Charly's blog

Ascoltate il mio amico Weber: la rivolta dei forconi o la rivoluzione da operetta

Osservando questa serie di proteste e presidi sparsi per l’Italia, chissà perché, mi viene in mente La politica come professione di Weber [1] che mi toccò studiare al primo anno di università. Nel dettaglio mi rammenta la definizione caustica – rivoluzione da operetta, se non erro e vado a memoria – che il tedesco diede alle pseudo rivolte che proliferavano all’epoca. Come mai? Analizziamo la cosa in dettaglio.

Tanto per cominciare, con chi abbiamo a che fare? Il coordinamento nazionale dei rivoltosi è retto da Lucio Chiavegato,  Danilo Calvani e Mariano Ferro [2]. Chiavegato è il titolare di questo bel sito qua [3] titolato “basta Italia, basta Lega, basta tasse” (non necessariamente in quest’ordine). Ecco il Chiavegato pensiero [4]:

 Politici corrotti, collusi con la mafia, sperpero di denaro pubblico, distruzione del territorio, distruzione della grande capacità produttiva e lavorativa, aziende che falliscono o che fuggono in altri paesi dove lavorare non è reato. Si ormai l’italia è il paese adatto solo a chi viene a delinquere o a farsi mantenere dal nostro lavoro.
Questa politica è ormai arrivata al capolinea e questo stato è prossimo al fallimento. Loro lo sanno ma ci vogliono tenere buoni, con false promesse mentre loro si riempiono le tasche con le ultime rapine fatte nei confronti delle famiglie e delle aziende.
La collusione tra stato e mafia ha raggiunto ormai il suo apice e nessuna istituzione è in grado di fermare questo degrado.
Ogni giorno ci mostrano nuovi casi di corruzione e di sperpero del denaro pubblico e secondo loro noi dovremo starcene buoni ad aspettare che loro facciano l’ennesima truffa politica di un finto cambiamento con le primarie. I politici sono sempre quelli e dietro loro ci sono sempre i soliti galoppini paraculati che hanno vissuto e vivono del nostro lavoro e dei nostri sacrifici. Ebbene noi non siamo più disposti ad accettare tutto questo. Ora fermiamo l’italia. Ora dovranno scendere loro e andare a lavorare come abbiamo fatto noi per anni per mantenere questi parassiti che hanno portato la tassazione a livelli insostenibili e che hanno portato le paghe dei lavoratori a livelli da terzo mondo.
[…] Il nemico è comune a tutti e si chiama stato –ladro-mafioso italiano.
Sono anni che ci chiedono sacrifici, sono anni che le banche truffano le aziende e le famiglie e nessuna inversione di tendenza è stata fatta. Questo è significativo per dire che lo stato non c’è più ma esiste una sola kasta fatta di politici, banchieri, giudici, industriali, centri di potere che vogliono la nostra morte.
Non possiamo più tollerare la repressione che viene fatta dalle forze di stato che, nascoste da leggi ipocrite non permettono alla gente di lavorare e di produrre. Leggi inapplicabili che fanno fuggire le aziende all’estero o fatte fallire. Leggi fatte apposta per coprire inutili posti di burocrati strapagati mentre la gente non ha un reddito.
Una spesa statale che ha raggiunto livelli scandalosi e che nessuno vuole tagliare perché vorrebbe dire colpire i lor ostessi amici, parenti e leccapiedi pagati per produrre nulla , anzi per fare danni ulteriori.

La solita solfa: kasta, spesa pubblica male assoluto omettendo il piccolo particolare della sua composizione (sanità e previdenza, gentlemen), il mitologico parassita di randiana memoria, il lavoro e la produzione come unico metro di misura per l’esistenza umana (“Fare! E faremo!”). Senza dimenticare le banche kattive che non fanno credito. Giusto, peccato che le banche non prestino i loro soldi, ma quelli degli altri. Volete riavviare il credito? Prendete il telefono, chiamate il vostro banchiere e date l’indicazione di prestare i vostri soldi al primo che passa. Perché non lo fate [5]?

Poi abbiamo Danilo Calvani rappresentante del movimento Dignità Sociale il cui scopo è il seguente [6]:

Dignità Sociale è un movimento civico che nasce dal C.R.A., un Comitato Riunito di Agricoltori dell’Agro pontino. Con la massiccia invasione di prodotti agricoli scadenti da altri stati, principalmente dagli stati del nord Africa, la situazione del comparto agroalimentare nell’Agro Pontino è tragica, al punto che gli imprenditori agricoli non hanno più nemmeno la convenienza nel coltivare i terreni e si ritrovano con aziende pignorate da Equitalia e situazioni di tremendo disagio economico. Pertanto, dopo anni di lotte contro il sistema e contro sindacati corrotti, il 15 gennaio del 2012 è stato fondato il Movimento Civico di Dignità Sociale, che contempla, oltre agli imprenditori agricoli (in particolar modo dell’Agro pontino ma non solo), varie categorie professionali quali i camionisti, pescatori e altre, e ogni libero cittadino che intende far valere i propri diritti contro una classe politica non più rappresentativa del popolo stesso.

Ricapitoliamo: i prodotti agricoli del terzo mondo sbaragliano quelli italici? Colpa della politica e che diamine. Variante moderna del “piove, Governo ladro”. Una parolina sul libero mercato no, eh? Anche Mariano Ferro arriva dal mondo dell’agricoltura [7]:

Debito pubblico, pareggio di bilancio, fondo “salva stati”, meccanismI di “stabilità, troike finanziarie non hanno per noi alcun senso dal momento che servono solo a garantire la “stabilità”, i bilanci, la salvezza e le ricchezze di quelle elitès e lobbies finanziarie neoliberiste che pur rappresentando meno dell’1% della popolazione vivono lucrando ed impoverendo il restante 99% dell’Umanità. […] L’azione dei Forconi sarà volta ad ottenere nella vita politica siciliana:

LA TRASPARENZA di ogni atto amministrativo e finanziario dell’amministrazione regionale con pubblicazione immediata e motivata su internet di ogni azione di governo ( nomine, spese, consulenze, rimborsi, attività dei parlamentari ecc..).

L’EQUITA’ SOCIALE con abolizione totale dei privilegi (vitalizi, rimborsi, auto blu, benefit di vario tipo) e riduzione sostanziale degli emolumenti dì deputati, consulenti ed amministratori della cosa pubblica di nomina “politica”. Reinvestimento vincolato delle somme così risparmiate a favore dell’ISTRUZIONE , della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo delle classi sociali più svantaggiate.

IL CONTRASTO AL SISTEMA CLIENTELARE politico-affaristico-mafioso mediante normative che prevedano:

a) la SBUROCRATIZZAZIONE ed esemplificazione delle procedure amministrative; la responsabilità diretta dei funzionari regionali che non esitino nei tempi previsti le istanze dei cittadini; l’abolizione di tutti gli enti e commissioni parassitarie inutili ed improduttive; l’esemplificazione normativa e la tutela delle Aziende.

b) la TRASPARENZA DELLE NOMINE, nelle amministrazioni e partecipate regionali, che dovranno essere preferenzialmente espletate mediante pubblico concorso che garantisca meritocrazia e pari opportunità;

c) una severa LEGISLAZIONE ANTICORRUZIONE e la limitazione dei mandati al Parlamento Regionale.

d) LA REALE TUTELA DELLA SEGRETEZZA del voto elettorale nelle operazioni di scrutinio;

e) IL SUPERAMENTO del precariato mediante qualificazione professionale mirata, con riserva di posti nei pubblici concorsi ed incentivi economici e fiscali per chi sceglie l’imprenditoria personale.

f)Il divieto di attribuzione di incarichi e consulenze a soggetti già in pensione o a “trombati” nelle elezioni;

h)IL DIVIETO DI SUBAPPALTO NELLE GARE PUBBLICHE con preferenza verso le associazioni di imprese.

IL RILANCIO DELL’ECONOMIA INTERNA mediante:

a) NORME SEVERE a tutela dei produttori su origine, qualità, tracciabilità e costi all’origine dei prodotti agroalimentari. Revisione delle politiche comunitarie penalizzanti la pesca e l’agroalimentare siciliano.

b)L’ ADOZIONE DI UNA MONETA COMPLEMENTARE SICILIANA PER IL RILANCIO DEI CONSUMI INTERNI e l’attribuzione di un reddito minimo da cittadinanza per studenti e cittadini con reddito basso o nullo.

c) LA COSTITUZIONE DI BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO per il finanziamento non speculativo alle imprese. Stimolo al mutuo soccorso, al volontariato, alla costituzione di banche etiche per il microcredito alle famiglie. Promozione fiscale della partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali.

d)LA FORMAZIONE PROFESSIONALE da effettuarsi direttamente presso le piccole e medie imprese industriali, artigianali, turistiche e commerciali, mediante forme di convenzione tra aziende e Regione; l’ incentivazione fiscale per le ditte che assumono il personale formato .

e) L’INTEGRAZIONE SINERGICA TRA TURISMO, INTRATTENIMENTO, ARTE, CULTURA, ISTRUZIONE e BENI ARCHITETTONICI con incentivazione fiscale e sostegno infrastrutturale e pubblicitario alle iniziative che oggettivamente riescano a creare attrazione turistica, fruibilità e conservazione delle risorse culturali ed artistiche dell’Isola.

f) IL SOSTEGNO ALLA RICONVERSIONE DEI GRANDI CENTRI COMMERCIALI in complessi congressuali, fieristici, turistici, sportivi ed alberghieri di dimensioni adeguate a sostenere eventi di respiro euro-mediterraneo per la promozione del commercio, degli scambi culturali, scientifici e dei grandi eventi sportivi.

g) LA PROMOZIONE DELL’AUTONOMIA ENERGETICA ECO COMPATIBILE DELLE AZIENDE.

h)LA RIVISITAZIONE DELLA LEGISLAZIONE INERENTE I PARCHI REGIONALI E LE RISERVE NATURALI,finalizzata ad abolirne la gestione politica parassitaria e ad incentivare la fruibilità turistica ecosostenibile del patrimonio ambientale oltre che una limitata e controllata attività venatoria ad impronta etica e a scopo di riequilibrio faunistico; Selezione e riqualificazione tra il personale forestale al fine di adibirlo al controllo di parchi e riserve, sinergicamente al volontariato delle Associazioni Ambientaliste.

L’EQUITA’ FISCALE, mediante:

a)LA NON TASSABILITA’ ed impignorabilità della prima casa e dei mezzi di lavoro.

b)L’ABOLIZIONE DEL SISTEMA DI RISCOSSIONE terroristico ed usuraio di SERIT con attribuzione delle attività di riscossione ai comuni e municipalità mediante utilizzo del personale in esubero derivante da enti improduttivi e secondo norme che tutelino il contribuente in difficoltà economiche. Moratoria sulla riscossione e pignoramenti per famiglie e aziende in documentato stato di crisi economica.

c) LA NOMINA DI UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLO SPRECO DEL DENARO PUBBLICO CON AZIONE RISARCITORIA OBBLIGATORIA NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI CHE L’HANNO DETERMINATO.

d) DETRAIBILITA’ DI TUTTE LE SPESE EFFETTUATE CON TASSAZIONE PROGRESSIVA SOLO SUL REDDITO RESIDUO RIMANENTE.

LA VALORIZZAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO con:

a)ADEGUAMENTO DEI LIVELLI RETRIBUTIVI ATTUALI mediante integrazione con moneta complementare siciliana;

b)RIDEFINIZIONE DEGLI ORGANICI , QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE E PARI OPPORTUNITA’ DI CARRIERA.

IL RIPRISTINO DI UNA VERA DEMOCRAZIA

Mediante lo studio sulla possibilità di utilizzare le tecnologie informatiche per giungere ad una democrazia diretta e partecipata che preveda il reale esercizio di referendum abrogativi e propositivi per le leggi di iniziativa popolare.

LA TUTELA DEL TERRITORIO E LA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO ED IDROGEOLOGICO

Mediante LA BONIFICA AMBIENTALE, IL MONITORAGGIO E PREVENZIONE DELL’INQUINAMENTO NELLE AREE INDUSTRIALI; IL RECUPERO, RICICLO E VALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI.

LA REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI ALLA COSTRUZIONE DEL M.U.O.S.

Ricognizione ed investimenti prioritari per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle aree a rischio di frane ed inondazioni.

LA VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO INUTILIZZATO

Mediante assegnazione in comodato gratuito con obbligo di manutenzione (anche paritetica), da assegnare preferenzialmente ai giovani, alle donne, alle cooperative ed alle associazioni O.N.L.U.S.

LA VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI LAUREATI , RICERCATORI ed INVENTORI SICILIANI

Mediante il finanziamento di un Istituto autonomo per la ricerca e lo sviluppo di idee, brevetti e modelli di utilità, soprattutto nell’ambito della riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

LA TUTELA DELA SALUTE mediante

a)L’ERADICAZIONE DELL’INGERENZA POLITICA NELLA GESTIONE DELLA SANITA° (scelta dei Primari).

b)LA LOTTA CAPILLARE AGLI SPRECHI (iperaquisti di macchinari e materiali che vengono fatti scadereI:

c) REINVESTIMENTO DEI RISPARMI OTTENUTI PER LA RIDUZIONE DI TICKETS E AUMENTO DI SERVIZI

Fra i tre, Ferro si distingue per coerenza logica visto che ha stilato un programma chiaramente ostile al liberismo e con non pochi elementi sinistrorsi. Nel complesso vi è una palese contraddizione fra lo spirito del Nord Est volto all’impresa e al libero mercato e quello agricolo volto alla tutela e alla chiusura. Coldiretti docet, per dire.

Cosa vuole la protesta? Non è chiarissimo. L’obiettivo dichiarato è quello di far cadere tutte le istituzioni, mettere i militati come Governo transitorio e a scrivere una nuova legge elettorale – che si sa, fra un carro armato e l’altro i militari sono degli esperti in materia –  e poi tornare al voto. Per votare chi non si sa visto che i partiti li han fatti fuori a furor di popolo e non nascono le alternative in due settimane. Al netto delle idee (poche) e dei programmi (tanti), allora, siamo alle prese con una rabbia popolare estemporanea privo di costrutto. Un nuovo Governo della ggggente non avrebbe modo di incidere su problemi di scala continentale quali quello dell’integrazione economica europea o quelli di scala globale quali la globalizzazione. Le possibilità effettive di far cadere le istituzioni, in ogni caso, sono le stesse che ha il sottoscritto di uscire a cena con Diora Baird. Spoiler: nessuna. Lo so il mondo è ingiusto.

Oh Diora, Diora, perché sei tu Diora?

Oh Diora, Diora, perché sei tu Diora?

Quel che manca del tutto, inoltre, è la capacità analitica della realtà. Se si considera la composizione sociale dei rivoltosi abbiamo disoccupati, commercianti, piccoli imprenditori. Tutta gente che ha votato per 20 anni per la rivoluzione liberale. E contro cosa si ribellano? Contro le merci estere, gli immigrati, la finanza. Senza dimenticarsi le strutture sovranazionali nemiche dei popoli. Solo una domanda: qual è il pensiero politico e ideologico che si basa sulla libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone? Qual è il pensiero politico e ideologico che mira alla soppressione della politica e della democrazia per non ostacolare il capitale? Avete detto liberalismo (e la Commissione Europea [8])? Bingo! Allora non siete in piazza, vero?

Non manca, inoltre, una confusione atroce fra la globalizzazione e il libero mercato. In un sistema di libero mercato la GDO inevitabilmente si mangia i piccoli commercianti, ma la globalizzazione nulla c’entra. Esselunga o la COOP sono tricolori, signori miei. Se si considera le industrie, infine, il guaio grosso deriva dal fatto che il nanismo delle imprese è andato a traino delle attività delle grandi aziende pubbliche. In termini economici, quelle piccole esistono a rimorchio di quelle grandi e senza quelle grandi quelle piccole fanno puff. Che fine ha fatto la grande industria italiana negli ultimi 30 anni? Puff. Quel che si dice l’eterno ritorno… Per rendere la cosa più problematica non si deve dimenticare la specializzazione produttiva del settore manifatturiero italiano che, guarda caso, è la stessa di quella dei paesi emergenti. Anche a tasse zero e con la burocrazia/le leggi/la giustizia più efficiente di tutti i tempo il risultato cambierebbe ben poco. Molte aziende chiudono per via dei prodotti smerciati e non per il “burocrate” o men che mai il politico.

 La cosa buffa è che si contesta la politica per non essere in grado di difendere le persone dagli effetti del libero mercato dopo che si è votato sistematicamente decennio dopo decennio per smantellare i suoi poteri d’intervento e i sistemi di protezione sociale. In termini di contenuti quasi nessuno fra i rivoltosi si azzarda a mettere in discussione un modello economico con relativi rapporti di produzione e sociali, che si sta rivelando fra l’altro piuttosto fallimentare, e si preferisce attaccare la politica. In termini di forma mancano gli argomenti e abbonda la carica emotiva. Un’impresa è in crisi e la disoccupazione dilaga? Colpa della Kasta, della politica, dei parassiti. È del libero mercato non si dice niente? Sia mai. La colpa è sempre di qualcuno anche se quel qualcuno ha le armi spuntate perché per un’intera generazione si è ciucciato il cazzo ai plutocrati. Chi manifesta se si fosse ritrovato per strada negli anni ’30 del secolo scorso se ne sarebbe andato in giro inveendo contro gli ebrei. Visto che siamo a un quasi un secolo di distanza si è preferito attaccare i politici o il burocrate. Che, si sa, sono la stesa cosa, uh.

Alla fine i rivoltosi non sono tanto diversi dai grillini. Tanta confusione, odio furibondo verso un qualcuno decisamente mitizzato, attenzione idiota per il dettaglio insulso e totale mancata visione d’insieme. Ma non c’è nulla di cui preoccuparsi: tempo qualche giorno e l’effetto rivolta andrà scemando. Il problema è che queste persone hanno il diritto di voto e manterranno la loro incapacità cognitiva. Diciamolo, signori miei, il suffragio universale rende di più in pubblicità che nella realtà.

[1] Warning: noia dilagante. Weber è stato un grande della sociologia, nulla da eccepire, ma scriveva come un cane…

[2] Cfr. http://9dicembre2013.it/coordinamento-nazionale.html.

[3] Cfr. http://www.luciochiavegato.com/blog/.

[4] Cfr. http://www.lindipendenza.com/chiavegato-9-dicembre-e-linizio-della-fine/.

[5] “Perché non lo fai tu?”

Perché sono uno spiantato. E comunque se avessi due denari preferirei metterli in titoli di Stato. Rendimento minore, rischio quasi nullo; rendimento maggiore, rischio leggero. Vorrei solo far notare che le politiche economiche degli ultimi 30 anni tirano in questa direzione e vi chiedo dov’era vossignoria (spoiler: guardate la spesa per investimenti negli ultimi ’30 anni).

[6] Cfr. http://dignitasocialeblogtestprova.blogspot.it/2012/04/chi-siamo.html.

[7] Cfr. http://www.marianoferro.it/linee-programmatiche/.

[8] Attualmente è in discussione un trattato di libero commercio fra USA e UE. Negli USA, però, producono molte cose in difformità alle leggi europee, ad esempio sugli OGM. Cosa credete che verrà fuori? Che le aziende americane potranno fare causa agli Stati europei perché non possono smerciare in Europa. E tanti saluti ai Parlamenti, alla sovranità e alla democrazia. Ma è colpa della Kasta che ruba 1.000 lire a fronte di un debito pubblico di 2.000 miliardi di euro. Eh.

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2 commenti su “Ascoltate il mio amico Weber: la rivolta dei forconi o la rivoluzione da operetta

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Questa voce è stata pubblicata il 10 dicembre 2013 da in politica con tag , , , , .
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