Charly's blog

Analisi del DEF, anno 2014. Parte seconda

Dopo il quadro economico complessivo, passiamo a quello delle riforme [1]. Il DEF presenta la non erronea convinzione che le riforme economiche vadano accompagnate  con quelle dell’assetto istituzionale. Con quella della legge elettorale si vuole conseguire l’obiettivo di stabilire solide maggioranze parlamentari in modo da assicurare la governabilità.  In sintesi:

_ sistema proporzionale con premio di maggioranza;

_ soglia di sbarramento;

Al tutto si affianca l’eliminazione del bicameralismo perfetto, la trasformazione del Senato in una sorta di aula delle autonomie, la riduzione del numero dei parlamentari e la revisione del Titolo V della Costituzione.

In ambito economico le misure principali sono il taglio del cuneo fiscale e dell’IRAP. In termini  numerici il taglio dell’IRPEF sarà di 10 miliardi coperti dalla spendig review, mentre l’IRAP sarà tagliata del 10% grazie all’aumento della tassazione sulle attività finanziarie. Non è difficile immaginare che le coperture siano quantomeno dubbie come ben dimostra la politica dell’ultimo mese.

Sul piano degli investimenti si vuole utilizzare di più e meglio i fondi strutturali europei. Non manca l’idea di riformare i vincoli del Patto di Stabilità Interno, ma anche qui non è difficile calcolare le probabilità del successo di quest’ultima operazione. Al tutto si aggiunge il desiderio di rendere più attraente il paese nei confronti degli investitori esteri. Da notare l’idea del rafforzamento delle start up e delle reti d’impresa, anche qui adottando i fondi europei, senza dimenticare il supporto volto a internazionalizzare le imprese (e il sistema universitario).

Sul piano energetico il Governo nota il costo delle bollette per le imprese e vuole ridurne l’importo del 10%. Come? Rimodulando la bolletta. In pratica alcuni pagheranno di meno, altri pagheranno di più. Come al solito si parla di migliorare l’efficienza  tramite mercati aperti e concorrenziali, con relativa solfa di liberalizzazioni e di semplificazione burocratica. Si progetta anche di completare le infrastrutture, valorizzare il mercato immobiliare e di adottare un piano casa destinato agli inquilini morosi incolpevoli.

Sul piano del lavoro si prende atto della segmentazione del mercato e del numero degli inattivi. La soluzione viene dal Jobs Act con la simpatica idea di estendere il periodo di precarietà, ridurre le forme contrattuali e forse di adottare un salario orario minimo. Se si considera la Youth Guarantee è meglio stendere un velo pietoso dato che è pura fuffa. Quanto agli ammortizzatori sociali non è chiaro che cosa si voglia effettivamente fare, mentre la Social Card viene confermata.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione si vuole ridurre l’età della PA con un ricambio generazionale, riducendo la spesa e aumentando la produttività. Si parla anche di mobilità e digitalizzazione. Si vuole anche migliorare i tempi geologici della giustizia. Non chiedete i numeri o i progetti, dato che non c’è nulla.

Sul piano scolastico si destinano due miliardi per la messa in sicurezza degli edifici e relativa solfa sul merito e la valutazione. Si vuole anche incentivare l’utilizzando dell’apprendistato e gli stage aziendali, mente si registra anche l’intenzione di rafforzare l’istruzione tecnica. Ah, senza dimenticare l’inglese e l’informatica.

Per lo sviluppo si vuole puntare sull’economia verde, la cultura e il turismo. In aggiunta le privatizzazione e le dismissioni del patrimonio immobiliare. Non aspettatevi dettagli, perché non ve ne sono. Nel complesso il DEF è pieno di idee, ma scarsamente o per nulla dettagliate. Molte riforme sono condivisibili, ma siamo in pieno argumentum ad banalitatem: difficile opporsi a chi desidera rendere più efficiente la PA o la giustizia. Il problema non è il cosa, ma il come. E di quest’ultimo nel DEF non c’è traccia o quasi.

[1] Cfr. http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/documenti/SEZ._III_PNR_2014_-_PARTE_PRIMA.pdf.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 aprile 2014 da in politica con tag , .
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