Charly's blog

El tanko: dall’idiota leghista a quello indipendentista

Torniamo alla storia del Tanko e dell’indipendentismo veneto. L’aspetto più divertente della faccenda è la sorpresa mista a indignazione degli arrestati  con l’accusa di eversione dell’ordinamento statale e terorrismo. D’altronde è noto che chi si oppone all’ordine costituito sia con mezzi violenti (l’ETA o l’IRA) sia con quelli pacifici (Gandhi) si ritroverà ad avere a che fare con le forze dell’ordine. Ma loro, invece, la cosa non l’avevano minimamente messa in conto. Minacciano di [1]:

No, più che tagliare il salame noi abbiamo bisogno di caricare i candelotti di dinamite!

Il nostro obiettivo è abbattere lo Stato….pota!

Bisogna far saltar le banche….Ci sarà una piccola parte di Carabinieri o della polizia che starà dalla parte degli insorti, poi una piccola parte sempre dei Carabinieri o della Polizia o della Guardia di Finanza che starà dalla parte dello Stato…la parte più forte che potrebbe essere l’esercito e gli altri che se ne stanno a guardare…staranno a vedere, stanno a vedere e si metteranno dalla parte dei vincitori, come è successo in altri paesi…

Quando semini un terrore del genere e qualcuno lo ammazzi davvero…allora vedrai che non c’è più nessuno che lo…lo sai, durante il processo di Torino delle Brigate Rosse…ci voleva la giuria popolare della corte d’Assise…non ne trovavano, li gambizzavano prima…É storia!

È scontato che ci siano delle reazioni, che dite?

Ai nostri patrioti, invece, la cosa non va giù. Se permette vorrei cercare una spiegazione della cosa nella Lega e nel suo immaginario politico. L’ex partito di Umberto Bossi è l’erede di precedenti movimenti autonomisti, ma è solo negli anni ’80, con l’aggravarsi della situazione politica, che la Lega assurse al ruolo di principale attore politico del nord Italia. Pur caratterizzandosi come antagonista della politica tradizionale e dei partiti politici, la Lega Nord è comunque un partito politico strutturato  e gerarchizzato. Per quanto riguarda le tematiche e il registro linguistico è facile notare elementi xenofobi e populisti, ma non sono gli elementi principali che caratterizzano l’avventura leghista. L’elemento specifico di questa esperienza politica, magistralmente descritto da Lynda Dematteo, è l’essere idiota. La parola, tuttavia, non va considerata nel suo significato odierno, ma in quello originale. Un tempo, per idiota si intendeva una persona rozza, incivile, ignorante, chiusa nel suo piccolo mondo e totalmente ignara di quanto accadesse al di fuori del suo paesino d’origine. Nella Commedia dell’Arte questi attributi venivano rappresentati dal buffone che, proprio per via della sua condizione, poteva mascherare gli abusi del potere e difendere la povera gente. La chiave di successo della Lega risiede proprio nella replica di questo meccanismo tanto linguistico quanto ideologico. Gli attributi negativi vengono rovesciati in positivi: il leghista non è rozzo o ignorante, ma schietto e autentico totalmente contrapposto al sofista intenzionato ad ingannare la gente. Non è chiuso nel suo piccolo mondo arretrato, ma cerca di difenderlo da una presunta omologazione recata dalla globalizzazione. Da bravo idiota, quindi, il leghista difende il popolo del Nord dalle angherie di Roma e dai partiti tradizionali incarnato il furore popolare rivolto contro uno Stato percepito come dispotico e oppressivo.

I problemi nascono quando il buffone si ritrova ad occupare il seggio del sovrano. Un conto è il dedicarsi alle pagliacciate (dal dio Po, ai Serenissimi con tanto di assalto para militare), un altro è il prendersi cura delle faccende dello Stato. Al riguardo la Lega è uno splendido esempio di fallimenti conclamati e ripetuti nell’arco di due decenni. L’incapacità risiede sia nella difficoltà meramente pratica condita dall’incapacità prettamente tecnica, sia soprattutto in una mancata incomprensione a livello teorico dei fenomeni presi in esame. Giusto un paio di scemenze in salsa padana:

_ mancata comprensione della specializzazione produttiva e dei limiti strutturali (mancata internazionalizzazione, scarsa capacità finanziaria, zero ricerca) nel processo di declino delle PMI;

_ mania per i cacciaviti – simbolo del lavuraaaare – e disprezzo per le conoscenze siano esse tecnico/tecnologiche o organizzative/manageriali;

_ pensare che il federalismo sia sinonimo di minore tassazione e semplificazione burocratica;

_ chiusura culturale in salsa identitaria;

_ finanza kattiva che non molla gli sghei… dopo aver rotto gli zebedei per vent’anni che lo Stato dovrebbe comportarsi come le imprese e non ricorrere ai prestiti. Si vede che le imprese non devono comportarsi come le imprese?

E secondo voi che cosa pensano i nostri patrioti veneti? Le stesse identiche cose. I patrioti non sono altro che leghisti della prima ora delusi dai fallimenti governativi, senza però riflettere sulle cause di quel fallimento. E giusto per non farsi mancare niente hanno ben pensato pure di copiare l’atteggiamento da idiota. Delle due l’una: o le dichiarazioni erano veritiere o erano delle mere pagliacciate. Dalla reazione sorpresa degli indipendentisti è palese quale delle due ipotesi sia corretta.

A proposito dei leghisti, ecco Salvini [2]:

Liberi subito. Le galere sono fatte per i delinquenti e per i mafiosi, non per i padri e le madri di famiglia. Gli investigatori non hanno trovato nemmeno una fionda e sfido chiunque a chiamare carro armato quella ruspa spara supposte. Ma non siamo dei fessi: o tornano a casa subito e qualcuno chiede scusa o andiamo a tirarli fuori noi. Magari occupando le prefetture.

Qualcuno ha visto l’occupazione delle prefetture? Ovviamente no, l’idiota da Commedia dell’arte la spara grossa senza preoccuparsi di metterla in pratica. Va da sé che un simile atteggiamento è valido all’opposizione, i grillini sono abbastanza simili, ma è del tutto inutile in sede di Governo.

P.S. Se volete la mia opinione: non sono uno stalker e se i veneti si vogliono staccare liberi di farlo. Ma dubito che così facendo risolveranno i loro problemi.

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2014/04/02/italia/cronache/carichiamo-i-candelotti-di-dinamite-male-che-vada-finisce-a-pane-e-salame-ecco-i-secessionisti-veneti-intercettati-zzTjp11g0gbqcicCRuWr4O/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.corriereweb.net/italia/1402-secessionisti-veneti-salvini-a-verona-o-tornano-a-casa-o-li-liberiamo-noi-occupando-le-prefetture.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 aprile 2014 da in politica con tag , , .
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