Charly's blog

Recensione film: Thor the dark world

Ecco la sinossi del film [1]:

Continuano le avventure di Thor, il più forte degli Avengers, che combatte per salvare la terra e tutti i Nove Regni da un oscuro nemico che vuole dominare l’universo. Thor lotta per ristabilire l’ordine tra i pianeti… ma un’antica dinastia dominata dallo spietato Malekith minaccia di far ripiombare l’universo nell’oscurità. Affrontato da un nemico a cui nemmeno Odino e Asgard possono opporsi, Thor deve intraprendere il viaggio più pericoloso ed introspettivo della sua vita, che lo ricongiungerà con Jane Foster e lo obbligherà a sacrificare tutto per salvare l’universo intero.

Il film apre con un prologo che narra la lotta fra gli elfi oscuri e gli asgardiani guidati da Bor, il padre di Odino. Sconfitto il nemico, il buon Bor non trova altra soluzione che quella di nascondere l’arma finale degli elfi oscuri in qualche buco dimenticato da tutti. Tornati ai giorni nostri e giusto dopo la battaglia di New York vista in The Avengers, Loki viene portato al cospetto di Odino e si becca una condanna all’ergastolo. Nel frattempo Thor è alle prese a mettere ordine nei nove mondi, mentre sulla Terra Jane Foster si strugge d’amore. Come volete che finisca? Gli elfi oscuri tornano, Jane Foster cade nel mezzo e Thor è costretto a ricorrere all’aiuto di Loki. Scontato, no?

Rispetto al primo capitolo è cambiata la regia e il tono della narrazione. Messe da parte le velleità shakespeariane più teoriche altro del primo Thor, il secondo segue la strada segnata dai vari Iron Man e da The Avengers: umorismo, gag, battaglie epiche dove però non si fa male nessuno o, comunque, nessuno d’importante. La trama è lineare e non particolarmente complicata, ma neppure troppo semplicista. Semplicemente è solo il pretesto per vedere i combattimenti in un tripudio di effetti speciali e grandiosità scenografica. È da notare l’oscena idea di tirare fuori armi a energia diretta rubate da Star Wars che con le divinità norrene nulla hanno a che fare. In effetti in questo film c’è più tecnologia che magia…

Le tematiche complesse sono appena accennate. Il cattivo non ha tutte queste motivazioni per essere cattivo se non il fatto che serviva qualcuno da prendere a martellate. Il peso del comando con il suo corollario di scelte difficili è appena intuibile, così come l’amore impossibile fra un dio e una tipa manca del tutto di drammaticità. Fra l’altro fra Sif e Natalie Portman non è che ci sia tutta questa competizione:

 

In effetti Thor non è famoso per il suo torreggiante intelletto. L’unico che si salva nel grigiore generale è Loki che incarna perfettamente il conflitto familiare e il tormento da, questa volta sì, personaggio shakespeariano. Il problema è che sullo schermo compare di più Thor la cui gamma espressiva è degna di una sequoia. Più Loki e meno Thor non farebbe male. A proposito di espressività, non riesco a decifrare Anthony Hopkins dato che la sua interpretazione mi sembra identica a quelle dell’ultimo decennio di film, quale che sia il ruolo. Boh?

Per quanto riguarda i personaggi minori, i Thor’s boys sono delle sagome di cartone, mentre Heimdall ha più spazio ma la cosa garantisce poco spessore al personaggio. Kat Dennings è sexy, ma il suo personaggio non è divertente e piuttosto superfluo (così come non lo è lo stagista). Il dr. Selvig ormai è stato declassato a macchietta comica e fornitore di tecno blabla. Che si sa, se sei un dio fai ricorso alla tecnologia e non alla magia. Per quanto riguarda gli elfi oscuri, beh, sono tutti uguali. Lo so, sono un razzista.

Qualcuno ha criticato la regia definendola fumosa, ma in realtà è l’ultima fissa di Hollywood quella di creare scontri all’insegna degli effetti speciali e delle masse confuse vocianti. La fotografia è ottima, il comparto musica anonimo.

Nel complesso è un film divertente, ma del tutto sprovvisto di spessore. È un ottimo modo per passare un paio d’ore, ma non aspettatevi grandi tematiche o profondi drammi. L’impressione è che la Marvel abbia deciso di puntare la strada del blockbuster anche se i soggetti trattati potrebbero fornire un potenziale drammatico con i fiocchi. Peccato, ma la pecunia, nonché la stupidità del pubblico a stelle e strisce, è un forte incentivo per determinate scelte. Come al solito aspettate di uscire dal cinema e guardate i titoli di coda. La scena post film se combinata con l’equivalente di The Avengers permette di capire la strada che intraprenderà il Marvel universe declinato al cinema nell’immediato futuro.

Voto: 7. Da passaggio televisivo o da prezzo ridotto.

[1] Cfr. http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49064&film=Thor-The-Dark-World.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 dicembre 2013 da in recensioni con tag .
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