Charly's blog

Internet uccide la lettura? Uh, come no

Di tanto in tanto si leva il lamento contro la scarsa diffusione della lettura nel paese. In effetti i dati sono piuttosto desolanti [1]. Durante il periodo 1998-2011 i lettori di almeno un libro l’anno sono passati dal 41,9% della popolazione complessiva al 45,3%. I lettori da 1 a 3 libri sono scesi dal 47,8% al 45,6%, mentre i lettori di 4-11 libri sono leggermente aumentati da 40,5% al 40,6%. I lettori voraci che superano i 12 libri sono saliti dall’11,7% al 13,8%. I termini numerici siamo rispettivamente nell’ordine dei 23/25 milioni, degli 11 milioni, dei 9/10 milioni e dei 2/3 milioni. Degno di nota è il numero di chi non prende mai un libro in mano: più di 31 milioni di persone e una percentuale pari al 54,7%.

Si legge poco, si legge tanto? Fino a poco tempo fa la colpa di questa situazione era, ovviamente, della televisione. Siccome al giorno d’oggi la tv non se la passa così bene si è preferito puntare il mirino contro internet. Si legge poco? È perché i pargoli stanno su Facebook, cavoli! Uh, come no. Tanto per cominciare, in termini generazionali si deve registrare un netto divario fra giovani e anziani a favore dei primi. Se si considera la lettura di un libro non scolastico nei mesi precedenti, a fronte di una media del 45,3% abbiamo la seguente situazione [2]:

2-5 anni

63,3%

6-10 anni

54,3%

11-14 anni

60,8%

15-17 anni

59,8%

18-19 anni

52,4%

Complessivamente fra i lettori giovanissimi si riscontra la quota più alta di lettori: fra gli 11 e i 17 anni si registra il 59% con un picco pari al 65,4% fra gli 11 e 14 anni. Morale? Ma non erano i giovani a non leggere per colpa di internet?

E non è finita qui. Ecco la diffusione della lettura negli ultimi decenni. Per la cronaca, l’ultimo decennio è stato quello che ha visto l’avvento di Internet:

 

Ecco la percentuale di chi ha letto più di un libro negli ultimi 12 mesi per coorte d’età:

 

Negli ultimi anni il numero totale di libri letti si è accompagnato con la diffusione della Tv. È aumentato fino al 1998, ha presentato una flessione per alcuni anni per poi riprendere a crescere. Si registra, inoltre, un maggior numero di lettori fra i giovanissimi che sono anche quelli che utilizzano di più internet e i pc. E meno male che era colpa di internet! Se i giornalisti scoprissero questi dati con tutta probabilità se ne uscirebbero con un titolo all’insegna del “il gioco delle bocce ostacola la lettura”…

Proviamo, ora, ad allargare l’orizzonte della discussione. Se fosse vero che internet ostacola la lettura dovremmo riscontrare una diffusione record nel belpaese. L’Italia registra, invece, un dato pari al 48% se si considera il numero di utenti internet. La distanza dalla Svezia e dai Paesi Bassi (88% per entrambi) è siderale, nonché di quasi tutti gli altri paesi presi in considerazione. Solo la Romania (34%), la Grecia (41%), la Bulgaria (42%) e il Portogallo (47%) registrano un risultato peggiore [3]. Su scala nazionale si registra una netta differenziazione per regione:

Nelle diverse aree del Paese si riscontra un atteggiamento sensibilmente differente nell’utilizzo del web. Nelle regioni del Centro-Nord più della metà delle persone di almeno 6 anni dichiara di aver utilizzato Internet nel corso del 2012; in particolare, la provincia autonoma di Bolzano è la più attiva con il 62,0 per cento, seguita da Lombardia (59,0), dalla provincia autonoma di Trento e dalla Valle d’Aosta (58,6). Livelli di utilizzo molto più bassi si registrano nelle regioni del Mezzogiorno dove la quota degli utenti di Internet scende al 44,6 per cento. Le regioni più svantaggiate sono la Campania (41,9 per cento) assieme alla Puglia e alla Basilicata (43 per cento circa).

E provate un po’ a indovinare come il belpaese si piazza per numero di libri letti su scala europea? Ne consegue che internet non ostacola la lettura, anzi, chi legge tanto utilizza anche i sistemi informatici. La spiegazione, ergo, deve essere un’altra. Guardiamo ancora una volta i dati. Fra il Nord e il Sud Italia si registra una netta frattura per numero di lettori e libri posseduti a favore del primo. Se poi consideriamo i titoli di studio:

Il titolo di studio influisce fortemente sui livelli di lettura: si va da un massimo dell’80,8% tra i laureati a un minimo del 28,9% tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio. Se poi si tiene conto della condizione professionale, livelli di lettura superiori alla media si evidenziano, per le persone di 15 anni e più, tra i direttivi quadri e impiegati (69,2%), i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (67,3%) e gli studenti (66%). Al contrario, i più bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (31,7%), i ritirati dal lavoro (35,3%) e le casalinghe (36,1%)

Sommando il tutto viene fuori che il Nord registra la prima posizione per libri letti, titoli di studio e accesso internet, mentre al Sud toccano le briciole. Una coincidenza? Ovviamente no. Internet e i libri hanno in comune lo sforzo d’utilizzo e non la mera fruizione passiva. Esattamente come avviene in palestra – il novellino muore il primo giorno, l’esperto trae piacere dall’esercizio – solo la pratica permette di affinare la capacità rendendo l’attività un piacere e non uno strazio. Detto in altri termini: lettura chiama lettura, internet chiama internet [4].  Una persona dotata di elevati titoli di studio può leggere senza sforzo un libro, un’impresa al di fuori della portata delle persone più anziane e meno istruite. Aggiungiamo al tutto il fatto che il sistema economico italiano richiede, per ora, pochissime skills cognitive e abbiamo tratteggiato le caratteristiche del fenomeno, le sue cause… e le sue conseguenze. Piccolo suggerimento: economia globale, concorrenza, specializzazione produttiva, livelli d’istruzione. Risultato? Questo: boom!

[1] Cfr. http://www.lavoce.info/sei-quello-che-leggi-e-in-italia-non-e-un-granche/.

[2] Cfr. http://www.aie.it/.

[3] Cfr. http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1%5Bid_pagina%5D=488&cHash=8776d36276acf3314a37a2298ebe7be8.

[4] Internet, fra l’altro, è lettura!

 

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Questa voce è stata pubblicata il 8 dicembre 2013 da in cultura con tag , , .
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