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Analisi del DEF, anno 2014. Parte prima

Il DEF è un documento interessante dato che illustra le politiche del Governo, gli scenari economici e le spese della PA [1]. Certo, nel caso degli scenari economici siamo nell’area delle pure speculazioni e si dovrebbe prestare più attenzioni agli altri due elementi. Ma esaminiamo, comunque, il tutto.

Il quadro economico complessivo è più positivo rispetto a quello degli anni passati. Nel 2013 il PIL mondiale e il commercio mondiale hanno presentato rispettivamente un incremento del 2,9% e del 2,6%, a differenza dell’Area Euro che registrato una contrazione del PIL dello 0,5% e un tasso di disoccupazione al 12,1%. Per il 2014 è atteso un aumento del PIL mondiale pari al 3,7% nonché un’espansione del commercio mondiale pari al 5%. Per l’Area Euro si attende una crescita del PIL dell’1,2% e una lieve riduzione della disoccupazione con un tasso del 12%. Per il 2015 il PIL mondiale dovrebbe registrare una crescita del 4% con un aumento del commercio pari al 5,9%. Per la gioia di chi parla di crisi terminale del capitalismo…

Nel caso italiano la recessione si interrotta nell’ultimo trimestre del 2013 e le esportazioni hanno ottenuto una buona performance. Aumenta, inoltre, la fiducia delle imprese manifatturiere e si registrano segnali positivi provenienti dal settore dei servizi. Il Governo intende promuovere la crescita e consolidare il bilancio tramite queste misure:

_ revisione della spesa;

_ riduzione cuneo fiscale;

_ privatizzazioni del patrimonio e delle società statali;

_ pagamento debiti PA;

_ attrazione investimenti e miglioramento imprenditorialità tramite riforma del fisco, della burocrazia, della giustizia;

_ Jobs Act;

_  scuola e Garanzia Giovani;

Ecco le prospettive macro-economiche:

  2013 2014 2015 2016 2017 2018
PIL -1,9 0,8 1,3 1,6 1,8 1,9
Consumi -2,6 0,2 0,9 1,2 1,6 1,7
Spesa PA -0,8 0,2 0,3 0,1 0 0,2
Investimenti -4,7 2 3 3,6 3,8 3,8
Scorte -0,1 -0,1 0 0 0 0
Export 0,1 4 4,4 4,2 4,1 4,1
Import -2,8 2,8 4,4 4,1 4,2 4,2

Ecco i contributi alla crescita reale del PIL:

 

  2013 2014 2015 2016 2017 2018
Domanda interna -2,6 0,5 1,1 1,3 1,6 1,7
Scorte -0,1 -0,1 0 0 0 0
Export -0,8 0,5 0,2 0,2 0,1 0,1

Ne viene fuori che quest’anno si avrà la ripresa che si consoliderà negli anni seguenti. Il traino alla crescita dovrebbe avvenire grazie ai consumi interni, mentre l’export verrà bloccato dal riprendersi dell’import. Il mercato del lavoro, però, avrà pochi benefici: quest’anno si registrerà il valore più elevato per la disoccupazione raggiungendo il 12,8%, per poi calare fino all’11% del 2018.

Passiamo alla tanto deprecata Spesa Pubblica:

  2011 2012 2013
Spese 794.466 800.873 798.940
Entrate 735.354 753.517 751.619
Redditi lavoro 168.415 165.165 164.062
Consumi intermedi 135.726 131.858 130.065
Prestazioni sociali 304.211 311.119 319.525
– pensioni 243.566 248.884 254.510
– altro sociale 60.645 62.235 65.015
Altro 59.037 57.466 60.709
Interessi passivi 78.397 86.474 82.043
Investimenti 31.097 29.979 27.132
Contributi in c/capitale 18.137 17.564 14.312
Altri trasferimenti -1.364 1248 1092

Ecco la percentuale sul PIL:

  2011 2012 2013
Redditi lavoro 10,7 10,5 10,5
Consumi intermedi 8,6 8,4 8,3
Prestazioni sociali 19,3 19,9 20,5
– pensioni 15,4 15,9 16,3
– altro sociale 3,8 4 4,2
Altro 3,7 3,7 3,9
Interessi passivi 5 5,5 5,3
Investimenti 2 1,9 1,7
Contributi in c/capitale 1,1 1,1 0,9
Altri trasferimenti -0,1 0,1 0,1

Per il prossimo futuro la spesa pubblica è data in crescita, passando ai 798.940 milioni di euro del 2013 ai 851.703 del 2018, ma si ridurrà la percentuale sul PIL: dal 51,3% del 2013 fino al 47,6% del 2018. In termini numerici la spesa pubblica per dipendenti si attesterà intorno ai 163 miliardi di euro, gli interessi si stabilizzeranno intorno agli 85 miliardi. Investimenti e contributi seguiranno la stessa traiettoria, mentre aumenteranno  le prestazioni sociali passando da 319 miliardi a 359 miliardi. Le pensioni saliranno da 254 a 287 miliardi, ma con una percentuale sul PIL in calo dal 16,3% al 16,1%, mentre le altre prestazioni sociali presenteranno un aumento più contenuto passando da 65 miliardi a 72.

Questa è la situazione attuale e quella prevista. Per quanto riguarda il come, ovvero le riforme messe in cantiere, ne parleremo la prossima volta.

[1] Cfr. http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/.

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Un commento su “Analisi del DEF, anno 2014. Parte prima

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Questa voce è stata pubblicata il 11 aprile 2014 da in economia con tag , .
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