Charly's blog

Recensione film: Allarme rosso

Sinossi del film [1]:

 Alabama, sottomarino nucleare statunitense, è in pattugliamento per verificare le conseguenze di un tentativodi golpe nell’ex Unione Sovietica. È l’ultima missione della carriera per il veterano comandante Frank Ramsey mentre per l’ufficiale in seconda Ron Hunter si tratta del battesimo del fuoco. Improvvisamente l’Alabama riceve una comunicazione-shock: l’ordine di lanciare un attacco nucleare contro le postazioni dei ribelli. Purtroppo, un attacco nemico mette fuori uso il sistema di trasmissione del sommergibile prima che il messaggio possa essere verificato. Che fare? Per il comandante Ramsey non ci sono dubbi: bisogna obbedire. Ma Hunter non è dello stesso parere.

Il perno sul quale ruota il film è la natura del conflitto: nell’epoca atomica la massima “la guerra non è altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi” conserva ancora la propria validità? Il contrasto fra il veterano Ramsey e il nuovo n°2 Hunter si basa su due modi differenti di interpretare il comando, il conflitto. Mentre il primo è ancorato all’idea della guerra come risoluzione delle dispute, il secondo si rende conto di quanto sia illusoria l’idea della vittoria in caso di conflitto nucleare. Mentre il primo è carismatico, fattosi da sé partendo dalla gavetta, il secondo è uscito dalle scuole, posato e flemmatico. Non meno rilevante è il ruolo del caso nelle vicende umane: l’interruzione delle trasmissioni dettate da svariati casi fortuiti potrebbe portare al lancio delle armi nucleari con conseguente olocausto su scala globale. Quanto di quello che succede in guerra è davvero frutto delle scelte umane e non del caso?

Sul piano tecnico nulla da eccepire. Il regista Tony Scott, quello di Top Gun, ci porta nell’ambiente claustrofobico di un sottomarino con intensi primi piani e frenetiche carrellate cinematografiche. Fra gli attori svettano Gene Hackman, puro carisma, e un giovane Denzel Washington. Insieme rubano lo spazio a tutti gli altri. In effetti qui risiede l’unica critica al fim dato che se è pur vero che ogni attore ricopre la propria parte in modo ottimale, è altrettanto vero che quasi nessuno è caratterizzato a sufficienza. L’unica eccezione è Weps interpretato da Viggo Mortensen per via del suo peso nel film. La colonna sonora di Hans Zimmer è ovviamente splendida.  Ma su tutto a svettare è la sceneggiatura. Fin da subito è possibile capire la qualità della scrittura:

_ parlando fra loro gli ufficiali delineano il carattere del Comandante con due scambi di parole illustrandone al pubblico le caratteristiche e le possibili linee di contrasto;

_ nella discussione alla mensa si può esaminare le differenze fra Hunter e Ramsey anticipando il futuro conflitto su cui ruota il film;

_ la sceneggiatura è logica. Sottolineo: logica! Non succede nulla per caso, non si dimenticano pezzi per strada. Se accade x allora ne consegue y. Se abbiamo y per arrivare a z deve capitare m e così via. Al giorno d’oggi è merce rara;

Il ritmo complessivo è elevato non lasciando momenti di stanca. Ogni singola scena proiettata sullo schermo è funzionale per l’avanzamento della trama. In poche parole è un signor film il cui unico neo è quello di essere un thriller limitandone l’appetibilità fra chi non è interessato al genere.

Voto: 8. Un filmone. Uno di quelli che Hollywood non sforna più.

[1] Cfr. http://filmup.leonardo.it/sc_allarmerosso.htm.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 gennaio 2014 da in recensioni con tag .
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