Charly's blog

Sulle dissonanze cognitive: il Corriere della Sera

Sui problemi finanziari del Corriere, sì lo stesso giornale che fa la predica contro lo Stato e la PA, ci eravamo già occupati a suo tempo e con non poco gusto, lo devo mettere. Qualche giorno fa è uscita una lettera firmata dal Comitato della Redazione relativa alla cessione del palazzo storico di Via Solferino[1]:

Cari lettori,
oggi torna a riunirsi il Consiglio di amministrazione di Rcs Mediagroup con all’ordine del giorno la cessione del Palazzo storico di Via Solferino. Il comitato di redazione (Cdr) del Corriere della Sera è da mesi impegnato per contrastare questa grave operazione che sfigurerebbe l’identità del giornale. Da mesi stiamo ricordando che si tratta di un’operazione di svendita, un colpo alle garanzie economiche per tutti i lavoratori dell’azienda e un colpo profondo alla solidità dello stato patrimoniale della stessa Rcs Mediagroup.

Sul perché della cosa è sufficiente leggere il comunicato dello sciopero del 13 settembre [2]:

L’intenzione è vendere in blocco un immobile collocato nella zona più costosa di Milano (Garibaldi-Moscova-Solferino) al fondo americano Blackstone a un prezzo largamente inferiore ai valori potenziali, per poi riaffittarne una parte a prezzi di mercato, quindi altissimi. In questo modo l’azienda otterrà il classico piatto di lenticchie per aver svenduto la sede storica di via Solferino 28, lo specchio di un’identità che ha oltre 100 anni di storia. E che costituisce, inoltre, una garanzia economica per tutti i lavoratori dell’azienda. Il gruppo Rcs è oberato da debiti causati da scelte compiute nel recente passato (vedi acquisto in Spagna del gruppo Recoletos a valori esorbitanti). L’esposizione finanziaria è stata solo parzialmente ridotta con l’aumento di capitale, appena sottoscritto dai soci.

Ricapitoliamo: il giornale è oberato dai debiti e si pensa di abbatterne lo stock vendendo il patrimonio immobiliare. Ma dov’è che avevo già sentito una storia del genere? Ah già dal Corriere medesimo. La cosa buffa, infatti, è che dalle colonne di quel giornale si leva a tratti regolati la solita litania della vendita del patrimonio pubblico [3]:

Ci sono due modi per ridurre il debito: tassare la ricchezza privata mediante un?imposta patrimoniale (che dovrebbe essere assai elevata per ridurre significativamente il debito), oppure ridurre lo spazio che lo Stato occupa nell?economia privatizzando imprese e vendendo immobili. A noi pare che la seconda sia la strada da seguire dato il vasto spazio che Stato e amministrazioni pubbliche occupano nella nostra economia. Si era cominciato a farlo negli anni Novanta. Poi, governo dopo governo, sia di centrodestra che di centrosinistra, si è ricaduti in un vecchio errore: illudersi che la «politica industriale», cioè dirigismo e imprese pubbliche, possano produrre crescita. Invece, come si è visto anche recentemente con i casi di Finmeccanica e Alitalia (e come accade ogni giorno in modo meno visibile in migliaia di imprese controllate da Comuni e Regioni) finiscono per generare corruzione e costare miliardi ai contribuenti. Ha ragione quindi il ministro Saccomanni a insistere con le privatizzazioni.Ma non appena si parla di privatizzare, si levano cori indignati sul «valore strategico» di questa o quell?impresa, su quanto sia essenziale che essa rimanga «italiana». E subito si ricordano i «disastri» delle privatizzazioni del passato. Spesso questi cori servono solo a proteggere una cordata di imprenditori italiani, come quelli che acquistarono Alitalia dopo che lo Stato si era accollato 3 miliardi di debiti e che, trascorsi solo cinque anni, sono falliti una seconda volta. Oppure a non disturbare il connubio tra qualche politico e qualche impresa pubblica.

Ohibò, fatemi capire bene. Mi state dicendo che i giornalisti del Corriere sono i primi ad opporsi alla terapia che loro stessi indicano al paese? Wow, dicasi dissonanza cognitiva… o che sono tutti liberisti con le proprietà e il salario altrui.

[1] Cfr. http://www.corriere.it/economia/13_novembre_05/sede-corriere-vendita-f9898e3c-4668-11e3-9b53-d1d90833aa3d.shtml.

[2] Cfr. http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_13/comunicato-sindacale-corriere_cfd63714-1c3a-11e3-8df2-24a872f62c06.shtml.

[3] Cfr. http://archiviostorico.corriere.it/2013/novembre/05/Forza_vendete_giU_tasse_Forza_co_0_20131105_4a6268e4-45e5-11e3-890d-50f1ccabd1c3.shtml.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 novembre 2013 da in cronaca con tag , .
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