Charly's blog

Cina: la politica del figlio unico e l’esaurirsi dello Youth Belge

News del giorno: la Cina annuncia l’attenuazione della politica del figlio unico che fu introdotta nel 1.979 per controllare le nascite e l’incremento della popolazione. Sarà ora possibile avere due figli anche nel caso in cui solo uno dei due genitori è figlio unico (mentre prima richiedeva che entrambi i genitori lo fossero) [1]. La domanda che si pone è come mai la Cina abbia deciso di ammorbidire la sua politica. Elementare miei piccoli Watson, la risposta è nella demografia.

In termini demografici la Cina è un paese in invecchiamento che ha giusto raggiunto l’apice dell’espansione demografica. Nei prossimi tre decenni la popolazione complessiva passerà dal miliardo e 300 mila del 2.010 al miliardo a 400 mila nel 2.035 per poi ridursi fino al poco sopra il miliardo nel 2.100 [2], mentre il numero dei giovani fra i 20 e i 25 anni ha già toccato il picco ed è in diminuzione [3]. La piramide della popolazione si sta già avviando alla tipica forma a cipolla dei paesi economicamente avanzati:

 

Quali sono gli effetti sull’economia e la società di questi cambiamenti demografici? L’economia e la demografia si accoppiano in un fenomeno chiamato youth bulge. Si tratta dell’ingresso nel mercato del lavoro di una quantità abnorme di giovincelli. Il fenomeno in sé può essere ambivalente dato che tanta gioventù può portare ad uno sviluppo economico notevole, ma allo stesso tempo può causare disordini o turbolenze. Nel primo caso un incremento della popolazione porta ad un’espansione dei mercati interni, un rinnovo della forza lavoro, più braccia per lavorare e più teste per pensare. D’altronde Malthus ci aveva dati tutti per morti circa 6 miliardi fa ma siamo ancora qui. Una persona in più non vuol dire solo una bocca da sfamare, ma anche una mente in più. L’aspetto negativo, invece, viene dal mancato sfruttamento del fenomeno. In un contesto di sottosviluppo economico vuol dire avere a che fare con milioni di persone nel pieno del loro vigore fisico incazzusi come pochi. Quindi…

Non ci credete? Ok, ecco la popolazione della coorte d’età 15-24 nel 2.010:

 

L’età media globale:

 

E il tasso di crescita reale del PIL:

 

Attenzione, non vuol dire che basti sfornare marmocchi a tavoletta per assistere ad uno sviluppo economico impetuoso e inarrestabile. La demografia, in ogni caso, è una parte rilevante nello sviluppo socioeconomico di un paese. Una popolazione in costante invecchiamento e priva di un cospicuo afflusso di baldi giovani si ritrova nella difficile posizione di trovare un modo per pagare le spese previdenziali e sanitarie con un PIL declinante. L’Italia e il Giappone, per esempio, sono entrati un questa fase discendente.

Tornando all’ex Celeste Impero, sulla leadership cinese si può dire di tutto ma non che sia sprovvista di una capacità di visione a lungo termine. Non a caso per le culture orientali si definisce dinamismo confuciano questa caratteristica (non chiedetemi il perché del nome, rivolgetevi a Geert Hofstede [4]). Si sono resi conto che il picco della crescita è ormai raggiunto e che nei prossimi decenni ci sarà la discesa. Allentare la politica del figlio unico è un modo per migliorare i rapporti fra generazioni all’interno della società rendendo la discesa dolce e controllata.

Il caso cinese non è isolato ma riflette dinamiche presenti in tutte le economie avanzate anche se è più credibile che a essere chiamata a migliorare i rapporti d’età sia l’immigrazione. In pratica si prende il surplus di paesi poveri che non possono sfamare i loro figli e li s’immette nelle economie deficitarie per mantenere la baracca funzionante. Roba semplice, in teoria, ma c’è una cosa chiamata (bio)cultura che rende il giochino leggermente più complicato. La prossima volta che andate in piazza a manifestare contro gli immigrati chiedetevi chi vi pagherà le pensioni.

[1] Cfr. http://www.internazionale.it/news/asia/2013/11/15/la-cina-attenua-la-politica-del-figlio-unico/.

[2] Cfr. http://esa.un.org/unpd/wpp/unpp/p2k0data.asp. Se siete curiosi del futuro dell’Italia, il bel paese sarà stabilmente intorno ai 61 milioni fino al 2.035 per poi calare a botte di un milione o mezzo milione a lustro fino ai 55 milioni del 2.100.

[3] Cfr. http://numerus.corriere.it/2011/10/30/censimenti-cina-preoccupata-india-baldanzosa/.

[4] Cfr. http://www.itimitaly.it/66-il-modello-a-cinque-dimensioni-di-hofstede.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 novembre 2013 da in società con tag , , , .
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