Charly's blog

Un paio di dati (Eurostat) sulla situazione UE

L’Eurostat ha appena rilasciato (in data 21 ottobre 2.013) un bollettino contenente i principali indicatori economici dei paesi UE. Partiamo per macro zone: UE a 17 (area euro) come percentuale del PIL/ spese, incassi e debito del Governo:

  2009 2010 2011 2012
Deficit/surplus

-6,4

-6,2

-4.2

-3,7

Spese

51,2%

51%

49,5%

49,9%

Incassi

44,9%

44,8%

45,3%

46,3%

Debito

80%

85,4%

87,3%

90,6%

UE a 27:

  2009 2010 2011 2012
Deficit/surplus

-6,9

-6,5

-4,4

-3,9

Spese

51%

50,6%

49,1%

49,3%

Incassi

44,1%

44,1%

44,6%

45,4%

Debito

74,5%

80%

82,4%

85,2%

UE a 28:

  2009 2010 2011 2012
Deficit/surplus

-6,9

-6,5

-4,4

-3,9

Spese

51%

50,6%

49%

49,3%

Incassi

44,1%

44,1%

44,6%

45,4%

Debito

74,3%

79,8%

82,3%

85,1%

La UE a 28 conta la new entry Croazia ma per via della sua dimensione estremamente ridotta pesa poco sulle statistiche. Sia come sia il deficit è calato di 3 punti nell’arco di 4 anni, mentre le spese  del Governo sono calate di quasi 2 punti. Tutto bene? Mica tanto dato che il debito è salito di 10 punti e gli incassi del Governo in misura superiore ad 1 punto.

Analizziamo i PIIGS. La Grecia in 4 anni ha ridotto il deficit dal 15,7% al 9% e ridotto la spesa dal 54% al 53,6%. Il debito pubblico, tuttavia, è esploso dal 129,7% al 156,9% e gli incassi statali sono saliti dal 38,4% al 44,6%. L’Irlanda ha ridotto il deficit dal 13,7% all’8,2% (nel 2010 era il -30,6%) e la spesa dal 48,1% al 42,6%. Il debito è salito dal 64,4% al 117,4%, mentre gli incassi governativi sono rimasti stabili al 34% e dintorni. La Spagna ha ridotto il deficit dall’11,1% al 10,6%, mentre la spesa è inizialmente calata dal 46,2% al 45,7% per poi salire nel 2012 al 47,8%. Il debito pubblico è salito come al solito dal 54% all’86%, gli incassi governativi sono di poco aumentati dal 35,1% al 37,1%. Il Portogallo ha ridotto il deficit dal 10,2% al 6,4 e ha tagliato la spesa dal 49,8% al 47,4%. Il debito pubblico è aumentato dall’83,7% al 124,1% e  gli incassi governativi sono saliti dal 39,6% al 40,9%. Infine l’Italia: deficit passato dal 5,5% al 3%, spesa dal 51,9% al 50,6%. Il debito pubblico è salito dal 116,4% al 127%, gli incassi dal 46,5% al 47,7%.

Cosa ci dicono questa sfilza di numeri? Che l’austerity non ha causato solo una montagna di disoccupati, ma anche l’esplosione dei debiti pubblici. I deficit sono calati e quasi sempre anche le spese mentre le entrate governative sono aumentate, ciononostante il debito pubblico è esploso.

E i nuovi PIIGS? L’Olanda ha ridotto il deficit dal 5,6% al 4,1%, ma il debito pubblico è passato dal 60,8% al 71,3%. Le spese sono diminuite dal 51,4% al 50,4%, gli introiti sono aumentati dal 45,8% al 46,4%. Cipro ha visto il deficit passare dal 6,1% al 6,4% e il debito pubblico esplodere dal 58,5% all’86,6%. Le spese sono passate dal 46,2% al 46,4%, gli introiti dal 40,1% al 40%. La Slovenia ha un deficit passato dal 6,3% al 3,8% e un debito pubblico cresciuto dal 35,2% al 54,4%. Le spese sono diminuite dal 48,7% al 48,1%, gli introiti sono aumentati dal 42,3% al 44,2%.

Che si ricava da questi dati? Che il problema del debito non lo si risolve con i tagli ma con la crescita. Sono i sistemi pre capitalistici che pagano i debiti spendendo meno, mentre quelli capitalistici li ripagano guadagnando di più. Siete convinti che per crescere si debba avere basse spese e un basso debito? Eppure la Danimarca spende il 59,5% del PIL a fronte di un debito pubblico in lieve crescita dal 40,7% al 45,4%, la Finlandia il 56,6% con un debito in crescita dal 43,5% al 53,6%, la Francia il 56,6% con un debito in aumento dal 79,2% al 90,2%, la Svezia il 52% con un debito in calo dal 42,6% al 38,2%, l’Austria spende il 51,7% con un debito in aumento dal 69,2% al 74%, la Germania spende il 44,7% con un debito in aumento dal 74,5% all’81%. Il Regno Unito spende il 47,9% con un debito in ascesa dal 67,1% all’88,7%. Morale? Vedo 28 economie differenti che reagiscono i maniera diversa alla Crisi quale che sia il loro livello di spesa e di debito. La Bulgaria, per dire, ha un debito pubblico pari al 18,5% e una spesa del 35,9% ma non mi pare che sia il posto ideale dove vivere.

In generale, ben 17 paesi possono vantare un deficit superiore al 3%, altro che il 3,1% dell’Italia. Da notare che nel 2.010 la Germania presentava un deficit pari al 4,2%. Complessivamente i paesi UE presentano un’elevata spesa governativa, un aumento crescente del debito pubblico e un deficit in contenimento quale che sia il paese preso in esame con poche eccezioni. Se si considerano i prestiti a carico dello Stato la Germania ha dato il 2,1% del PIL come la Francia, l’Italia il 2,4%.

In definitiva io non vedo questa ricetta comune da applicare a tutti i paesi, se non i fallimenti della ricetta comune precedente aka austerity, ma si dovrebbe prendere in esame caso per caso. È possibile farlo in un unione in divenire come la UE? Ne dubito e purtroppo la permanenza nella UE presenta costi così come l’uscita. Che fare? Boh, questa non è una domanda ma la domanda.

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3 commenti su “Un paio di dati (Eurostat) sulla situazione UE

  1. Connacht
    23 ottobre 2013

    Uscire sarebbe rischioso. Ci vuole niente a imporre restrizioni e succhiare via le imprese dal paese uscente, lasciandolo alla deriva.

    • Charly
      23 ottobre 2013

      Che i costi d’uscita siano enormi è ovvio. La domanda è se quelli di permanenza siano inferiori o meno.

  2. Pingback: Un paio di dati (Eurostat) sulla situazione UE | Le Verità Supposte

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 ottobre 2013 da in economia con tag , .
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