Charly's blog

Ipse dixit: Lagarde e l’occupazione femminile

Bacchettata della Lagarde, il direttore generale dell’FMI, sull’occupazione femminile [1]:

Il vostro è uno dei Paesi della zona euro che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro […] Quantomeno non andrebbe disincentivato. Oggi ci sono molte situazioni di questo tipo in molti sistemi di tassazione. Prenda il Giappone: il premier Abe ha già cambiato rotta. E ha capito che creando una rete di centri per la cura dell’infanzia può aiutare le donne nipponiche a entrare nel mercato del lavoro, dando una spinta a un’economia che viene da anni molto difficili. Un Paese che ha avuto molto successo in questo campo è l’Olanda che ha dato la possibilità di creare lavori flessibili part time senza alcuna restrizione. Anche la Corea si sta muovendo in questa direzione.

Ecco il tasso di occupazione per sesso [2]:

Norvegia 77,3
Svezia 76,8
Danimarca 72,2
Olanda 71,9
Germania 71,5
Regno Unito 68,4
Francia 65
Spagna 54
Italia 50,5

Il tasso d’occupazione complessivo in Italia è pari al 61% ed è rimasto relativamente stabile nell’ultimo decennio. Ovviamente è una media. Compariamo i dati per sesso:

Maschile Femminile
2002 74% 44,9%
2003 74,6% 45,6%
2004 74,9% 48,3%
2005 74,8% 48,4%
2006 75,5% 49,6%
2007 75,8% 49,9%
2008 75,4% 50,6%
2009 73,8% 49,7%
2010 72,8% 49,5%
2011 72,6% 49,9%
2012 71,6% 50,5%

Direi che i dati si commentano da soli. Proviamo a replicare il giochino con la prima della classe, la Norvegia:

Maschile Femminile
2002 83,2% 75,9%
2003 81,8% 75%
2004 81,5% 74,8%
2005 81,6% 74,6%
2006 83,2% 75,7%
2007 84,3% 77,5%
2008 84,8% 78,6%
2009 83,1% 77,9%
2010 82,1% 76,9%
2011 82,1% 77,1%
2012 82,4% 77,3%

Il dato maschile è maggiore di quello femminile, ma la differenza è poca cosa. Sia la Svezia sia la Danimarca presentano una situazione simile nei tassi di occupazione per sesso. Il problema italiano, allora, non è solo una bassa percentuale del lavoro femminile, ma anche un valore assai inferiore rispetto a quello maschile.

L’aspetto più divertente è che a differenza di quanto si possa pensare la bassa occupazione femminile non presenta il minimo vantaggio in termini demografici [3]:

Fertility rate Birth rate (per 1.000)
Norvegia 1,9 12
Svezia 1,9 12
Danimarca 1,8 11
Olanda 1,8 11
Germania 1,4 8
Regno Unito 2 13
Francia 2 13
Spagna 1,4 10
Italia 1,4 9

Com’era la canzone? Chi non lavora non fa l’amore? Beh, neanche i figli a quanto pare.

[1] Cfr. http://www.pianetadonna.it/societa/news/christine-lagarde-donne-italiane-poco-incentivate-su-lavoro.html.

[2] Cfr. http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/refreshTableAction.do;jsessionid=9ea7d07e30da9dd5607d87bf492d91abbe41057d2dcb.e34MbxeSahmMa40LbNiMbxaMc3qMe0?tab=table&plugin=1&pcode=t2020_10&language=en.

[3] Cfr. http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.TFRT.IN e http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.CBRT.IN.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 aprile 2014 da in società con tag , .
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