete una.

Ohibò, che cambio di idee. Come mai i forcaioli di ieri hanno abbracciato la causa dell’indulto&amnistia? Le malelingue sospettano che nel novero dei miracolati possa rientrarci pure Silvio, da qui il cambio di politica all’insegna del “primum Silvium, deinde vattelappesca”. In effetti la definitiva fuoriuscita di Berlusconi dall’agone politico potrebbe essere ottenuta in cambio di garanzie giuridiche similari. Già nel 2.011, tra l’altro, Silvio uscì di scena in maniera poco combattiva, con tutta probabilità in cambio di promesse di garanzie sul versante giuridico. Con l’aggravarsi della situazione personale Berlusconi riprese ad occuparsi di politica.

Significa, allora, che l’indulto&amnistia sono adottati per Silviuccio caro? Non necessariamente, bisogna prima vedere quali reati verranno presi in considerazione. Ma è vero che esiste un problema carceri ed è altrettanto vero che ci sono tutte le ragioni per malignare. Si dovrà aspettare il testo di legge per giungere ad una conclusione.

[1] Cfr. http://www.t-mag.it/2013/10/08/carceri-la-lettera-inviata-da-napolitano-alle-camere/.

[2] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/77789.

[3] Cfr. http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.wp?previsiousPage=mg_1_14&contentId=SST956492.

[4] Cfr. http://www.ristretti.it/areestudio/amnistia/documenti/indulto.htm.

[5] Cfr. http://www.ristretti.it/areestudio/amnistia/documenti/amnistia.htm.

[6] Cfr. http://www.ilgiornale.it/news/interni/inutile-nascondersi-lamnistia-sha-fare-956878.html.

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Un commento su “L’amnistia, l’indulto e Silvio

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Questa voce è stata pubblicata il 9 ottobre 2013 da in politica con tag , , , .
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