Charly's blog

Recensione libro: Mani bucate, di M. Cobianchi

Che l’Italia non sia un paese liberale/liberista è assodato. Ma a dispetto di quanto si possa pensare non è neppure statalista visto che le aziende sono a controllo privato e non pubblico. Cos’è, allora, il sistema economico italiano? Facile: sussidiato.

Il giornalista Marco Cobianchi ha messo nero su bianco il fiume di denaro che lo Stato riversa a fondo perduto in attività economiche di ogni genere. Ci sono i ben noti fondi a sostegno dello spettacolo e dei giornali, ma non mancano quelli a vantaggio delle imprese che si dilettano nel moralismo. Prendiamo, per l’appunto, la Fiat. Tra il 1997  e il 1999 lo Stato garantisce al gruppo di Torino ben otto infornate di aiuti. Tutte presentano lo stesso copione: l’azienda annuncia la delocalizzazione degli impianti per via del minore costo di produzione all’estero e lo Stato interviene per evitare la fuga delle fabbriche. Si dirà che succedeva priva dell’arrivo di Marchionne, il modernizzatore dei due mondi. Davvero? Se in Italia la Fiat chiede il contante per non andare via, all’estero li pretende per arrivare come insegnano la Polonia e la Serbia. Senza dimenticare gli incentivi alla rottamazione e gli aiuti al Crf, il Centro ricerche Fiat. Com’era quella storia della pausa di 10 minuti?

E poi abbiamo Alitalia, l’energia, le banche, la posta. Il tutto viene stimato a 30 miliardi, sconti fiscali compresi, ricevuti da una platea di imprese pari a 840.000 in sei anni e con una media di 140.000 l’anno. I numeri sono agghiaccianti, è vero, ma i soldi pubblici si rivelano efficaci?  Stando ad uno studio del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, tra il 2.000 e il 2.005  tutte le iniziative europee a favore del Sud hanno permesso di far crescere il Pil del Mezzogiorno dello 0,25% in più. Nel 2.009 l’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ebbe da dire che i sussidi sono inefficaci dato che vanno a beneficio di investimenti che sarebbero stati comunque effettuati e si introducono distorsioni sul mercato.

Da notare la questione meridionale. Vi ricordate la storia del sacco del Nord da parte del Sud? In realtà è una cosa banale perché compensa i differenziali di produttività fra Nord e Sud. Questo trasferimento di risorse avviene anche in paesi federali come gli Stati Uniti e la Germania, mentre il fatto che non avvenga nella UE causa le disfunzionalità di questi ultimi anni. In un’economia sussidiata, invece, la presenza dei sussidi porta le aziende a localizzarsi nelle regioni meridionali salvo poi sparire alla fine dell’erogazione del denaro.

In conclusione il libro è un’interessante inchiesta giornalistica con nomi e cognomi, numeri e date. Da leggere, specie se vi chiedete dove trovare i soldi per ridurre la pressione fiscale sulle imprese e siete stanchi della paternale dell’industrialotto di turno.

Voto: 6,5. Pura inchiesta giornalistica.

M. Cobianchi, Mani bucate, chiarelettere, Milano 2011, pp. 295, prezzo copertina 15,90 euri.

P.S. Perché le imprese si rivelano a favore dell’abolizione dei sussidi in cambio di una riduzione della tassazione soltanto a parole? I sussidi coprono il rosso e permettono di operare in perdita perché ripiana lo Stato. La riduzione delle tasse, invece, non basta a salvare un’azienda decotta.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 ottobre 2013 da in recensioni con tag .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: