Charly's blog

Sul denaro elettronico

Negli ultimi anni si è parlato a più riprese del denaro elettronico come sostituto di quello cartaceo e come atto pratico si è provveduto all’imposizione di limiti per la transizione in contanti. Si è partito da soglie relativamente elevate nell’ordine di alcune migliaia di euro, ma ora si ipotizza di abbassare la soglia a poche decine di euro. Oggi ci dedichiamo all’analisi della cosa.

L’argomentazione principale a favore di questo passaggio è che il denaro elettronico possa eliminare l’evasione fiscale. Niente contante, niente pagamento in nero. Se mi chiedete altre argomentazioni adottate per la materia, francamente, non sono in grado di rispondervi. In genere si utilizza solo la storia del fisco e raramente si evidenzia una qualche intrinseca comodità di usare la carta al posto di contare due monete. Che volete, usare il cervello è faticoso. In conclusione esaminare questo filone ci porta poco lontani. Proviamo ad analizzare la questione con la logica del cui prodest.

Partiamo dalla prospettiva delle banche. Se ogni pagamento o ogni operazione viene effettuato tramite sistemi elettronici non vi è più la necessità di avere del personale o delle sedi dove mettere lo sportello. Basta solo prendere un tecnico free lance che tenga a posto i fili e i bit elettronici. Avete sentito, no, che gli operatori di sportello bancario hanno avuto qualche lieve problema con il contratto? Il destino per costoro è segnato e piuttosto triste: vendere fuffa finanziaria a vecchietti incauti. E pensare che un tempo il posto in banca era ambito come pochi…

I vantaggi per le banche non finiscono qui. Il sistema bancario ricopre anche la funzione di deposito risparmi. Detto in soldoni, vuol dire che le banche devono maneggiare soldi a palate con relativo rischio di rapine e oneri per sventare il suddetto rischio rapine. Ma se non ci sono più le monete o le banconote non ci sono neppure più le casseforti per la somma gioia dei ladri. Vuol dire che non ci saranno più furti? E no, le banche sono a posto perché non puoi rubare un mainframe [1], ma puoi dedicarti alla nobile professione della clonazione delle carte delle persone e alle truffe. Morale della cosa? Le banche abbattono i costi e trasferiscono il rischio sulle persone. Senza dimenticarsi, infine, che verrà meno il peggior incubo dei banchieri: la corsa ai sportelli delle persone con conseguente bancarotta degli istituti bancari. Se i risparmi sono a rischio dove si deve andare per ritirarli? Ritirare, poi, cosa visto che i soldi sono dei bit sullo schermo?

Questi elementi spiegano perché il sistema bancario sia così felice della cosa, ma gli altri attori coinvolti? Lo Stato, in teoria, dovrebbe mettere un cartello con scritto “stop!” all’evasione fiscale. Solo un’osservazione: l’evasione fiscale è a carico delle piccole attività economiche, l’elusione fiscale è a carico delle grandi attività economiche. Il denaro elettronico blocca la prima, ma non influisce minimamente sulla seconda. Anzi, in un mondo del tutto elettronico potrebbero addirittura aumentare le occasioni per fregare il fisco, mentre la criminalità organizzata troverebbe altri modi per sfangarla. Mi spiace, ma l’elettronica non salverà il mondo.

E l’utente del tutto, cioè vossignoria? Avere una carta al posto del denaro vi esenta dai furti della roba, ma non vi mette al riparo dalla truffe e dalle clonazioni delle carte (e altro ancora). Senza dimenticare che le banche tendono a farsi pagare per l’utilizzo dei loro servizi e fra i loro servizi ci sono anche le suddette carte. Un denaro del tutto elettronico, inoltre, permette allo Stato e al fisco di monitorare ogni vostra minima transizione finanziaria e lo stato di salute del vostro conto in banca. Se questo non è uno Stato di polizia vorrei proprio sentire una definizione più adatta. E non dimenticatevi i possibili distopici futuri. Se tutto passa tramite l’elettronica uno Stato poliziesco non avrebbe problemi a premere un bottone e cancellare una persona dalla vita reale. Niente conto in banca, niente possibilità di ottenere beni o servizi.

Considerati questi elementi non vedo vantaggi nell’adozione del denaro elettronico, per lo meno dal punto di vista che più mi preme: il mio interesse.

[1] Si può fare, per carità, ma non serve a nulla.

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2 commenti su “Sul denaro elettronico

  1. Connacht
    30 gennaio 2014

    Riguardo l’ultimo paragrafo, si può implementare una carta personale ricaricabile, slegata dal conto in banca.
    Sarebbe come tenere i risparmi nel portafoglio invece che sul conto, ma richiedendo dati di accesso (un codice opzionale o l’aggiunta di una carta di identità virtuale alla tessera che permette di visualizzare sul dispositivo di acquisto se chi usa la carta è il proprietario) o potendo bloccarne l’identificativo (se il negoziante deposita direttamente sul conto i guadagni, si può denunciare il furto o smarrimento e farne bloccare l’accettazione su tutti i circuiti bancari).

    • Charly
      31 gennaio 2014

      A grandi linee è la Postepay. Fattibilissimo, ma non sposta di molto la questione. Anche qui niente code allo sportello, rischio truffe informatiche e elusione fiscale per chi può. Poi, per carità, magari sono io che sono fissato con i contanti e sono un po’ retrò.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 novembre 2013 da in economia con tag .
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